Una forza politica comunista all'altezza delle sfide del socialismo nel XXI Secolo

 

 
 

La disfatta elettorale dei partiti della sinistra “radicale”, a partire da quelli che si definiscono “comunisti”, è un fatto di portata storica, le cui conseguenze sono ancora tutte da valutare e vanno molto aldilà delle sorti – di cui poco ci interessa – del ceto politico, esso stesso causa della propria, disastrosa sconfitta. Una sconfitta, è bene ribadirlo, in gran parte figlia della deriva governista del Partito della Rifondazione Comunista, con la scomparsa di ogni opposizione, anche solo formale, di sinistra e di classe ai poteri forti (Confindustria, banchieri, Vaticano, ecc.). Prima di sparire dal Parlamento, la sinistra governista è sparita dai suoi naturali insediamenti sociali, governando insieme ai comitati d’affari dei poteri forti e rendendosi complice di anni ed anni di politiche antipopolari, antidemocratiche e guerrafondaie. La disfatta di questo ceto politico è l’inevitabile conseguenza delle sue scelte scellerate.  

In questo scenario, che vede anche l'inevitabile smarrimento di migliaia di compagni e di compagne, ricomporre una forza politica comunista organizzata è un compito difficile ma necessario. Una forza politica indipendente a livello locale e nazionale, fuori e contro il bipolarismo in cui si tenta di forzare ogni dialettica politica, con la riduzione della rappresentanza a due schieramenti solo falsamente contrapposti, perché in realtà convergenti nell'identificazione con il Capitalismo come unica prospettiva possibile.

La ricostruzione di una forza politica comunista è una necessità e un'esigenza collettiva a cui intendiamo dare risposte. Proveniamo da percorsi differenti e riteniamo che, oggi più che mai, vi sia il bisogno dell'unità dei Comunisti attorno ad un programma generale anticapitalista, marxista e rivoluzionario, in grado quindi di ricostruire un'alternativa a tutti i governi della borghesia, siano essi di centro-destra che di centro-sinistra.

Abbiamo detto che vogliamo sottrarci alla tenaglia che ci vorrebbe schiacciati fra chi il partito lo annuncia come già costituito e chi ne rimanda la definizione all'infinito e che pensiamo che un Partito Comunista non si proclami, ma si costruisca, anche a partire dalle esperienze rivoluzionarie e del movimento operaio sviluppatesi nel secolo che sta alle nostre spalle. Per questi motivi, dopo un anno di dibattito e di lavoro politico come Coordinamento per l’Unità dei Comunisti, proponiamo a tutti i compagni e le compagne un percorso per la ricomposizione politica dei comunisti, non la sommatoria di tante sigle ma un percorso costituente, nella forma del movimento politico organizzato. Un percorso costituente che vogliamo articolare sia attraverso il confronto con tutte le soggettività politiche in campo, sia attraverso campagne politiche nazionali che rimettano al centro dell’iniziativa dei comunisti il rapporto con la classe e i movimenti: salario e diritti, devastazione del territorio, guerra imperialista e, non da ultimo, repressione.

Sappiamo che la strada del Movimento per la Costituente Comunista è tutta in salita: pesano, e peseranno ancora, i particolarismi e i settarismi che tanti danni hanno già fatto, come pesa l’egemonia culturale della borghesia e delle sottoculture liberiste e populiste. Tuttavia, per la liberazione dallo sfruttamento e dal dominio di classe non vi è altra strada che l’organizzazione degli sfruttati attorno ad un progetto politico indipendente, un progetto politica che si costruisca oltre opportunismi e nostalgie e si misuri con le sfide del socialismo nel XXI secolo.
Il Movimento per la Costituente Comunista è da oggi una realtà, limitata nelle forze e nei mezzi a disposizione, ma forte della determinazione di costruire una nuova forza politica dei lavoratori, delle donne, dei giovani, di tutti quelli e quelle che non si rassegnano al capitalismo come unico e migliore mondo possibile.