Vi ricordate i
TG e i giornali degli anni 70? Per definire i movimenti e i gruppi della
sinistra rivoluzionaria, in genere usavano il termine extraparlamentari,
perchè non avevano rappresentanti in Parlamento (qualcuno per scelta, qualcun
altro perchè non aveva voti a sufficienza).
In quegli anni, sono diventato anch'io un extraparlamentare, per scelta.
Dopo qualche iscrizione al PSIUP - roba che la maggior parte di chi legge non sa
nemmeno cosa sia - il 1968 fece pensare a tanti che la Rivoluzione fosse a
portata di mano, e se stai facendo la Rivoluzione cosa ti metti a perdere tempo
con bischerate come le elezioni, le campagne elettorali, le battaglie nelle aule
dei consigli comunali, ecc.?
Poi, le cose sono cominciate a cambiare, naturalmente in peggio, ed ho
ammorbidito la mia avversione per le istituzioni democratico-borghesi,
consolandomi con l'idea che persino Lenin e Rosa Luxemburg non le avevano sempre
schifate: sono così passato allo stadio di semiparlamentare, continuando
a fare politica sul posto di lavoro e nei movimenti (sempre più scarsi) ma anche
dando una mano ai compagni che partecipavano alle varie elezioni, in particolare
quelli di Democrazia Proletaria, che mi sembravano - ed in effetti erano -
decisamente i meno peggio. Debbo dire a mio merito di non aver mai coltivato la
benché minima inclinazione positiva verso i Radicali di Pannella, nemmeno quando
- a metà anni 70 - erano simpatici persino a quelli di Lotta Continua;
l'avversione per quei signorini era una delle poche cose, forse l'unica, che
condividevo con i vecchi tartufoni del PCI, che avevano tutta la mia solidarietà
quando li prendevano a schiaffi ogni volta che cercavano di presentare per primi
la propria lista, insidiando la storica collocazione del simbolo del PCI sulla
scheda elettorale: il primo in alto a sinistra.
Con la nascita di Rifondazione Comunista, ho definitivamente abbandonato l'idea
che le istituzioni rappresentative fossero solo un'inutile perdita di tempo e mi
sono anche appassionato alle battaglie per tentare di fermare l'avanzata del
maggioritario, diventando un parlamentare a tutti gli effetti, non nel
senso di deputato o senatore, ma di cittadino partecipante anche alla politica
parlamentare.
Adesso, mi ritrovo nuovamente e sconsolatamente extraparlamentare, non
perchè sia improvvisamente ringiovanito - magari! - ma perchè in questo
Parlamento non c'è nessuno che non mi faccia schifo. Avessi sentito una voce
levarsi dai banchi di Montecitorio contro i massacri israeliani in Libano! Ci
fosse un senatore, uno solo, che abbia il coraggio di andare in televisione a
dire che gli Israeliani stanno ammazzando gente con il piombo e con la fame! E
quanti altri esempi potrei fare...
Eccomi di nuovo extraparlamentare, allora, sia pure per mancanza di
alternative e con la consapevolezza che tante cose che facevamo quando eravamo
extraparlamentari giovani oggi sono improponibili. Prendiamo il caso
delle bottiglie molotov: con quello che costa oggi la benzina, chi se le
potrebbe permettere?