PRESI PER I FONDELLI
Ma perché militanti e anche
dirigenti del PRC continuano a farsi prendere per i fondelli? La domanda sorge
spontanea se si confronta la pagina di Liberazione del 25 febbraio in cui il
megadirettore Curzi, pubblicando le lettere - contrapposte - di Gianni Favaro e
di Gennarino Migliore, proclama la cessazione dell'impegno del giornale ad
ospitare il dibattito in merito al cosiddetto Partito della Sinistra Europea. Ma
niente paura: per saperne di più, molto di più, è sufficiente leggere il
quotidiano della FIAT, La Stampa, che - lo stesso 25 febbraio - ci informa che
ogni discussione, in realtà, è perfettamente inutile, tanto "il
partito di Bertinotti" ha già deciso anche il simbolo con il quale si
presenterà alle europee.
Nell'articolo di Jacopo Iacoboni, si ironizza sul fatto che gli agitati possono
stare "tranquilli, il nome comunista resta: accanto
a Rifondazione. Poi falce e martello su campo rosso. A incorniciare il tutto la
novità, una scritta circolare Partito della Sinistra Europea". Il
partito è giustamente definito "di Bertinotti", nel
senso che ormai è proprietà privata del signor Fausto.
Dunque, mentre c'è gente che si affanna a voler discutere, magari anche a voler
decidere, e c'è chi legge avidamente Liberazione immaginando di trovarvi prima
che altrove certe informazioni, basta leggere il giornale della famiglia Agnelli
per risparmiarsi tante fatiche. Saggiamente, Iacoboni osserva che nella politica
attuale "... un marchio è un destino e i programmi una
disciplina minore del marketing", notando che il simbolo scelto dal
partito di Bertinotti "è discretamente prudente, ma con
una significativa innovazione. Il logo circola da qualche giorno in forma
riservata (...). Chi ha potuto vederlo racconta che l'elemento che salta agli
occhi, anche graficamente, è quella scritta circolare - rossa - che dovrebbe
esibire la ragione sociale della nuova ditta, la Sinistra europea".
Iacoboni si pone la stessa domanda che assilla alcune migliaia di iscritti al
PRC: "chi volesse prendere una tessera della sinistra
europea dovrà contemporaneamente iscriversi a Rifondazione?". A
differenza dei militanti del PRC, però, Iacoboni conosce già la risposta: "Il
partito bertinottiano (...) ha scelto di separare le due procedure: si potrà
entrare nel contenitore europeo senza iscriversi al PRC. Lo facciamo perché
l'idea è di allargare un orizzonte e conquistare anche nuovi settori sociali che
non stanno già dentro Rifondazione, spiega chi ha lavorato al progetto.
Dunque, novità ma anche riconoscibilità del prodotto".
Chi volesse bere fino in fondo l'amaro calice della legittima ironia riservata
da Iacoboni alla nuova ditta in cerca di mercato per il proprio prodotto, può
andarsi a cercare l'articolo pubblicato dalla Stampa. Per quanto ci riguarda,
riproduciamo la pagina di Liberazione in cui Favaro e Migliore danno vita ad un
esilarante dialogo fra sordi, nel quadro della finzione di dibattito che avviene
mentre - come ci informa la stampa padronale - tutto è già stato deciso, logo
compreso, il che rende piuttosto patetiche le domande poste da Favaro e
sinceramente irritanti le risposte di Gennarino.
Una domanda, per la verità, vorremmo farla anche noi: ma se il Partito della
Sinistra Europea è altra cosa dal Partito della Rifondazione Comunista (tanto
che richiederà un'iscrizione diversa rispetto a quella al PRC), perché un
militante del PRC dovrebbe essere obbligato a fare propaganda ed esprimere un
voto per un partito diverso dal suo? Chissà se il proprietario del partito ed i
suoi soci di minoranza ci hanno pensato...
P.S. Noterete, speriamo, che quello che scrive Curzi è comicamente abietto: Sui tempi, sui modi e sui contenuti del progetto di Partito della Sinistra Europea - al quale partecipa da protagonista il Prc - abbiamo ricevuto numerose lettere, perlopiù polemiche o comunque contenenti dubbi e perplessità, che non abbiamo pubblicato sinora per non interferire nella vita di partito. Queste lettere polemiche, dubbiose e perplesse non sono state pubblicate per non interferire nella vita di partito, mentre la sistematica pubblicazione di articoli entusiasti e interviste tappetino a favore del Partito della Sinistra Europea, evidentemente, non costituiscono interferenza nella vita di partito. Il partito di Bertinotti, naturalmente.
| Partito
della Sinistra Europea: una utile discussione nel Prc |
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Sui tempi,
sui modi e sui contenuti del progetto di Partito della Sinistra Europea -
al quale partecipa da protagonista il Prc - abbiamo ricevuto numerose
lettere, perlopiù polemiche o comunque contenenti dubbi e perplessità, che
non abbiamo pubblicato sinora per non interferire nella vita di partito.
