BESTIARIO SIONISTA

Con questa piccola antologia di citazioni, voglio offrire il mio modesto contributo al dibattito che accompagnerà la preparazione della manifestazione nazionale a fianco del popolo palestinese del prossimo 18 febbraio. Sono consapevole dei limiti del mio contributo, perché le dichiarazioni di amore verso Israele da parte di politici ed opinionisti nostrani hanno ormai superato quelle verso Sabrina Ferilli ed è quindi impossibile riportarle tutte, ma penso che anche questa piccola raccolta possa essere utile per capire in quale clima politico si svolgerà quella manifestazione.

SCAMBIO DI COPPIA

Il riemergere della minaccia hezbollah dovrebbe rendere chiara alla sinistra la linea divisoria amico/nemico che la nuova situazione internazionale propone, e nella quale le minacce alla pace non vengono dalla coppia Bush/Sharon ma dalla coppia Iran/Siria.

Peppino Caldarola - deputato DS, sul Riformista del 28 febbraio 2005


I BUONI E IL CATTIVO

«Sono soddisfatto dei nostri rapporti. Con Fassino, Prodi, Rutelli ci sentiamo spesso. La sinistra moderata è amica degli arabi e vuole relazioni cordiali con Israele. Anche Fausto Bertinotti ha fatto dichiarazioni molto positive, mentre non dico lo stesso per Oliviero Diliberto»

Ehud Gol - ambasciatore israeliano in Italia, sul Corriere della Sera del 6 aprile 2005


EQUILIBRIO

«Le contestazioni sono legittime — mette le mani avanti Farina — purché non impediscano il diritto di parola».

Daniele Farina - portavoce del centro sociale Leoncavallo, sul "Corriere della Sera" del 23 maggio 2005 a proposito delle contestazioni contro esponenti israeliani e del suo proposito - poi non attuato - di invitare rappresentanti israeliani al Leoncavallo.


DIRITTO INACCETTABILE

«Occorre ricercare una soluzione sul diritto al ritorno che non sia incompatibile col mantenere a Israele il carattere di uno Stato ebraico, ed è quindi evidente che non potrà esserci il ritorno in massa di milioni di rifugiati palestinesi perché questo stravolgerebbe la composizione demografica dello Stato d'Israele e gli ebrei non lo accetteranno mai».

Piero Fassino - Segretario dei DS, su l'Unità del 24 maggio 2005


CONVERGENZE

«Siamo di fronte a qualcosa di orrido – commenta Sandro Curzi, consigliere del Cda Rai, già direttore del Tg3 e del quotidiano Liberazione – e quanto succede nelle università fa il paio con ciò che si ascolta negli stadi. Sono due anni che soffro leggendo certi striscioni allo stadio e mi è capitato di sentirmi dire,da persone normali e gentili: “Lei è laziale, è comunista, non sarà mica pure ebreo...”. Ecco, c’è una mentalità contro la quale dobbiamo combattere». Sulle contestazioni avvenute negli atenei, Curzi osserva che «purtroppo certe volte estrema destra ed estrema sinistra convergono».
«Vorrei ricordare agli studenti dei collettivi – incalza il giornalista – che quando è nato lo Stato d’Israele, per noi comunisti quello era il volto migliore del socialismo. Ricordo quando visitavamo i kibbutz e dicevamo: “Qui sono riusciti a coniugare il socialismo con la democrazia”».

Sandro Curzi - "il Giornale" del 2 giugno 2005, a proposito della contestazione all'Università di Pisa nei confronti di un rappresentante dell'ambasciata israeliana
 


CHI C’E’, C’E’…

''Gli ebrei italiani verificheranno attentamente chi partecipera' alla manifestazione e chi no. Non c'e' dubbio che chi evitera' di partecipare e non ci sara', sara' considerato un nemico non solo di Israele ma anche degli ebrei italiani''

Riccardo Pacifici – portavoce della Comunità Ebraica romana, intervistato dal quotidiano israeliano Maariv il 30 ottobre 2005 a proposito delle adesioni alla manifestazione all’ambasciata iraniana promossa da Giuliano Ferrara


E CHI NON C’E’…

«L’assenza del singolo non basta per giudicare: si può essere malati, o all’estero. Se invece una forza politica decide di non venire, spieghi perché: e quello si valuterà».

Amos Luzzatto – Presidente delle Comunità Ebraiche italiane, sul Corriere della Sera del 31 ottobre 2005, a proposito delle adesioni alla manifestazione all’ambasciata iraniana promossa da Giuliano Ferrara


OCCASIONI

«L’occasione da recuperare, è tema che merita molte pagine, è il rapporto fra sionismo, inteso come uno dei più originali movimenti nazionali capaci di creare una rivoluzione sociopolitica, e la cultura di una sinistra non anti-capitalistica ma orientata a correggere il sistema dato, a correggerlo costantemente nella migliore cultura riformista».

Peppino Caldarola – deputato DS, sul Riformista del 2 novembre 2005


TI CONOSCO, MASCHERINA!

«Il pregiudizio antiisraeliano di una parte della sinistra appare non come dissenso dalle politiche di molti governi di Israele, ma si rivela piuttosto come un modo per camuffare sentimenti anticapitalisti.
Il ripudio di Ariel Sharon (lo Sharon di prima dell’evacuazione di Gaza) sta al pregiudizio antiisraeliano come il ripudio di George W.Bush sta al pregiudizio antiamericano: preferenze politiche in cui sfogare preferenze ideologiche».

Franco Debenedetti – sul Riformista del 2 novembre 2005


AL CUORE NON SI COMANDA…

«E poi per quel che riguarda Bertinotti io sono convinto che lui in cuor suo ci verrebbe di corsa a manifestare insieme con noi e che se non viene è solo per non rischiare di diventare impopolare rispetto a una parte consistente del suo elettorato».

Riccardo Pacifici – portavoce della Comunità Ebraica romana, su L’Opinione del 3 novembre 2005