All american boys...

La competizione per chi è diventato più americano sta assumendo caratteristiche imbarazzanti... anche a cercarlo con il lanternino, non si trova più nessuno disposto ad ammettere che l'american way of life non è di suo gradimento.
Oggi come oggi, specialmente se hai un passato di sinistra ma aspiri a governare da centrista, non ti resta che dichiararti non semplice amico, ma almeno amante di tutto ciò che è made in U.S.A. 
I livelli raggiunti sono già imbarazzanti: chiedere scusa in pubblico per avere, in anni ormai lontani, manifestato per la pace o contro l'invasione del Vietnam ormai è diventata una consuetudine, ma il peggio deve ancora venire. Prepariamoci a vedere D'Alema e Fassino che, masticando rumorosamente un chewig-gum da mezzo chilo, si pavoneggiano con i loro stivaloni texani mentre fanno la fila per acquistare i biglietti del prossimo Superbowl, oppure Angius costretto a ricorrere alla lavanda gastrica dopo essersi ingozzato di hamburger e chips nel Mc Donald più vicino a Montecitorio, mentre Luciano Violante infarcisce i suoi interventi alla Camera con le battute di Alberto Sordi/Nando Meniconi, il primo americano a Roma (ancora prima di Walter Veltroni).
Nel frattempo, anche Ingrao si è reso conto che i DS non sono più, nemmeno vagamente, un partito di sinistra, e ci sono fondati motivi per sperare che anche il PRC la smetta di definirli "sinistra moderata".
ULTIMORA: apprendiamo in questo momento che i DS stanno per cambiare nuovamente nome, anzi lingua; si chiameranno AAB (All American Boys) e nel simbolo la quercia, troppo mediterranea e quindi vicina al mondo arabo, sarà sostituita da un'americanissima sequoia. Il prossimo Congresso, sorry, la prossima Convention non si terrà a Pesaro, ma a Las Vegas.