Sono contento
che Giuliana Sgrena sia tornata e non mi vergogno ad ammettere che provo dolore
per la morte di Nicola Calipari, che sarà pure stato uno sbirro ed un servo
dello Stato (come dicevamo nel 68), ma è morto da persona per bene, molto più
per bene di tanti cialtroni di sinistra che conosco.
A proposito di cialtroni, me la sto spassando con la storia della lista della
Mussolini, gran bella figliola che ha commesso l'errore di dedicarsi alla
politica anzichè ad altre attività verso le quali mi sembra indiscutibilmente
più portata. Insomma, da brava napoletana, la Mussolini avrebbe presentato un
sacco di firme false a sostegno della sua lista, ma l'aspetto più intrigante
della faccenda sarebbe che ad autenticare le firme si sarebbero prestati
esponenti istituzionali del centrosinistra, in particolare diessini e
margheritini, allo scopo di sottrarre voti di destra a Storace e vincere le
elezioni.
Questa Unione è proprio impagabile: in Puglia, l'industriale Divella sostiene la
candidatura di Nichi Vendola a suon di pacchi di pasta, come faceva il
monarchico Lauro nella Napoli degli anni 50; in Veneto, cercano l'alleanza con
una sottospecie di Lega, razzista e iperliberista; nel Lazio, autenticano le
firme di una lista praticamente nazista... e chissà quante altre cose non
sappiamo. In questo mare di vergogna, sguazza giulivo il pesce Fausto,
dispiaciuto solo per non essere riuscito ad imbarcare i Radicali, a maggiore
garanzia dei propri futuri assessorati, e cosa importa se i Radicali sono la
feccia più sporca del liberismo, del sionismo e del sostegno alla guerra?
C'è qualcosa di osceno nella brama di potere di Bertinotti, qualcosa che va
aldilà della politica e della decenza. Ma c'è qualcosa di incomprensibile anche
nella vocazione al suicidio che caratterizza i suoi oppositori, tutti sotto
shock per le sberle rimediate in un congresso in cui il rispetto delle regole è
stato inferiore a quello mostrato da Bush nelle elezioni del 2000... ma invece
di occupare le federazioni, le "opposizioni" hanno accettato le regole truccate
da Bertinotti, sono inevitabilmente finite in minoranza ed ora non sono capaci
di fare altro che piagnucolare e mendicare quella "gestione unitaria" che il
segretario - padrone non ha né intenzione, né motivo di concedere.
Ci aspettano tempi bui. Non siamo più all'inizio degli anni 90, quando uno
slancio collettivo di rifiuto della "fine della storia" portò migliaia di uomini
e donne ad unirsi nell'impresa di Rifondazione Comunista; oggi, quel terreno è
bruciato, le energie sono andate scemando e su tutto si impone la logica del
bipolarismo maggioritario, per cui tappati il naso, compagno, e vota chiunque
per "battere le destre". Una volta battute le destre, ci penserà l'Unione a
privatizzare tutto, anche l'acqua, a tagliare le pensioni, a farti lavorare
senza diritti, a mantenerti in guerra a fianco degli Stati Uniti, a schiaffare
gli immigrati nei CPT, che del resto li ha inventati il centrosinistra. Ma noi
saremo contenti, perchè avremo sconfitto Berlusconi. E la guerra tornerà ad
essere umanitaria, Santoro, Biagi e Luttazzi torneranno in prima serata, la CGIL
farà meno casino e gli operai di Melfi non fischieranno più Savino Pezzotta,
così Bertinotti non sarà più costretto a rimproverarli.
Scusatemi, compagni, ma io il 3 e il 4 aprile mi terrò lontano dal seggio
elettorale. Alle Europee mi avete convinto a votare - e a votare il PdCI! -
perchè si trattava di provare a portare un Palestinese nel Parlamento Europeo, e
tapparmi il naso è stato facile, perchè pensavo alla gioia ed all'orgoglio
rinnovato che avrebbero attraversato i vicoli luridi di Chatila, le macerie di
Jenin, l'inferno di Gaza... ma stavolta no, non posso e non voglio.
Quando eravamo giovani, lo dicevamo spesso: "non sappiamo bene cosa vogliamo, ma
sappiamo benissimo cosa non vogliamo". Anche adesso, che nello specchio vedo
riflessi i miei capelli grigi, ho molta confusione in testa, dev'essere un
difetto della mia generazione... ma so che è più giusto e più serio scendere in
piazza, come ho sempre fatto e come farò anche il prossimo 19 marzo a Roma, che
prendersi per il culo da soli votando "il meno peggio".