Rieccomi. Non credo che qualcuno abbia
sentito la mia mancanza, e infatti non scrivo tanto per gli altri, quanto per me
stesso.
Da qualche giorno mi sto ponendo alcune domande, ma non credo di trovare
risposte.
La prima domanda è questa: ma si può mandare la gente in galera per "concorso
psichico"? Ma nemmeno i fascisti sono stati capaci di simili boiate! Io, per
esempio, chi ha votato per Rutelli lo ritengo un mentecatto, uno con dei
problemi psichici molto seri, ma non mi verrebbe mai in mente di mandarlo in
galera. Ai lavori forzati, al massimo.
La seconda domanda, poi, è questa: cosa abbiamo fatto di male - noi, popolo di
sinistra - per meritarci questa sinistra? Siamo forse ladri, assassini, ma che
dico, stupratori e massacratori di gente inerme per meritarci i "democratici di
sinistra" e le margherite, i Fassino e i Rutelli?
La terza domanda è molto più angosciante: ma in quale razza di mondo devo
passare gli ultimi anni della mia vita? Che mondo è quello in cui le masse
(pardon: le "moltitudini") non si sollevano come un sol'uomo di fronte
all'arroganza e alla protervia di George Bush il piccolo, quel beone
strafottente e bugiardo che rinnova la storiella del lupo e dell'agnello, dove
il lupo è lui e l'agnello è il popolo irakeno? Possibile che le ambasciate e i
consolati degli Stati Uniti in tutto il mondo non vengano invasi da gente che
chiede di smetterla di fare il gradasso, di far ballare il mondo sull'orlo del
precipizio, di piantarla con questa infame buffonata dell'Irak come pericolo
mondiale?
La quarta domanda è la più amara: quanti Palestinesi devono essere assassinati
in un solo giorno per guadagnare la prima pagina dei nostri giornali? Ci siamo
assuefatti alla normalità del nazismo quotidiano in versione sionista, che
nemmeno puoi chiamarlo con il suo nome perché subito salta su qualche bischero
che strilla che sei antisemita?