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Comunicato stampa del PRC di Padova sui fatti del Portello
Rifondazione Comunista non può non sottolineare il profondo
rammarico per l’epilogo di una vicenda che poteva avere altre
soluzioni, evitando alla città una giornata infelice.
Abbiamo lavorato con l’amministrazione e nell’amministrazione
perché si ristabilisse un criterio di correttezza ed equità
nell’assegnazione degli alloggi comunali, un bene comune che
appartiene a tutti i cittadini e che deve essere distribuito
secondo quelle regole che garantiscono a tutti la possibilità di
accedere al diritto primario di avere una abitazione dignitosa.
Lavoriamo ad allargare le disponibilità del patrimonio pubblico
di alloggi per affrontare il crescere delle situazioni di
emergenza abitativa dovuta all’impoverimento di una fascia
sempre più larga di cittadini e per dotare nell’arco dei cinque
anni dell’amministrazione il comune di un numero di alloggi
adeguato a soddisfare il bisogno abitativo delle fasce più
deboli della popolazione.
Questa politica deve essere sostenuta e condivisa ed è uno degli
elementi centrali del programma della coalizione che governa la
città. Su questa politica si sta spendendo con straordinario
impegno la nostra assessora.
Non si può, in questo quadro, alimentare nello stesso momento in
cui la risposta alle situazioni di emergenza abitativa vengono
date ai cittadini, con certezza delle regole e nel rispetto dei
diritti di tutti, il conflitto fra persone e famiglie che sono
nella stessa condizione di bisogno : nel caso del portello
rivendichiamo il nostro impegno alla ricerca di una soluzione di
garanzia della donna occupante e dei suoi bambini, e nel
contempo, per l’anziano sfrattato che era stato privato della
abitazione comunale a lui assegnata.
Abbiamo lavorato perché fosse trovata alla donna una abitazione
dignitosa e, in concerto con i servizi sociali, un sostegno
adeguato alla sua condizione familiare.
La modalità con cui la signora è stata accompagnata al nuovo
alloggio, con l’assistenza degli operatori del comune, e e con
l’impegno diretto degli assessori Ruffini e Sinigaglia, non ha
nulla a che fare con le modalità di sgombero di alloggi occupati
che anche noi conosciamo.
La presenza della polizia e gli episodi che si sono verificati
successivamente, sono per noi fonte di grande preoccupazione.
Non appartengono alla nostra modalità di confronto, anche aspro,
all’interno di questa città. Né possiamo condividere e
riconoscerci in un Comune blindato e accerchiato dalle forze
dell’ordine. E’ necessario riprendere la strada di un confronto
politico serio, all’interno della maggioranza, per definire
modalità condivise di gestione dei complessi problemi che ci
troviamo di fronte, in un contesto che deve essere unitario
nella gestione delle politiche dell’amministrazione. Detto ciò,
rivendichiamo l’impegno nostro e non solo nostro, perché il
trasferimento della donna e dei suoi bambini non avvenisse nel
quadro dell’occupazione del portello da parte delle forze
dell’ordine, con le conseguenze che abbiamo visto. Nella stessa
misura in cui rivendichiamo la linearità e la correttezza della
nostra condotta, respingiamo con forza le accuse di chi ha
deciso di fare, da tempo, un insistita campagna di attacco nei
confronti del nostro partito con piccole logiche identitarie e
nella, errata, convinzione di allargare per questa via, la
propria area di consenso.
Padova 28 aprile 2005 Segreteria provinciale
Rifondazione Comunista
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