Pubblichiamo oggi l'intervento di Gianni Favaro, sufficientemente
rappresentativo delle opinioni critiche nei confronti di quel progetto,
per darne conto comunque ai nostri lettori. Abbiamo anche chiesto al
responsabile esteri del Prc, Gennaro Migliore, di fornire, seppure
schematicamente, i necessari chiarimenti. Con questo, ritengo che
"Liberazione" abbia più che sufficientemente fatto la propria parte. Il
confronto politico su questo tema non può che avvenire in sede politica, e
cioè nel partito. In particolare, nel comitato politico già fissato per il
6-7 marzo, che come al solito "Liberazione" documenterà con apposite
pagine. (a. c.) La lettera di Favaro Caro direttore, nella riunione della Direzione Nazionale che ha discusso, come documentato da Liberazione, sulla costituzione del Partito della Sinistra Europea una delle questioni più dibattute è stata la totale disinformazione sia del Partito sia degli organismi dirigenti nazionali sulle motivazioni e sui contenuti politico-organizzativi di questo nuovo Partito. Nella replica finale e in alcuni interventi si è riconosciuto lo scarso coinvolgimento del Partito e si è annunciata l'intenzione di recuperare questo limite. Apprendo, invece, dalla lettura di "Liberazione" (17.2.2004), e da alcuni pezzi d'agenzia su Internet, che il 14-15 febbraio scorsi si è svolto ad Atene un incontro dei partiti promotori della fondazione del "partito della sinistra europea", e che "il congresso di fondazione si terrà a Roma l' 8-9 maggio 2004". Un comunicato invita "i partiti che desiderano partecipare alla fondazione ad inviare una delegazione composta da 12 persone sulla base della quota di genere". Ecco ci risiamo, ma chi, ad Atene, ha deciso tutto questo? Certamente non i nostri organismi dirigenti, non mi risulta che nessuno abbia avuto il mandato di decidere fino al prossimo Cpn. Dal resoconto di Gennaro Migliore su "Liberazione", che mi è parso
assai reticente, non lo si desume. Mentre dalla lettura di qualche flash
d'agenzia (francese, greca…) si viene a sapere che: Mi pare che l'andamento di questo incontro segnala una crisi evidente e grande fragilità del progetto in corso, su cui varrebbe la pena di riflettere, senza precipitazioni organizzative che rischiano di accentuare le divisioni, invece di unire. Sempre all'ultima Direzione è stato detto che dopo l'incontro di Atene sarebbero state rese note e pubblicate su "Liberazione" le bozze di Statuto e di Manifesto politico del nuovo "partito europeo", per permettere alla consultazione in corso nel partito, in vista del Cpn del 6-7 marzo, di basarsi su documenti certi e su una conoscenza dell'orientamento degli altri partiti europei. Sarà così? Oggi tutto è ancora molto confuso. Se i documenti sono stati varati e le divergenze tra i partiti promotori sono state davvero superate, non è venuto il momento di pubblicarli? Altrimenti, su cosa si discute, e su che base si decide? E chi decide? Gianni Favaro Cosa del tutto diversa è l'esame dei documenti fondativi, statuto e manifesto, che è nella piena sovranità di ogni partito accogliere o rigettare. E' singolare mettere in discussione la stessa possibilità di decidere un percorso. Piuttosto parliamo di contenuti, magari dividendoci, come si sta facendo, su indicazione della Direzione nazionale nei cpf di tutt'Italia. Vorrei far notare che, per agire sul piano internazionale, bisogna tenere in conto che si hanno relazioni con altri partiti, che sono necessariamente sovrani e, quindi, nessuno può arrogarsi il diritto di decidere per tutti. Piuttosto il percorso varato a Berlino garantisce, a giudizio di tutti i firmatari, un percorso democratico in ogni organizzazione e, faccio notare, che nessuno dei partiti osservatori ha mai espresso dubbi sulla legittimità democratica del processo. Semmai sono state contestate, legittimamente, nel merito alcune delle scelte propedeutiche alla costituzione della Sinistra europea. Per esempio la critica che ci viene dal Partito dei comunisti italiani, a partire dalla scelta del congresso prima delle elezioni e soprattutto di Roma come sede, esprime una preoccupazione, non formalizzata ma tra le righe, per la visibilità "eccessiva" di Rifondazione. Infine ritengo un'insinuazione la tesi del fallimento politico di Atene, pietosamente, a dire di Favaro, giustificata dalle condizioni metereologiche sopravvenute nella capitale greca. Non di raffreddori "sovietici" si è trattato, ma di un evento che non si ripeteva da cinquant'anni. Per la cronaca il venerdì tredici (e poi si dice che sono superstizioni!) la città di Atene è rimasta paralizzata e nel giorno successivo sono stati annullati l'80% dei voli (tra i quali quelli dalla Francia e dalla Spagna e con un non trascurabile ritardo di 9 (!) ore del nostro volo dall'Italia). Ad Atene sono state annullate tutte le iniziative di campagna elettorale, non solo quella degli sfortunati compagni del Synaspismos! Inoltre, a differenza di altri partiti, noi abbiamo sempre seguito la linea della partecipazione alle iniziative, anche in campagna elettorale, organizzate dai partiti con cui abbiamo relazioni. Anche quando ve ne sono più d'uno e in concorrenza tra loro (p. e. abbiamo partecipato, prima del Forum sociale di Parigi sia ad iniziative della Lcr, che a quelle del Pcf, nel pieno di una aspra polemica e nel rispetto delle rispettive posizioni, ma sulla base di una solidarietà internazionalista, che riteniamo necessaria). Per quanto riguarda i documenti, a parte la pubblicazione già avvenuta della proposta di Manifesto, la pubblicazione della proposta di Statuto sarà effettuata nei prossimi giorni, dando conto anche delle divergenze, eventuali, che permangono e che saranno oggetto della discussione del congresso di fondazione. In sintesi penso sia utile la discussione, che il risultato non sia scontato, ma che ciascuno di noi debba fare uno sforzo per non sovraccaricarla di dubbi sulla buona fede di ciascuno. Gennaro Migliore |