Prospero Gallinari
Un contadino nella metropoli
Bompiani
Euro: 17.00
Pagine: 350
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Quello di Prospero Gallinari è
il secondo libro che affronta la storia delle Brigate Rosse al di fuori degli
schemi di comodo e delle menzogne propagandistiche che caratterizzano la
stragrande maggioranza delle pubblicazioni italiane in merito. Il primo risale a
dieci anni fa: Brigate Rosse - Una storia italiana, lunga intervista a
Mario Moretti realizzata da Carla Mosca e Rossana Rossanda.
Aldilà di un giudizio squisitamente letterario, che poco ci compete, il valore
del libro di Gallinari sta tutto nella capacità di parlare con schiettezza ed
onestà di un argomento tuttora tabù: l'internità della lotta armata rispetto al
movimento che attraversò l'Italia - e non solo - fra gli anni 60 e 80 del secolo
scorso. In altre parole, l'aver portato alle estreme conseguenze quella "rottura
del monopolio statale della violenza" che costituì la caratteristica principale
dei movimenti rivoluzionari, tanto a Valle Giulia quanto a Berkeley.
Agli smemorati ed agli invertebrati che anche oggi esaltano il valore
taumaturgico della nonviolenza, Gallinari ricorda che la realtà della
fabbrica e quella del Vietnam rendevano estremamente credibile un progetto
guerrigliero nel cuore della metropoli imperialista. Ancora, la stessa storia
personale di Gallinari chiama in causa il Partito Comunista Italiano e la
distanza fra le suggestioni che proponeva e la quotidiana miseria del suo agire
politico concreto. E non basta: alcune delle pagine più toccanti, pur nella
piana semplicità di un linguaggio asciutto e alieno da ogni retorica, sono
quelle che riguardano il carcere, l'universo dei dannati della metropoli.
Un libro che si legge tutto d'un fiato, non concede nulla all'ipocrisia ed è
lontano anni luce dall'autocelebrazione: la crisi del progetto brigatista vi è
descritta con la sofferta lucidità di chi quel progetto ha contribuito a
definire e praticare. Gallinari vede e sente avvicinarsi la sconfitta, ma non
intende partecipare al banchetto dei tanti figlioli prodighi che prima
uccidevano e poi, comodamente, si pentivano e si dissociavano. Gallinari si
assume tutte le sue responsabilità di comunista rivoluzionario, paga - continua
a pagare - le conseguenze della propria scelta di vita e, con serena lucidità,
avverte: una storia è finita. La storia continua.
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Per saperne di più: www.brigaterosse.org