BASIC INSTINCT 2
Sul manifesto di domenica 5 agosto, venivano
pubblicati due appelli per mobilitazioni da tenersi nel prossimo autunno. Per
completezza di informazione, li pubblichiamo entrambi, ma non nascondiamo che
che il primo, nonostante alcune firme autorevoli, come quella di Rossana
Rossanda, non ci convince affatto, caratterizzandosi più che altro come la
stucchevole riproposizione dell'ossimoro della
sinistra di lotta e di governo,
o sinistra di governo e di conflitto
che dir si voglia. Sono inaccettabili le ambiguità sulle politiche di guerra del
governo Prodi: che significa vogliamo vedere
una via d'uscita dall'Afghanistan?
E' tanto difficile
dire che vogliamo il ritiro delle truppe italiane da quell'occupazione feroce ed
assassina? E con quale credibilità chi ha garrulamente gridato "Forza ONU!"
all'invio delle truppe in Libano può parlare di taglio delle spese militari?
Quanto alla completa assenza di ogni riferimento alla complicità italiana con
Israele e l'embargo contro il popolo palestinese, non ci stupisce, ormai ci
abbiamo fatto l'abitudine. La vaghezza delle parole d'ordine sulle questioni
sociali e quelle ambientali, poi, supera la soglia del ridicolo.
Più che una copertura del fianco sinistro del governo Prodi, questo appello ci
sembra una sorta di basic instinct, anzi del suo sequel, quello in cui la pur
sempre splendida Sharon Stone è costretta dall'età a farsi sostituire in molte
scene da una controfigura con molti anni e molte rughe in meno. Un istinto di
sopravvivenza, comunque, risvegliato dai disastrosi risultati elettorali e dal
catastrofico fallimento della contromanifestazione del 9 giugno. Ma la
sopravvivenza di questa sinistra,
francamente, non ci interessa. Di seguito, il testo dell'appello:
Manifestiamo a ottobre
L'attuale governo non ancora ha dato risposte ai problemi fondamentali che
abbiamo di fronte, per i quali la maggioranza degli italiani ha condannato
Berlusconi votando per il centrosinistra. Serve una svolta, un'iniziativa di
sinistra che rilanci la partecipazione popolare e conquisti i punti più avanzati
del programma dell'Unione, per evitare che si apra un solco tra la
rappresentanza politica, il governo Prodi e chi lo ha eletto.
Occorre fare della lotta alla precarietà e per una cittadinanza piena di tutte e
di tutti la nostra bussola.
Noi vediamo sette grandi questioni. Quella del lavoro: cioè della sua dignità e
sicurezza, con salari e pensioni più giusti cancellando davvero lo scalone di
Maroni e lo sfruttamento delle forme «atipiche», e con la salvaguardia del
contratto nazionale come primario patto di solidarietà tra le lavoratrici e i
lavoratori. Quello sociale: cioè il riequilibrio della ricchezza e la conquista
del diritto al reddito e all'abitare. Quello dei diritti civili e della laicità
dello stato: fine delle discriminazioni contro gay, lesbiche e trans, leggi
sulle unioni civili, misure che intacchino il potere del patriarcato. Vogliamo
anche che siano cancellate le leggi contro la libertà, come quella sul carcere
per gli spinelli. Quindi, la cittadinanza: pienezza di diritti per i migranti,
rapida approvazione della legge di superamento della Bossi-Fini, chiusura dei
Cpt. La pace: taglio delle spese militari, non vogliamo la base a Vicenza,
vogliamo vedere una via d'uscita dall'Afghanistan, vogliamo che l'Italia si
opponga allo scudo stellare. L'ambiente: ha tanti risvolti, dalla
pubblicizzazione dell'acqua alla definizione di nuove basi dello sviluppo,
fondate sulla tutela e il rispetto per l'habitat, il territorio e le comuniutà
locali. Per questo ipotesi quali la Tav in Val di Susa vanno affrontate con
questo paradigma. La legalità democratica: lotta alla mafia e alle sue
connessioni con la politica e l'economica.
Nessuna di queste richieste è irrealistica o resa impossibile da vincoli esterni
alla volontà della maggioranza. Il fallimento delle politiche di guerra
dell'amministrazione Bush si sta consumando anche negli Stati uniti, i vincoli
di Maastricht e della banca centrale europea sono contestati da importanti paesi
europei, l'andamento dei bilanci pubblici permette delle scelte sociali più
coraggiose. Ma siamo consapevoli che per affrontare tutto questo occorre che la
politica debba essere politica di donne e di uomini - non solo questione
maschile - e torni a essere partecipazione, protagonismo, iniziativa collettiva.
Per questo proponiamo di ritrovarci a Roma il prossimo 20 ottobre per una grande
manifestazione nazionale: forze politiche e sociali, movimenti, associazioni,
singoli. Chiunque si riconosca nell'urgenza di partecipare, per ricostruire un
protagonismo della sinistra e ridare fiducia alla parte finora più sacrificata
del paese.
Gianfranco Bettin, Lisa Clark, Tonio Dell'Olio, Antonio Ferrentino, Luciano
Gallino, Pietro Ingrao, Aurelio Mancuso, Lea Melandri, Bianca Pomeranzi,
Gabriele Polo, Rossana Praitano, Rossana Rossanda, Marco Revelli, Piero
Sansonetti, Pierluigi Sullo, Aldo Tortorella, Nicola Tranfaglia
Più seria, invece, la proposta che segue, espressione dello schieramento che ha costruito la manifestazione contro Bush e contro Prodi del 9 giugno. Anche qui, qualche ambiguità, rappresentata da organizzazioni come Action (robustamente sovvenzionata, nelle persone di molti suoi esponenti, dal PRC) e Sinistra Critica, il cui senatore - pure se espulso dal PRC - continua a votare la fiducia al governo Prodi, il che non è proprio il massimo della coerenza, come non è il massimo della coerenza e della credibilità rimanere nel PRC, con tanto di assessori, consiglieri comunali, provinciali e regionali che sostengono le peggiori giunte di centrosinistra, come quella della Provincia di Roma. Tuttavia, qui siamo nel campo delle contraddizioni dinamiche, della chiarezza che si esprime strada facendo, per cui questo appello è foriero di eventi positivi. Speriamo si materializzino presto.
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Per una
mobilitazione sociale contro l’accordo sul Welfare
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Le reti sociali, i sindacati anticoncertativi, le
associazioni della sinistra anticapitalista propongono un
incontro pubblico a Roma il 12 settembre per discutere della
mobilitazione contro l'accordo tra governo e Cgil, Cisl e Uil Action!, Confederazione Cobas, Rete dei Comunisti, Sinistra Critica, Giorgio Cremaschi (Rete28 Aprile), Luigia Pasi (Sdl), Emidia Papi (RdB), Vincenzo Siniscalchi (Sdl), Coordinamento per l'Unità dei Comunisti, SLAI-Cobas Per adesioni:
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