DETENUTO MORTO IN CELLA DI SICUREZZA DELLA QUESTURA DI ROMA

BONADONNA (PRC): “UN FATTO GRAVISSIMO. SI ACCERTINO FINO IN FONDO LE RESPONSABILITA’”

 

“E’ un fatto gravissimo che dà il segno di inefficienza e mancanza di professionalità da tutte le parti. Qualunque siano le ragioni per le quali il ragazzo era stato arrestato, non è possibile che si possa morire in una cella di sicurezza che evidentemente di sicuro non ha nulla se non l’aspetto detentivo. E’ necessario accertare fino in fondo le responsabilità dell’accaduto, sia per quanto riguarda le forze dell’ordine sia  in riferimento alla struttura sanitaria in cui il ragazzo è stato visitato senza che si ritenesse opportuno trattenerlo in osservazione. Aspettiamo di avere notizie chiare ed elementi assolutamente certi, perché non è accettabile che ci sia poca trasparenza su un fatto così grave”.

28 novembre 2002

IMMOBILI ASL VENDUTI NEL FRUSINATE. REA-COMMISSIONE SANITA’: “SARACENI RIFERISCA IN COMMISSIONE E AI SINDACI. I CITTADINI HANNO IL DIRITTO DI SAPERE QUELLO CHE STA AVVENENDO”.

 

“Va dato atto alla Giunta regionale guidata dal presidente Storace di mantenere gli impegni presi. Infatti, prosegue decisamente lo smantellamento della sanità pubblica”. E’ quanto dichiara il consigliere Romolo Rea della Commissione Sanità alla Pisana, che aggiunge: “Questa Giunta continua la sua opera di depotenziamento delle strutture sanitarie pubbliche, che, come sappiamo, ha già colpito duramente il nostro comprensorio e lo fa, stavolta, utilizzando lo strumento della cartolarizzazione. Invece di eliminare sprechi e convenzioni miliardarie con i privati,  per coprire il deficit sanitario la Regione vende gli immobili delle Asl senza che di queste operazioni si sappia qualcosa. Il sistema sanitario della provincia di Frosinone è stato già messo a dura prova negli ultimi due anni, questo è un ulteriore colpo che gli viene inferto. A questo punto l’assessore Saraceni riferisca al Consiglio Regionale, alla Commissione Sanità e ai Sindaci delle amministrazioni interessate di questa vendita, perché i cittadini hanno il diritto di essere informati di quanto sta avvenendo”.

28 novembre 2002

VERTENZA WEITNAUER DUTY FREE

LUCIANI (PRC): “IL COMPORTAMENTO DI ADR CONTINUA AD ESSERE INQUALIFICABILE. SPERIAMO CHE SI CAMBI STRADA”.

 

“Il fatto che Adr abbia finalmente comunicato al sindacato e ai lavoratori della Weitnauer Duty Free il nominativo della ditta che subentrerà nella sub-concessione dell’appalto è sicuramente un fatto positivo, ma l’assenza dei suoi rappresentanti al tavolo convocato ieri pomeriggio alla Regione, non fa che confermare le ragioni che ci hanno spinto a scrivere ai presidenti della Regione Lazio e della Provincia di Roma e ai sindaci di Roma e Fiumicino”. E’ quanto dichiara il consigliere regionale di Rifondazione comunista, Enrico Luciani, che proprio aveva scritto ai  rappresentanti istituzionali una lettera in cui denunciava il comportamento inqualificabile della Società. “L’atteggiamento mostrato da Adr- aveva scritto Luciani - che oggi gestisce migliaia di occupati e a cui, sempre più frequentemente, sono riferite vertenze di lavoro tuttora aperte o che si sono concluse negativamente (basti pensare all’esito della vertenza Ligabue) risulta arrogante non solo nei confronti dei lavoratori e dei sindacati, ma anche delle Istituzioni. E’ vero che, secondo noi, il ruolo svolto attualmente dalla Società e l’atteggiamento snobistico con cui si muove è effetto di quel processo di privatizzazione che noi abbiamo sempre osteggiato e che, in tutta evidenza, ha portato a situazioni come questa, ma è vero anche che le Istituzioni non possono e non devono accettare un simile comportamento. Siamo convinti, infatti, della necessità che proprio le Istituzioni si muovano e lo facciano in fretta. In mancanza, non esiteremo, per il bene dei lavoratori, a sollevare la questione anche a livelli superiori: centinaia di posti di lavoro a rischio sono motivo più che sufficiente per denunciare che è ora di finirla con i giochetti e con gli impegni non mantenuti, che possono nascondere persino il tentativo di utilizzare gli ammortizzatori sociali per incrementare i guadagni delle ditte che subentrano nelle concessioni; fatto questo, che costituirebbe un’ipotesi di frode ai danni dello Stato. Le chiedo quindi, per quanto appena detto, da una parte di intervenire per la questione Weitnauer nei confronti di Adr, dall’altra di lavorare insieme perché si arrivi a varare leggi che garantiscano i lavoratori dal menefreghismo, dalla superficialità e dall’arroganza con cui oggi tante società, in nome del profitto, agiscono, partendo da clausole che diano certezza e garanzie ai lavoratori assicurando loro livelli occupazionali e salariali quando si verificano passaggi di concessioni da un impresa ad un’altra”. Questa lettera – conclude Luciani – è stata scritta due giorni fa, ma, ancora ieri, Adr continuava a tenere, con la sua assenza ingiustificata al tavolo della trattativa, un comportamento inqualificabile che non è più possibile accettare”.

