GAGLIARDI - FERRARA: CORRISPONDENZA DI AMOROSI SENSI
Pubblichiamo di seguito le
lettere in merito al licenziamento di Fulvio Grimaldi comparse sul "Foglio" di
Giuliano Ferrara; la prima è di Rina Gagliardi, la seconda dello stesso Grimaldi,
ambedue chiosate spiritosamente da Ferrara. Infine, un nostro piccolo commento.
LETTERA DI RINA GAGLIARDI SU "IL FOGLIO" DEL 4.6.2003
Al direttore. - Le chiedo ospitalità per una, anzi per due
precisazioni. Sul Foglio di ieri, il servizio dedicato, tra le altre cose, alle
vicende interne di Liberazione, si conclude con una dichiarazione dell'on. Paolo
Gentiloni (Margherita) su "Fulvio Grimaldi, cacciato perché critico del regime
cubano", Intanto, Grimaldi non è stato cacciato: è un collaboratore (non un
redattore di Liberazione), al quale era stata affidata una rubrica di critica
ambientalista. Questa rubrica è stata sospesa perché, contrariamente agli
accordi presi con lo stesso Grimaldi, si occupava di tutto, di molto, tranne che
di ambiente. In secondo luogo: come si fa distorcere così i termini del
dibattito che si è svolto in Rifondazione su Cuba, fino a radicalmente
rovesciarlo?
La maggioranza del PRC, a cominciare dal segretario Bertinotti, e la direzione
di Liberazione hanno espresso un giudizio assai critico sulle recenti vicende
che hanno portato alla condanna a morte di tre oppositori e a una forte ondata
repressiva: restiamo amici, sì, di Cuba e della rivoluzione cubana, ma non
consideriamo questi episodio un piccolo incidente di percorso. Una parte dei
compagni di Rifondazione non ha condiviso questa linea e ha ribadito la propria
incondizionata solidarietà a Cuba: l'opposto, insomma, di una posizione "liberal".
Quanto a Fulvio Grimaldi, il suo ultimo "Mondocane", che proprio di Cuba si
occupava, non conteneva nessuna critica alle scelte di Castro, anzi, le
"comprendeva" fino in fondo. Leggere per
credere.
Rina Gagliardi, condirettore di Liberazione.
Di Rina Gagliardi, non so perché, mi fido. (Giuliano Ferrara)
RISPOSTA DI FULVIO GRIMALDI SU "IL FOGLIO" DEL 5.6.2003.
Credo di poterle chiedere ospitalità per rispondere alla lettera di Rina
Gagliardi di "Liberazione". Gagliardi, rubando il mestiere al direttore Curzi,
rimasto defilato in questa vicenda, ma di cui arguisco il pensiero dalla
posizione assunta sulla questione Corriere della Sera, si arrampica sugli
specchi per giustificare la mia cacciata da Liberazione, cacciata sostenibile
solo grazie a un evidente culto della flessibilità totale del lavoratore: se non
è cacciata la rescissione unilaterale e in tronco del mio contratto di
collaborazione e il mio allontanamento dal giornale a cui collaboravo da cinque
anni, non solo con la rubrica "Mondocane", ma con ampi reportages da tutto il
mondo, senza comunicazione formale (mi ha telefonato l'amministratore) e senza
spiegazione (giusta causa?), vorrebbe dire che la nostra battaglia per l'art.
18, per Santoro e Biagi, per il pluralismo e la libertà d'espressione, vale solo
per il "fuori" e non per il "dentro".
Purtroppo neppure le ragioni con Lei adotte per la cacciata sono oneste.
Basta leggere la presentazione della prima puntata di "Mondocane" per accertarsi
che ero stato invitato a scrivere di persone, animali, genti oppresse, cosa che
ho sempre fatto, evidentemente non limitandomi alla difesa della peppola, o
dell'oasi, ma rilevando gli ovvii collegamenti tra ecologia, guerra, mercato,
uranio, bombe, strategie per le risorse naturali e umane, e relativi
protagonisti: popoli, leader, economie. Leggere per credere. Del resto il mio
successore nella rubrica, Fabrizio Giovenale, ha subito esordito sottolineando
come l'ecologia pervada ogni aspetto della vita e della politica. Leggere per
credere. I mille firmatari di un appello al mio reintegro e di protesta contro
gli usi censori adottati, raccolti in pochissimi giorni, come le centinaia di
lettere arrivate al direttore Curzi, hanno evidenziato la consapevolezza di
iscritti e lettori che quello adottato nei miei confronti è stato un
provvedimento di epurazione politica, nel più bello stile in uso a Mosca anni
fa. Ultima scorrettezza di Gagliardi: il mio ultimo Mondocane non avrebbe
contenuto critiche alle scelte di Castro. Peccato che, con ironia e paradossi,
estranei allo stile di Gagliardi, e pur esprimendo assoluta solidarietà a Cuba
assediata, avessi chiaramente preso le distanze sia dalle condanne a morte, sia
dalle incarcerazioni. Leggere per credere.
Fulvio Grimaldi
Mi fido anche di lei, come vede. Ma meno. Questa mattina un libertario
come Massimo Bordin, a Radio Radicale, ha ricordato le bordate di insulti da lei
rivolte a coloro che sul Kosovo o sull'Iraq pensavano, e dunque non la pensavano
come lei. Fa piacere invece questo tono da vittima, testimone e martire della
libera stampa. (Giuliano Ferrara).
Insomma, Cicciopotamo Ferrara
si fida di Rina Gagliardi e di Radio Radicale. Normale. Lo stesso Cicciopotamo (berlusconide,
sionista e agente della CIA), invece, si fida poco di Fulvio Grimaldi, ritenendo
addirittura che chi la pensa come Grimaldi, in realtà, non pensa affatto.
Normale anche questo.
Quello che non sembra affatto normale è che qualcuno prenda sul serio le balle
con cui la Gagliardi e (in altra sede) Bertinotti tentano di giustificare
un'iniziativa padronal-stalinista come il licenziamento in tronco di un
giornalista la cui unica colpa è quella di non pensarla esattamente come loro e
come i loro ascari ex trotskisti.
La verità è quella compresa dagli oltre mille iscritti e simpatizzanti che hanno
protestato, e cioè che il licenziamento di Grimaldi "è stato un provvedimento
di epurazione politica, nel più bello stile in uso a Mosca anni fa". Per
questo siamo solidali con Grimaldi e ci auguriamo che la sciagurata decisione di
Liberazione nei suoi confronti subisca lo stesso trattamento subito da quella
della RAI nei confronti di Santoro. A quando MONDOCANE IN PIAZZA?