MA QUANTO GUADAGNA BERTINOTTI?
Una denuncia politica dal Collegio di Garanzia del Lazio
Quella che segue è la lettera di denuncia di un componente del Collegio Regionale di Garanzia del PRC del Lazio, che interviene su un aspetto del regolamento del PRC in merito al trattamento economico dei rappresentanti istituzionali. L'impianto del regolamento è nel complesso discutibile, per i motivi indicati nella lettera stessa, ma quella che appare veramente grottesca è l'esenzione da ogni contributo prevista per Fausto Bertinotti, segretario nazionale di quel partito, il quale - fra stipendi e pensioni italiani ed europei - cumula un reddito mensile che ammonta a diverse decine di migliaia di euro, ma non versa al suo partito nemmeno un centesimo.
Roma 10/12/2005
Cari compagni e compagne, vi allego il regolamento Nazionale e del Lazio del nostro partito, lasciando a voi ogni considerazione specialmente sul trattamento economico dei nostri dirigenti. In particolar modo mi sembra inaccettabile il trattamento economico del 100% dell’indennità parlamentare al nostro segretario. Prima di farvi riflettere su alcune questioni, vi informo, come esempio, che l’importo dell’indennità di un consigliere regionale del Lazio (ricordandovi che tali stipendi sono resi pubblici e variano da regione a regione) è di 14000 euro mensili netti, e vi invito a leggere con attenzione il punto 3 del regolamento nazionale e 5 regionale Lazio che dice: lo stipendio netto dei Parlamentari, dei consiglieri e degli assessori non sarà comunque inferiore allo stipendio netto percepito con la precedente attività lavorativa…..(leggendo ciò questo sarebbe il partito dei lavoratori? BO!).
Detto questo voi capite che anche dando il 55% al partito tali stipendi cambiano radicalmente
la vita di una persona e che a questo punto il dedicarsi alla cosa pubblica diventa di secondaria
importanza.
Quindi sarebbe buona norma per un partito Comunista dare un tetto massimo di stipendio per la nuova incarica pubblica ed il restante al Partito. Ad esempio un assessore di un piccolo comune e che, diciamo, potrebbe prendere 1500 o 2000 euro dovrebbe dare al partito solo una piccola cifra simbolica, mentre un consigliere Regionale che prende 14000 euro, possiamo pure dargli uno stipendio dignitoso tipo 3000, 3500 euro, ma il restante va al Partito. Ciò dovrebbe servire ad invogliare a svolgere incarichi Pubblici almeno per un Partito Comunista che dice di essere il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente, al servizio dei cittadini e non per avere grandi stipendi.
In sostanza nel punto 3 e 5 sopra menzionato si stabilisce una cosa capitalistica, cioè si toglie ai poveri per dare ai ricchi (mi ricorda tanto certe Finanziarie che a parole diciamo di voler contrastare). Vi faccio un esempio: prendendo come riferimento l’importo del consigliere della regione Lazio, se si candita un avvocato, un dentista, un notaio che guadagnano determinate cifre, o addirittura un membro di un consiglio di amministrazione di una società che può guadagnare ben oltre 14000 euro, questi al partito danno proporzionalmente poco o nulla, mentre un operaio,
impiegato, tecnico specializzato ecc (e non credo che ce ne siano di parlamentari,consiglieri o altro anche canditati dal nostro partito che prima facevano gli operai o disoccupati) darebbe tutto il suo 55%.
Mi si potrebbe dire (come del resto già detto dai nostri dirigenti) che così facendo le persone competenti, ossia liberi professionisti, piccoli imprenditori di cui il partito ha bisogno, non accetterebbero mai di essere canditati nelle nostre liste se poi devono guadagnare meno di prima. Ebbene tali individui continuino pure a fare il loro mestiere perché chi pensa e agisce in maniera capitalistica non è comunista e tanto meno può lavorare per gli interessi dei lavoratori e dei cittadini.
Detto ciò non ne faccio una questione politica, ma formalmente, come membro del collegio di garanzia del Lazio dico che il punto 3 e 5 del regolamento Nazionale e Regionale hanno violato lo Statuto del Partito che a pag. 7 dice: ………..” il PRC si ispira alle ragioni fondative del Socialismo ed al pensiero di Carlo Marx…………….quindi tali punti non hanno niente a che vedere con il cambiamento delle cose attuali (vedi sempre Marx), ma sono punti che giustificano un sistema capitalistico. Quindi a tutti i compagni e compagne, agli iscritti e simpatizzanti faccio appello affinché sottoscrivano questo documento di denuncia formale e di indignazione verso un documento nazionale che non ha niente a che fare con un partito che si chiama RIFONDAZIONE COMUNISTA.
MAURIZIO TIMITILLI - membro Collegio Garanzia Lazio
Per aderire al documento: mkoba@libero.it