Di ritorno dalla manifestazione internazionale di Roma sul vertice FAO, in treno, mi chiedevo il motivo della scarsa partecipazione - a mio avviso non più di 10.000, al massimo 15.000 persone - nonostante si trattasse di un evento  costruito con cura da mesi e per il quale qualcuno, nei giorni precedenti, aveva parlato dell'arrivo a Roma di 200.000 persone, poi ridotte a 100.000, poi ancora a 50.000.
La prima sorpresa giunge dal Televideo, che riporta come i partecipanti siano stati, per gli organizzatori, almeno 50.000, mentre per la Questura di Roma non hanno superato i 5.000. Le differenti valutazioni numeriche  fra organizzatori di cortei e Questura non sono una novità, ma stavolta il divario mi sembra eccessivo e, purtroppo, le stime questurine più vicine alla verità.
Nuova sorpresa la mattina successiva, quando leggo il Manifesto e Liberazione: secondo il primo, i manifestanti erano "circa 20.000" ed è evidente che il movimento sia entrato in una fase di difficoltà i cui motivi non sono affatto scontati e devono essere oggetto di discussione; secondo il quotidiano del PRC, invece, "40.000 persone hanno sfilato, ecc. ecc.".
Liberazione non è nuova a questi scoop: all'indomani del clamoroso fallimento del corteo contro il vertice NATO - Russia di Pratica di Mare, riuscì a trasformare i trecento scarsi scesi in piazza in duemila. In questo deprimente contesto, il portavoce del Roma Social Forum, Ferdinando Simeone, riesce a strapparmi un sorriso, quando dichiara al Manifesto che "il movimento è innegabilmente in difficoltà, ma non in crisi" e si permette pure "una piccola polemica con chi nei giorni scorsi aveva preso di mira il social forum romano". Afferma perentorio l'ineffabile Simeone: "Sia chiaro, il 90 per cento dei partecipanti oggi erano romani, dal resto d'Italia sono venuti in pochissimi".
Non sono in grado di confermare o smentire le cifre di Ferdinando, poiché non ho controllato i documenti di tutti i partecipanti e - a parte i tratti somatici inconfondibili di neri e asiatici - ammetto di non essere in grado, come l'infallibile Simeone, di distinguere a colpo d'occhio un romano da un milanese o da un napoletano; però so contare, e dietro lo striscione del Roma Social Forum ho contato esattamente quattordici persone, comprese quelle che lo portavano. E se penso che quella di ieri doveva essere una manifestazione internazionale, a cui si dice abbiano partecipato non meno di 130 delegazioni da tutto il mondo, essere soddisfatti perché quasi tutti i partecipanti erano romani non mi sembra granché intelligente.
Mentre nel "movimento dei movimenti" tutti polemizzano con tutti; mentre sono scomparsi decine di migliaia di persone che avevano riempito le piazze di Genova e Roma a luglio e novembre 2001 e di nuovo Roma il 9 marzo 2002; mentre il centrodestra vuole prendere le impronte digitali agli immigrati e il centrosinistra vuole prenderle a tutti; mentre Sharon e Peres spazzano la Palestina dalla faccia della Terra, nel silenzio complice del mondo, strappare un sorriso è impresa ragguardevole. Grazie di esistere, Ferdinando.