NAPOLI: CONSIGLIERA MUNICIPALE
LASCIA IL PRC.
IL CONFLITTO DI INTERESSI SECONDO GENNARO MIGLIORE.
L'abbandono del PRC da parte di compagne e compagni eletti negli enti locali non è quasi più una notizia (anzi, a Roma è diventata una prassi), ma quanto avvenuto a Napoli appare particolarmente significativo. Pubblichiamo di seguito la lettera di uscita dal PRC della Consigliera municipale del Vomero Lydia Mastrantuoni e la documentazione sul "caso" che abbiamo reperito. Nella vicenda - e nelle decisioni della compagna Mastrantuoni - riveste un ruolo centrale Gennaro Migliore, responsabile esteri del PRC, nonché capogruppo al Comune di Napoli.
Le dimissioni di Lydia Mastrantuoni
Al Segretario Nazionale del Partito della Rifondazione Comunista
Fausto Bertinotti
Alla Federazione P.R.C. Napoli
Al segretario e al direttivo del Circolo Che Guevara Vomero Arenella
Al Consiglio della Circoscrizione Vomero
Ho aderito nel
1996 al Partito della Rifondazione Comunista ritenendolo rispondente alle mie
aspettative per un mondo migliore, dove i diritti fossero uguali per tutti e la
politica non un mestiere ma un mezzo per la trasformazione della società. Le
dichiarazioni fatte in Consiglio Comunale nella seduta del 14 Luglio 2004 dal
capogruppo R.C. Gennaro Migliore che, sconfessando di fatto una linea di partito
basata sull’eticità dell’agire politico, si è dichiarato contrario alle
richieste di dimissioni dell’assessore Furfaro, coinvolta in presunti abusi
edilizi e in palese conflitto di interesse, mi impediscono di condividere queste
scelte perchè in contrasto con i miei principi. Ben diversa è stata la posizione
di tutti i gruppi politici della Circoscrizione Vomero e del consigliere
comunale Mario Esposito, ai quali va la mia stima e ringraziamento che,
mostrando autonomia di pensiero e senso morale dell’agire politico, nonchè
fiducia nei miei confronti, non hanno esitato a accogliere la mia richiesta di
dimissioni dell’assessore Furfaro. Delle due l’una: o il gruppo consiliare di
R.C. da’ fiducia all’assessore Furfaro nonostante il conflitto d’interesse e gli
abusi edilizi rilevati dai vigili dell’antiabusivismo o sfiducia l’azione di un
proprio consigliere che per primo li ha denunciati. E con quali motivazioni il
gruppo R.C. comunale sconfessa il proprio operato, quando nel 1997 alla nomina
dell’assessore Furfaro all’Educazione da parte del sindaco Bassolino, raccolse
migliaia di firme contro tale incarico?
Non si può combattere il conflitto di interesse a livello nazionale e
condividerlo a livello locale. Sa il consigliere Migliore che durante quest’ultima
campagna elettorale, nel comizio di chiusura, in piazza Quattro Giornate un
candidato del Partito della Rifondazione Comunista ha correttamente richiamato
ai cittadini presenti l’importanza della moralità in politica riferendosi
proprio al “caso Furfaro”, in quel giorno pubblicato su un quotidiano? Chi è che
decide, di volta in volta, la linea del partito?
Questa vicenda dimostra ancora una volta come una scadente ed inconsistente
dirigenza cittadina del Partito allontani i suoi militanti, anche istituzionali:
sono cresciuti i voti di opinione nelle ultime elezioni, ma diminuiscono gli
iscritti, chiudono i circoli e se c’è dissenso le sedi vengono commissariate. Si
dice che gli animali uccidano i figli mal riusciti, questo Partito uccide i
migliori.
È ancora vivo in tanti cittadini napoletani il ricordo di un consigliere
comunale del P.R.C: attivo, capace di rapportarsi ai bisogni della collettività
e di intercettarne le istanze. Parlo di Franco di Mauro, che riusciva a far
sentire la presenza del Partito nell’assemblea cittadina. Anche lui fatto fuori.
Se il Partito della Rifondazione Comunista nella città di Napoli si è ormai
appiattito sulle ragioni della governabilità a tutti i costi e cessa di
rappresentare uno stimolo per la crescita della società cittadina, abiura alla
propria funzione primaria, alla sua natura di partito di trasformazione sociale.
Con queste considerazioni, pur considerandomi sempre di coscienza comunista e in
attesa che questa dirigenza cambi, dichiaro la mia uscita dal P.R.C. e
dall’omonimo gruppo circoscrizionale del Vomero, quartiere nel quale continuerò
a lavorare a sostegno delle istanze e dei bisogni della cittadinanza come
Indipendente di Sinistra.
Napoli 15 Luglio 2004 Lydia Mastrantuoni
L'ordine del giorno dei Consiglieri del Vomero
| O.D.G dimissioni Furfaro |
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Al Sindaco di Napoli On.le Rosa Jervolino Russo
All’Assessore alla Sanità Casimiro Monti
p.c. all’Assessore alla cultura Rachele Furfaro
i
sottoscritti Consiglieri, impegnati a combattere con forza fenomeni di
abusivismo ed illegalità diffusa nel quartiere,
premesso,
che la s.r.l. D.p.d.B., come risulta da notizie di stampa, è di proprietà al 50% della signora Rachele Furfaro, e risulta artefice di abusi edilizi per i lavori di ristrutturazione della palazzina liberty di via Morghen 10 (ex presidio di salute mentale, ora sotto sequestro)
considerato
che
il rappresentante di una carica istituzionale non può essere in alcun modo
connesso ad interessi di parte nè a vicende ambigue e poco trasparenti,
impegnandosi
a
pretendere chiarezza dai servizi competenti sulle autorizzazioni concesse
alla s.r.l. D.p.d.B per i lavori edili e sul trasferimento del servizio
salute mentale da via Morghen a via Scudillo,
chiedono
le immediate dimissioni della signora Rachele Furfaro dall’incarico di Assessore alla Cultura del comune di Napoli.-
Napoli, 17/06/2004.
Firmato in originale:
Lydia Mastrantuoni (P.R.C.)
Franceso Licastro, Luca Monsurrò, Annamaria Cacciatore (Verdi)
Giuliano de Cristofaro, Massimiliano de Masi, Paola de Gennaro (D.S.)
Massimo Costa (P.P.I.)
Biagio Biancardi (Società Civile di Pietro-Occhetto)
Mario Morelli (Repubblicani)
Gianluca d’Auria (indip.)
Romano Bellerè (A.N.)
Renato Catone (U.d.C.)
Francesco Mele, Aldo di Pinto, Francesco Cipriani (Forza Italia).
Secondo la stampa cittadina, la difesa ad oltranza della signora Furfaro ha suscitato malumori e indignazione anche nel corpo dei vigili urbani di Napoli (che hanno effettuato gli accertamenti sui presunti abusi) e nel sindacato, particolarmente nella CGIL. La partecipazione di Migliore a questa singolare battaglia "garantista" può essere spiegata con le motivazioni indicate da Lydia Mastrantuoni - la deriva governista del partito - ma anche con gli ottimi rapporti che intercorrono fra la signora Furfaro e l'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, che, fra l'altro, hanno dedicato al suo lavoro nel settembre scorso una bella pagina nella rubrica "Educazione ebraica" del loro sito ufficiale in occasione della Giornata della cultura ebraica.