Apprendo dai miei soliti amici romani che l'Assessore ai Lavori Pubblici, un certo D'Alessandro, dei DS, è molto orgoglioso di aver contribuito a far rispettare la legalità, poiché ha sfrattato - con l'ausilio di eroici vigili urbani - un tale Roberto Cercelletta, meglio noto come D'Artagnan, dalla celebre Fontana di Trevi.
Il reato commesso quotidianamente da D'Artagnan consiste nel recuperare le monete che i turisti gettano nella fontana per propiziarsi il ritorno a Roma, come vuole un'antica tradizione. Per anni ed anni, D'Artagnan ed altri tre colleghi - che suppongo chiamarsi Athos, Porthos e Aramis - si sono fraternamente divisi le monetine raccolte, che rappresentavano la loro unica fonte di sostentamento; uno dei tre (Athos, forse), intervistato dal telegiornale, ha dichiarato che grazie a quelle monetine ha campato lui e tutta la sua famiglia, pagando anche gli studi ad una figlia che ora è prossima alla laurea. 
D'Artagnan e i tre moschettieri hanno violato qualche legge e qualche regolamento comunale, ma non risulta che abbiano mai fatto del male a qualcuno; prontamente, D'Alessandro-Richelieu e le sue guardie hanno ristabilito l'ordine.
Si tratta, mi dicono, dello stesso D'Alessandro-Richelieu che ha messo a disposizione delle grandi aziende telefoniche anche gli spazi del Comune per installare i loro impianti, le celebri "antenne" per telefonini che producono elettrosmog... ma D'Artagnan e i suoi innocui tre moschettieri sono fuorilegge, mentre le aziende che inquinano sono perfettamente legali. Anche perché le leggi non le fanno i moschettieri, ma i Richelieu.