Che la manifestazione
del 9 marzo avrebbe prodotto reazioni rabbiose fra chi pensa che Israele abbia
il diritto di sterminare i Palestinesi e questi, invece, non abbiano nemmeno il
diritto di reagire, era scontato; meno scontato, invece, che si potessero
raggiungere vertici di menzogna come quelli letti sull'Unità di sabato e su
Libero di domenica.
Cominciamo da Libero, giornale (?) diretto da quel galantuomo di Vittorio
Feltri, quello che pubblicò una lista di pedofili completa di nomi e cognomi,
esponendo al rischio del linciaggio non solo presunti maniaci, ma anche qualche
povero cristo colpevole, secondo il Codice Feltri, del reato di omonimia.
Bene, da Libero apprendiamo che quella del 9 marzo è stata una manifestazione di
"giustificazionismo del terrorismo", in cui si esprimevano "farneticanti
concetti", naturalmente "filo terroristi" e che "la vergogna è che una
manifestazione come questa, oltre che dai soliti Paolo Cento, Giovanni Russo
Spena, e ai giornalisti come Stefano Chiarini del Manifesto e Fulvio Grimaldi
del TG3, sia stata per così dire benedetta anche da gente come Cesare Salvi e
Giovanni Berlinguer, dell'omonimo correntone in seno ai Ds". Sempre grazie a
Libero scopriamo che "dentro al corteo sono stati distribuiti giornali della
sinistra antagonista filo brigatista" e che si è trattato di una "delirante
manifestazione di odio anti israeliano". L'autore di questo cosiddetto articolo
è tale Dimitri Buffa ed abbiamo ragione di ritenere che abbia poche chances di
vincere il Premio Pulitzer.
Il Premio Pinocchio, invece, non esiste, ma se esistesse potrebbero aspirare
legittimamente a vincerlo Giampiero Cioffredi e Victor Magiar, il primo
dirigente dell'ARCI e il secondo ex Consigliere comunale romano dei DS e ora -
si dice - braccio destro di Piero Fassino. Questi due finissimi
intellettuali dalle pagine dell'Unità si sono rivolti a Giovanni Berlinguer,
esprimendo "amarezza e sconcerto" per la "decisione sbagliata" della sinistra DS
di aderire alla manifestazione del 9 marzo, che avrebbe rappresentato
addirittura "una radicale regressione politica e culturale rispetto alle
esperienze maturate nel corso di questi ultimi anni per favorire la costruzione
di un ampio schieramento per la pace in Medio Oriente" e che - orrore! - sembra
addirittura caratterizzata dai temi dell' "internazionalismo proletario"
(virgolette loro).
Nella lettera aperta i due campioni della pace sostengono che la pace "come
tutti sappiamo, passa attraverso il sostegno di chi fra israeliani e palestinesi
si adopera fattivamente per il raggiungimento di una pace giusta fondata sul
principio due popoli, due stati": splendide parole, ma allora come la mettiamo
con la presenza nel corteo di un folto gruppo di cittadini ebrei contrari
all'occupazione? E con l'intervento (applauditissimo) della pacifista israeliana
Neta Golan, che lo scorso anno, al termine di una manifestazione capitanata
proprio dall'ineffabile Cioffredi, si vide il palco assaltato e riuscì a parlare
solo grazie al camion dei Giovani Comunisti?
Quanto al simpatico Victor Magiar, poi, come commentare la sua presenza -
constatata con i nostri occhi - vicino agli squadristi integralisti che, armati
di caschi e bastoni, hanno tentato di aggredire la manifestazione? Sono quelle
le persone che si adoperano fattivamente per il raggiungimento di una pace
giusta?
Cioffredi e Magiar concludono la loro lettera aperta auspicando "ogni sforzo
possibile per la riuscita della fiaccolata promossa dal sindaco di Roma Veltroni
per il 20 marzo al Colosseo"... visti i precedenti, sarebbe meglio non
permettere fiaccole in piazza: c'è il rischio che siffatti "pacifisti" possano
mettere Roma a ferro e fuoco.