LE PURGHE DI BERTINOTTI
Come in molti avevano
previsto, lo staff di Bertinotti ha avviato in grande stile la
normalizzazione del PRC, finora anticipata da una serie di purghe locali (il
commissariamento di circoli come il romano "G. D'Angelo" e quello di
Viterbo, di federazioni come quella di Salerno, nonché sospensioni ed
espulsioni verso singoli compagni con i pretesti più fantasiosi, fino al
"caso D'Erme"); ora, i contractors di Bertinotti alzano il tiro, sospendendo
Fulvio Grimaldi (già licenziato da Liberazione) e commissariando l'intera
Regione Calabria. Chi si faceva ancora illusioni sulla reale natura del
revisionismo del gruppo dirigente bertinottiano è servito.
Il giro di vite avviene in un momento non casuale, con l'avvicinarsi di un
congresso che dovrà sancire da un lato l'avvenuta mutazione genetica del PRC
e, dall'altro, il suo essere feudo personale di Re Fausto e dei suoi
vassalli.
Poiché questa rivista è stata chiamata in causa per legittimare
l'aberrazione compiuta nei confronti di Fulvio Grimaldi, ci sentiamo
chiamati direttamente in causa; questo significa che risponderemo
continuando ad informare senza veli e senza veline, dando spazio e voce a
tutti i compagni e le compagne che la dirigenza democristiano-stalinista del
PRC vorrebbe ridotti al silenzio.
Di seguito, il comunicato che annuncia il provvedimento contro Grimaldi, con allegati il testo del provvedimento e l'appello di Grimaldi al Collegio Nazionale di Garanzia del PRC.
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Care compagne e cari compagni, è stato recapitato al compagno Fulvio Grimaldi un provvedimento di sospensione dal partito per nove mesi, motivato dal collegio di garanzia romano con la sua partecipazione alla manifestazione di dissenso nei confronti della “Sinistra Europea” e con un’interpretazione arbitraria di un suo intervento diffuso da vari siti di movimento. Contemporaneamente – e con inaudita arroganza – il collegio di garanzia romano ha “archiviato” la richiesta di intervento presentata dalle compagne aggredite perché distribuivano un volantino degli autoconvocati del PRC, sempre in merito alla “Sinistra Europea”; l’incredibile motivazione dell’archiviazione consiste nel fatto che le compagne aggredite e i compagni testimoni dell’accaduto (fra i quali Fulvio Grimaldi) avevano chiesto di anticipare o posticipare la data dell’audizione fissata dal collegio di garanzia, perché quel giorno (il 2 luglio) erano tutti impossibilitati a partecipare. Anziché fissare una nuova data, il collegio di garanzia ha disposto l’archiviazione del caso. Contro tutti e due i provvedimenti della “garanzia” romana è stato già proposto appello al Collegio Nazionale di Garanzia. L’accanimento contro il compagno Grimaldi, già licenziato dal giornale del partito, è l’ennesima dimostrazione dell’autoritarismo imperante nel PRC; nell’approssimarsi di un decisivo congresso nazionale, è di fondamentale importanza difendere la democrazia interna ed il diritto/dovere all’espressione delle opinioni di ogni compagna ed ogni compagno. Per questi motivi, e riservandoci ulteriori iniziative, invitiamo le compagne e i compagni, del partito e del movimento, a far pervenire da subito ad autoconvocatiprc@virgilio.it i loro messaggi di solidarietà, individuali e collettivi, che provvederemo ad inoltrare e diffondere. Naturalmente, tutti i compagni e le compagne sono invitati a dare la massima diffusione a questa vicenda ed a sollecitare il dibattito.
Seguono il testo del provvedimento inviato al compagno Grimaldi e quello del relativo ricorso al Collegio Nazionale di Garanzia.