28 novembre 2002

OSPEDALE S.ANDREA. BONADONNA (PRC): “L’INAUGURAZIONE DEL S.ANDREA E’ L’INAUGURAZIONE DELLA SANITA’ PRECARIZZATA”.

 

“L’inaugurazione del S.Andrea di domani, sarà l’inaugurazione della sanità precarizzata, infatti, non c’è nulla di certo”. E quanto ha dichiarato il capogruppo di Rifondazione comunista alla Regione Lazio, Salvatore Bonadonna, durante la conferenza stampa dei gruppi di opposizione in Consiglio Regionale. “Il Sant’Andrea – ha spiegato Bonadonna – non è ancora attrezzato per funzionare: ad esempio, ancora oggi non si sa quanti e quali tra medici e para-medici andranno a lavorare nella struttura; il bando per il riscaldamento è stato pubblicato solo qualche giorno fa, per cui il riscaldamento non c’è; il servizio TAC non esiste per cui verrà garantito con camion dotati di apparecchiatura mobile; lo svincolo sul Raccordo per assicurare il collegamento tra l’ospedale e il resto della città non c’è. E’ evidente, quindi, che l’inaugurazione di domani è solo un annuncio politico. In realtà – ha aggiunto l’esponente del Prc – la situazione del  Sant’Andrea è poco chiara. Attualmente il piano per  la riorganizzazione del personale del policlinico Umberto I, a cui il sindacato si oppone, che prevede anche il trasferimento di parte del personale al Sant’Andrea è al centro di una lotta di potere tra il direttore del Policlinico, Tommaso Longhi, la Facoltà di Medicina della Sapienza e la Regione. Il risultato è che questo piano è un compromesso paralizzante che di fatto lascia nella indeterminatezza il Sant’Andrea e il Policlinico senza dare la copertura dei servizi ai cittadini. Peraltro, a questo si aggiunge un conflitto di interessi pesante che riguarda il commissario straordinario del Sant’Andrea, Gennaro Moccia, che è anche vice-presidente dell’Unione Industriali, presidente del gruppo Moccia e partecipe di altre società che hanno rapporti di consulenza e forniture con la sanità regionale. Non solo. Permane la strana situazione della Regione Lazio che, invece di fare ricorso alla Consip, che per legge fornisce a titolo gratuito  consulenze, si rivolge a titolo oneroso alla Società STI che oltre a offrire consulenze fornisce anche servizi alla sanità regionale. Quindi, in sostanza, decide cosa serve e chi deve fornirlo.  Sull’argomento abbiamo presentato in Consiglio regionale un’interrogazione a cui finora nessuno ha mai risposto. Per questo siamo pronti, se questa risposta non arriverà nel giro di breve, a presentare un esposto alla magistratura e alla Corte dei conti. Il sistema sanitario della Regione non può funzionare in questo modo, come il Sant’Andrea e il Policlinico, la gestione dei quali deve essere affidata a persone competenti e che lavorano per gli interessi generali e non per i propri”.

29 novembre 2002

 

 

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