Vorrei pensare di
essere ancora in vacanza, ma Francesco Rutelli non me lo permette: come si fa ad
ignorare le sue esternazioni?
Quello che dovrebbe essere il leader dell'opposizione politica al governo
Berlusconi ci ha fatto sapere che, per sconfiggere il governo Berlusconi,
bisogna:
A) Dire che il blocco degli aumenti dei prezzi è una misura illiberale e
bolscevica che contrasta con i principi e le regole dell'economia liberale.
B) Definire una posizione dell'Italia sulla guerra all'Irak (possibilmente
interventista, ci sembra di capire).
C) Contare - come ha fatto lui stesso sulla spiaggia di Ostia - i venditori
ambulanti extracomunitari e dire che, in realtà, la legge Bossi-Fini è una
grossa sanatoria di immigrati clandestini. Inoltre, regolarizzare solo chi ha un
posto fisso finirebbe con il creare un sistema di garanzie più favorevoli agli
immigrati che ai nostri giovani.
Devo fare una confessione: nel lontano 1993, ho votato Rutelli sindaco di Roma,
per sbarrare la strada al Segretario dell'allora MSI Gianfranco Fini.
Nel 1997 non ho ripetuto quell'errore e alla fine del 2000 ho tirato un sospiro
di sollievo quando Cicciobello si è dimesso (non prima di aver privatizzato
tutto quello che poteva). Ciononostante, continuo a sentirmi in colpa per avere
- sia pure tanto tempo fa e con un valido motivo - collaborato anch'io a
lanciare la carriera politica di questo personaggio. Vista l'aria che tira dalle
parti dell'Irak, sono andato a ripescare una vignetta che qualcuno mi aveva
spedito più o meno un anno fa, quando la brutta aria tirava forte dalle parti
dell'Afghanistan: vogliamo scommettere che tornerà attuale?
