BUON ANNO, ACHILLE!
- Pvonto, Achille?
- Si, chi è?
- Ciao Achille, sono io, Fausto! Tanti auguvi pev il duemilaquattvo!
- Fausto, che sorpresa! Auguri anche a te e famiglia. Come va?
- Bene, bene. Volevo chiedevti dei consigli... sai, sto pev svoltave anch'io...
- Benedetto ragazzo, arrivi un po' tardi... che vuoi che ti dica?
- Achille, pvima pvopvio non potevo... non contvollavo mica tutto il pavtito, non lo avevo ancova vidotto ad uno stvaccio come è ova. Adesso non c'è quasi più nessuno che mi possa contvastave, pev cui mi sono deciso a dive che il comunismo mi fa ovvove, che le lotte anticolonialiste sono state tevvibilmente violente, così poco eleganti, e poi quei negvi e quegli avabi che non li ho mai soppovtati... insomma, ova posso fave quello che hai fatto tu.
- Bravo, bravo... ma non stai un po' esagerando? Rischi che non ti venga dietro proprio nessuno, lo hanno capito tutti che vuoi solo metterti d'accordo con D'Alema e Rutelli per andare al governo! Dovresti avere il coraggio di fare come ho fatto io, almeno salvare la faccia con un bel congresso, che fa pure spettacolo...
- Ma Achille, come faccio? Nei congvessi possono pavlave tutti, anche i comunisti! Non posso mica favmi insultave davanti a tutti, che figuva ci faccio, dai!
- Fausto, scusa, hai detto che ora controlli il partito, o quello che ne resta. Di che ti preoccupi? Tanto, di figuracce ne hai già fatte tante... solo, stai stai attento a non esagerare. Se proprio tutti capiscono chi sei, ti ritrovi da solo, e a quel punto non servi più nemmeno a Mastella. Mi raccomando: non dire che il comunismo ti fa orrore, ricordati che quei pochi voti che ti rimangono sono quelli di chi crede ancora che sei comunista.
- Ma sono mica scemo, cosa cvedi... la falce e il mavtello me li tengo ancova pev un po', poi pensevemo ad un nuovo nome, un nuovo simbolo... magavi una pianta, o un bel fiove...
- No, Fausto, lascia perdere... fra querce, ulivi, rose, margherite, garofani, edere e stelle alpine non c'è più posto. Oddio, ci sarebbero ancora i carciofi...
- Hai pvopvio vagione, vedi che ho fatto bene a telefonavti? Comunque, magavi adesso il nome non lo cambio, lo lascio così, tanto dico sempve che il comunismo è una schifezza e mi fanno govevnave. Poi, si vedvà.
- Be', a me non è andata proprio così... io ho smontato il PCI, poi quel parvenu di Berlusconi mi ha fatto un culo così e quelli che avevano smontato il partito insieme a me mi hanno fatto le scarpe. Il destino è cinico e baro, Fausto, la storia si vendica e tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino.
- Che vuol dive?
- Niente, ma suona bene. Devi abituarti a dire cazzate.
- E' vevo, meno male che ho te come maestvo. Ova ti devo salutave, ho un convegno con Giuliano Fevvava e Giampievo Mughini in videoconfevenza con Adviano Sofvi sulle atvocità commesse dai comunisti in Antavtide contvo quei povevi pinguini...
- Mi sembra una cazzata...
- Lo so, ma ci sto pvendendo l'abitudine, come dici tu. Buon anno, Achille.
- Buon anno anche a te, Fausto. Auguri.