Insomma, hanno
vinto i coglioni, sia pure per un pelo e grazie alla legge elettorale voluta
fortemente dal coglione che, senza quella legge, avrebbe probabilmente vinto
lui. Prendo atto che Berlusconi è più bravo di me: io ho invitato a non votare e
queste elezioni hanno registrato una partecipazione al voto altissima. Il mio
ego ha subito un duro colpo.
Prendo atto anche delle prime ipotesi ministeriali del futuro prossimo governo
Prodi, diffuse da un quotidiano on line solitamente bene informato (Affari
Italiani, si chiama). La presa d'atto è accompagnata da forti dolori di stomaco,
ansia e momenti di panico.
Giuliano Pisapia alla Giustizia, e le buone notizie cominciano e finiscono qui:
a parte il fatto che nessuno avrebbe potuto fare peggio dell'Ing. Roberto
Castelli, la competenza e il garantismo di Pisapia fanno ben sperare, almeno per
le sorti degli oltre 50.000 cittadini costretti dietro le sbarre.
Oliviero Diliberto al Ministero dell'Ambiente mi sa tanto di confino, così
impara a difendere Cuba e i Palestinesi ed a far arrabbiare l'ambasciatore
israeliano. Di Pietro ai Lavori Pubblici mi sembra un remake del suo incarico
nel primo governo Prodi, che dovette abbandonare dopo pochi mesi. pecoraro
scanio alle Politiche Agricole mi sembra giusto, ma solo perchè mi appare come
una metafora del mio desiderio di mandarlo a zappare. Ora viene l'incubo.
Francesco Rutelli agli Interni: sono certo che rimpiangeremo la correttezza e la
democraticità di Beppe Pisanu.
Piero Fassion agli Esteri: immagino che a tutti i dipendenti della Farnesina,
nonché a tutto il corpo diplomatico, verrà fatto obbligo di imparare a parlare,
scrivere e - possibilmente - anche pensare in ebraico, per facilitare
l'integrazione del nostro Paese con Israele e in vista dello spostamento della
Capitale d'Italia in un sobborgo di Tel Aviv. La rappresentanza dell'ANP a Roma
si vedrà tagliati i fondi, coerentemente con l'affamamento di tutti i
Palestinesi, che non hanno voluto votare per chi dicevano Bush e Olmert. Poiché
i Palestinesi devono dimagrire ma non morire, ai dipendenti della rappresentanza
verranno concessi dei buoni per un pasto al giorno presso la mensa della Caritas
(sia chiaro: un solo pasto, non due, altrimenti potrebbero ingrassare).
Chiudiamo in bellezza con il Ministero del Welfare, che sarebbe poi quello del
Lavoro, ma il termine è impronunciabile (ricorda troppo concetti obsoleti, come
classe operaia, diritti, ecc.) e poi, detto così, è molto più angloamericano,
come l'occupazione dell'Iraq: chi meglio di Tiziano Treu, che - sottolinea il
quotidiano - "gode del favore del PRC"? Vero: quando Treu era Ministro del
Lavoro (si chiamava ancora così) il PRC votò a favore del Pacchetto omonimo, che
comprendeva notevoli passi avanti in favore dei lavoratori, affrancati dalla
schiavitù del posto fisso e della rigidità contrattuale e finalmente liberi di
essere flessibili e interinali. Ora che il PRC è di nuovo affratellato a Prodi e
Treu è nuovamente Ministro, possiamo aspettarci ulteriori passi avanti per
lavoratori e pensionati: parola di fausto bertinotti.