ANCORA INSIEME PER LA RIFONDAZIONE COMUNISTA
Il
prossimo 8 maggio a Roma avverrà il congresso di fondazione di un nuovo
partito: il Partito della Sinistra Europea. Al nuovo partito aderisce anche il
Partito della Rifondazione Comunista.
L’impianto
teorico e programmatico del nuovo partito europeo non ha nulla di antagonista e
di alternativo, richiamandosi tuttalpiù a suggestioni liberaldemocratiche
lontane persino dalla tradizione dei partiti socialdemocratici europei.
I militanti del
PRC si ritroveranno iscritti d’ufficio ad un altro partito, senza che nessuno
abbia nemmeno chiesto il loro parere, visto che una decisione di tale portata è
stata assunta senza alcuna forma di consultazione degli iscritti, fatto senza
precedenti nella pur travagliata storia del movimento comunista nel nostro
Paese, ma con ormai numerosi precedenti nella direzione del
PRC, caratterizzata da una grave mancanza di democrazia nel processo decisionale
relativo, soprattutto, alle svolte tattiche e strategiche adottate in solitudine
dal segretario nazionale e spesso comunicate al corpo del partito addirittura
attraverso i mezzi d'informazione borghesi.
La svolta operata dal gruppo
dirigente del PRC si caratterizza per la sua sottomissione ideologica al
centrosinistra, con il quale – non casualmente – Bertinotti vuole
sottoscrivere non un semplice accordo elettorale per sbarrare la strada alla
destra, ma un vero e proprio accordo di governo, nella più assoluta assenza di
impegni programmatici. Il centrosinistra con cui il PRC dovrebbe accordarsi per
il governo del Paese è ancora quello del boicottaggio del referendum sull’articolo
18 e delle mille ambiguità sulla guerra permanente, manifestate prima con l’assenso
all’invasione dell’Afghanistan ed ora con il rifiuto di impegnarsi per il
ritiro delle truppe di occupazione italiane dall’Irak.
Non è la prima volta che si tenta di cancellare l’esistenza
di una forza politica comunista, radicalmente alternativa allo stato di cose
esistente; si tratta di un vano tentativo, perché la
prospettiva "socialismo o barbarie" continua a vivere nella realtà
del conflitto
sociale prima ancora che nelle nostre idee.
L’opposizione al progetto liquidatorio di
Bertinotti esiste ed è unita nella volontà di non abdicare all’impegno per
la rifondazione comunista. Nonostante la censura operata sistematicamente da
Liberazione, un
giornale che da organo di tutto il partito nelle sue varie componenti è
diventato il megafono esclusivo del vertice, e nonostante le minacce e la
repressione dei burocrati nei confronti di qualsiasi tentativo dialettico,
in molte città si sono costituiti e si stanno costituendo i collettivi
autoconvocati delle compagne e dei compagni del PRC, che hanno già tenuto due
assemblee nazionali, a Roma il 21 marzo e a Parma il 18 aprile.
E’ necessario che l’esistenza
dell’opposizione alla deriva revisionista ed anticomunista del gruppo
dirigente del PRC si manifesti con più forza; ogni compagna ed ogni compagno
devono sentirsi personalmente responsabili dell’iniziativa per salvare il
Partito della Rifondazione Comunista ed impedire che, per la prima volta nella
nostra storia recente, sparisca dal panorama politico italiano una forza
alternativa, rivoluzionaria, internazionalista e di classe.
Il prossimo 8 maggio a Roma ci saremo anche noi ed è importante che ci siano
tutti quelli che, in vario modo, hanno preso apertamente posizione contro la
deriva del gruppo dirigente del PRC, anche negli organismi dirigenti del
partito. Non è più il tempo dell’attendismo: è il tempo di mobilitarsi, qui
ed ora, per riprendere insieme il cammino della rifondazione comunista.
SABATO
8 MAGGIO – DALLE ORE 10.00 – SALA DI VIA DEI SERPENTI, 32
Info e adesioni: autoconvocatiprc@virgilio.it