BUON 2006

Mi dispiace che i problemi tecnici che hanno afflitto Arcipelago vi abbiano privato di qualche mio intervento, ora troppo datato per essere riproposto. Del resto, immagino che nessuno abbia sofferto particolarmente per la mia assenza, visto che la gente - e specialmente la gente di sinistra - ha ben altri problemi che preoccuparsi dei pensieri di uno stagionato bastian contrario come me. Voglio comunque fare a tutti i miei auguri per un 2006 un po' meno infame dell'anno che lo ha preceduto, e per questo mi permetto di indicare chi vorrei che il nuovo anno si portasse via e chi mi auguro che il 2006 ci conservi in ottima salute.
Il 2005 ha avuto un'ottima occasione per liberarci di tanta gentaglia, ma non ha saputo o voluto approfittarne. Cosa ci voleva, ma dico veramente, cosa ci voleva a far spalancare una piccola voragine la sera del 3 novembre di fronte all'ambasciata iraniana a Roma? Ci saremmo liberati in un sol colpo di Giuliano Ferrara, di Piero Fassion, di tanti fascisti, di Piero Folena, di Alfonso Pecoraro Scanio, di Clemente Mastella, di Marco Pannella, nonché di alcune centinaia di fanatici razzisti e guerrafondai travestiti per l'occasione da "amici di Israele". Invece no, niente voragine e tutta quella marmaglia continuerà ad infettare la vita politica nei prossimi mesi.
Il 2005 non ci ha liberato nemmeno da Violante, il diessino più forcaiolo che esista, uno che sulla giustizia e sui diritti dei detenuti non riesce ad avere un'idea leggermente diversa da quelle dei suoi colleghi di destra e leghisti. Che a gestire una battaglia di civiltà come quella per l'amnistia siano stati lasciati i radicali ed i socialisti la dice lunga sullo stato comatoso della nostra "sinistra".
Nel 2006 dovremo subire ancora lo sguardo ceruleo e vacuo di Cicciobello Rutelli? Temo proprio di si, e già questo è un buon motivo per stare lontani da qualunque tentazione "unionista", disponendosi serenamente a disertare le urne il prossimo 9 aprile. La speranza è l'ultima a morire, beninteso: un malore, un ictus sono sempre in agguato.
A proposito di ictus, anche qui il 2005 mi ha profondamente deluso: ma come, con tanta gente uccisa o almeno inguaribilmente menomata da un ictus, proprio Sharon doveva uscirne senza conseguenze? Alla notizia del malore che lo ha colpito, non hanno brindato solo i Palestinesi: anch'io ho stappato e scolato una bottiglia di quello buono, ma già il giorno dopo ho dovuto abbandonare il sogno di vedere il premier israeliano gemellato con il leader della Lega Nord. Il 2006, dicono, dovrebbe vedere Ariel Sharon di nuovo sotto i ferri: confidiamo nel nuovo anno e non neghiamoci la ragionevole speranza di un clamoroso caso di malasanità israeliana.
Stavo quasi per dimenticare il comandante in capo: benché apparentemente in buona forma, non possiamo escludere con certezza l'eventualità che il Presidente Bush non sia segretamente divorato da qualche terribile malattia, magari a seguito delle maledizioni lanciategli da qualche milione di Irakeni e da qualche centinaio di migliaia di ex cittadini di New Orleans... anche qui, benedetto 2005, possibile che non sei stato capace nemmeno di dirottare Katrina su Washington, più precisamente sulla Casa Bianca? Pensa a quante vite e quante distruzioni avresti fatto risparmiare! Anche qui, dobbiamo confidare nel 2006: se non proprio un uragano, è legittimo aspettarsi almeno un altro salatino di traverso.
Naturalmente, rimprovero al 2005 anche il fatto che il pavimento della sala del Consiglio dei Ministri non abbia subito un improvviso cedimento mentre era in corso una qualsiasi riunione plenaria del governo Berlusconi, salvando dal tragico crollo solo Stefania Prestigiacomo, della quale non il solo Fini si è perdutamente innamorato.
La canaglia che il 2006, se volesse essere un anno serio, dovrebbe togliere di mezzo è proprio tanta, non riesco a fornirne un elenco completo. Vediamo chi il nuovo anno dovrebbe conservarci in salute, invece.
In primo luogo, spero che il 2006 veda prosperare i combattenti palestinesi ed iracheni, e tutti i loro amici nel mondo, compreso quel vecchio furfante di Fulvio Grimaldi, uno che proprio non trova pace e che riesce a farsi buttare fuori da tutte le redazioni del regno, come certi discoli irriducibili espulsi da tutte le scuole. Di Grimaldi confermo quello che ho sempre pensato, sin da quando era il solo giornalista della RAI di D'Alema a non tessere le lodi della guerra umanitaria: si può non condividere quello che Grimaldi dice e scrive, ma se ci fossero più giornalisti come lui (e meno tromboni come Curzi, per dire) lo stato dell'informazione nel nostro Paese sarebbe meno paludoso. Grimaldi ramingo per la rete e Curzi comodamente assiso nel Consiglio di amministrazione della RAI felicemente lottizzata: il 2005 ci ha regalato anche questo, non ci resta che piangere e sperare nel 2006.
Sarò anche autoreferenziale, ma auguro lunga vita e pure qualche successo al manipolo di bastian contrari come me che - mentre il ducetto rifondarolo proclamava obbedienza cieca, pronta e assoluta agli alleati maggioritari - hanno avuto il coraggio di rilanciare da sinistra la battaglia per una legge elettorale democratica, cioè proporzionale. Coraggio, amici miei: anche se nessuno dei pezzi grossi della "sinistra radicale" ha avuto le palle per sostenervi, ed anche se persino il Manifesto ha taciuto finanche la vostra esistenza, avete intrapreso una battaglia giusta, anzi sacrosanta. Il tempo è galantuomo, se avrete la forza di andare avanti saranno in tanti a ritrovare il coraggio e la dignità necessari per unirsi a voi ed a fare della battaglia per il proporzionale e per la difesa della nostra Costituzione una questione esplosiva per il prossimo governo, qualunque esso sia.
Infine, auguri, anzi auguroni a tutti quelli che hanno rilanciato la mobilitazione a fianco del popolo palestinese e preparano la manifestazione del prossimo 18 febbraio a Roma. Siate forti e sereni, compagne e compagni, perchè già sento i primi refoli dell'uragano di invettive e di menzogne terroristiche che si abbatterà su di voi, non appena la vostra iniziativa avrà preso consistenza. Vi conosco e so che avete la schiena diritta e le spalle robuste, ma, se negli anni scorsi vi sono saltati addosso, stavolta cercheranno di farvi proprio a pezzi: vi diranno che siete razzisti, antisemiti ed anche peggio, perchè state osando rimettere il mondo con i piedi per terra, perchè volete che la gente si disintossichi dal veleno della disinformazione e della mistificazione, perchè volete gridare ancora la verità. La verità è che un piccolo e splendido popolo deve sparire dalla faccia della terra a maggior gloria del popolo eletto dall'imperialismo e dal colonialismo, e che i carnefici vengono dipinti come i portatori della civiltà e della democrazia in una regione di selvaggi. Il peso che le vostre spalle e la vostra schiena si accingono a sostenere sarà enorme, anche qualora i vostri nemici scegliessero la via del silenzio per oscurarvi, così come con il silenzio oscurano la quotidiana tragedia dei Palestinesi. Che il nuovo anno vi sia amico e vi aiuti a sostenere il peso della verità.