Agenzia ANsIA - Di fronte
all'ennesima "esecuzione mirata" israeliana a Gaza - che ha provocato la morte
di due bambini ed un adolescente nella giornata di ieri, e di due donne in
quella di oggi - il Ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, ha espresso la sua
ferma condanna della violenza. In una nota della Farnesina, il Ministro dichiara
di ritenere "inaccettabile la politica delle esecuzioni mirate, che sta
provocando morti e feriti fra la popolazione civile palestinese, già duramente
provata da decenni di occupazione militare" ed ha aggiunto: "Se a commettere
queste azioni non fosse Israele, ma un qualsiasi altro Stato, da tempo la
comunità internazionale avrebbe adottato sanzioni incisive". La nota della
Farnesina si conclude con l'impegno di investire il Consiglio di Sicurezza delle
Nazioni Unite della questione, chiedendo l'adozione di sanzioni economiche nei
confronti di Tel Aviv, precisando che questa è anche l'indicazione del premier,
Romano Prodi.
Altri commenti dai principali esponenti dell'Unione. In un comunicato emesso dal
Botteghino, il segretario dei DS, Piero Fassino, ha fatto profonda autocritica
per le sue precedenti prese di posizione "totalmente sbilanciate verso Israele,
che ora sta mostrando la sua vera natura di Stato razzista e guerrafondaio",
auspicando la rottura delle relazioni diplomatiche con Tel Aviv.
Il sindaco di Roma, Walter Veltroni, ha a sua volta duramente condannato la
barbara uccisione di donne e bambini, impegnandosi - come gesto simbolico di
solidarietà con i Palestinesi - a sbloccare immediatamente l'intitolazione di
una strada di Roma al Premio Nobel per la Pace Yasser Arafat, che teneva
bloccata da più di un anno, nonostante il parere favorevole della Commissione
Toponomastica.
Il Presidente della Camera, fausto bertinotti, rispondendo alla domanda di un
giornalista, ha francamente ammesso di essere un coglione vanesio, e si è
dissociato da tutte le dichiarazioni filoisraeliane rilasciate negli ultimi
cinque anni. Anche bertinotti ha auspicato l'adozione di sanzioni verso Israele,
a cominciare dalla sospensione del trattato di associazione con l'Unione Europea
e dall'abrogazione dell'accordo di cooperazione militare fra Italia e Israele,
sottoscritto da governo Berlusconi. "Mi impegno a calendavizzave al più pvesto
la discussione pavlamentave pev l'abvogazione di quell'accovdo immondo, che
vende il nostvo Paese complice dell'occupazione militave e coloniale isvaeliana"
- ha affermato perentoriamente il padrone del PRC - concludendo che aveva
ragione Ferrando e torto lui.
Poi, mi sono svegliato.