Al compagno Fulvio Grimaldi
Il Collegio di garanzia della Federazione di Roma, riunitosi il giorno 2 luglio 2004 nelle persone di Roberto Catalano, Franco Guerra, Silvio Messinetti e Rosangela Mura, negli ambiti di competenza previsti dall’art. 50 dello Statuto del Partito della Rifondazione Comunista, visto e considerato che il Compagno Fulvio Grimaldi, membro del CPF di Roma: in data 7 maggio 2004, ha interrotto la conferenza stampa di presentazione del congresso fondativi del Partito della Sinistra Europea con mezzi e con atti, quali la distribuzione di volantini di attacco al congresso, al Segretario nazionale e ai candidati alle elezioni europee nonché lo rotolamento di uno striscione con la scritta “Bertinot in my name” affiancato dal simbolo del PRC, che ha gravemente nuociuto all’immagine pubblica del Partito, del suo simbolo, del suo Segretario nazionale ed in piena violazione dello statuto ai sensi dell’art. 4 comma 4; in data 6 giugno 2004 ha pubblicato in rete e segnatamente sul sito www.arcipelago.org un articolo dal titolo “Mondocane Fuorilinea” in cui, con modi subdoli ed artifizi retorici di dubbio gusto, denigrando la compagna Luisa Morgantini, candidata per il PRC alle Elezioni Europee, ha dato implicita indicazione di voto per un candidato di altra lista, nello specifico Bassam Saleh, mediante una comparazione arbitraria tra i due, tutto ciò in aperta violazione dello statuto che, all’art. 4 comma 1, statuisce l’obbligo di ogni iscritto al partito di votare le liste elettorali; DISPONE La sospensione dal partito di Fulvio Grimaldi per la durata di 9 mesi. Il provvedimento è deliberato all’unanimità dal Collegio di Garanzia e come tale di immediata e provvisoria esecutività ai sensi dell’art. 52 comma 6. Si allegano i seguenti documenti: comunicato stampa del blitz degli autoconvocati del PRC con relativo volantino; copia dell’articolo “Mondocane Fuorilinea” del 6 giugno 2004.
2 luglio 2004
La Presidente del Collegio di Garanzia Rosangela Mura
Al Collegio Nazionale di Garanzia Partito della Rifondazione Comunista Viale del Policlinico 131 00161 ROMA p.c Rosangela Mura, Collegio Federale di Garanzia, Roma ALL’ATTENZIONE DEL COMPAGNO FRANCESCO RICCI
Oggetto: ricorso avverso al provvedimento adottato dal Collegio di Garanzia Federale di Roma nei confronti di Fulvio Grimaldi
Interpongo ricorso contro il provvedimento adottato e comunicato in data 2 luglio 2004 dal Collegio di Garanzia Federale di Roma nei miei confronti (in allegato).
Riservandomi di illustrare le ragioni per cui giudico tale provvedimento iniquo, ingiustificato e in violazione dello Statuto del partito, allego il mio scritto relativo a Luisa Morgantini, a dimostrazione della totale infondatezza delle accuse mossemi, trattandosi di fattuale descrizione di due personaggi, senza il benché minimo riferimento a un’indicazione di voto (per il quale avrebbe potuto in teoria risultare anche più accattivante il ritratto della Morgantini), nonché il volantino distribuito, insieme alla correttissima esibizione di uno striscione di contestazione del segretario, in occasione della conferenza stampa di presentazione del congresso fondativi alle elezioni europee.
A termini di Statuto è impossibile ravvisare la benché minima violazione, tantomeno un danno all’immagine pubblica del partito ( a meno che partito e segretario nazionale non siano sinonimi), al suo simbolo (indebitamente e senza congresso modificato dallo stesso segretario nazionale in violazione dello statuto, per la quale violazione è stata inoltrata denuncia al Collegio) e al suo segretario nazionale (sempre che l’opposizione al segretario nazionale, “anche all’esterno del partito”, non venga considerata lesa maestà)
Il provvedimento della CGF di Roma è chiaramente un’aberrazione giuridica e svela un’idea della giustizia interna da tribunale speciale. Le accuse oltrechè senza fondamento, sono di carattere paradossale alla luce delle numerosissime denigrazioni e dei ripetuti danni all’immagine e patrimoniali nei miei confronti, operate dal segretario nazionale, da dirigenti suoi collaboratori, dalla direzione del giornale del partito “Liberazione”, episodi per ognuno dei quali è in preparazione una dettagliata denuncia a codesto Collegio. Resta infine da chiarire l’incongruenza di un provvedimento riservato esclusivamente alla mia persona, quando l’intervento alla conferenza stampa del segretario nazionale era stato compiuto da almeno sei compagni, con il coinvolgimento di molti altri nella fase di preparazione e allestimento e l’assunzione di responsabilità dell’intero Movimento degli Autoconvocati del PCR.
Fulvio Grimaldi Roma, 13/7/04
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