Al direttore de “La Repubblica”

 

L”agguato” ai COBAS

 

Nell’editoriale de “La Repubblica” di oggi, 4/3/2003, dal titolo “Alla ricerca del traditore”, lo

 

specialista Giuseppe D’Avanzo, giocando a fare l’investigatore sulle nuove BR, tende un vero e

 

proprio agguato nei confronti dei COBAS e del sindacalismo di base, ritenuti il brodo di coltura da

 

cui sarebbero scaturiti gli omicidi di D’Antona e Biagi.

 

La Confederazione Cobas respinge con sdegno tale teorema, denunciando la strategia che il

 

governo e alcuni inquirenti stanno perseguendo con pervicacia e presunzione nei confronti della

 

nostra  organizzazione, rea di rappresentare  settori consistenti di lavoratori nella lotta contro il

 

neoliberismo e la guerra; lotta che a livello mondiale mobilita milioni di lavoratori/trici, cittadini/e

 

e che sta esprimendo l’unica alternativa reale al capitalismo e alla guerra.

 

Le “nuove BR” rappresentano un “diversivo marginale” utile solo alla controparte e che –

 

nonostante l’eco, ma proprio per il disgusto provocato dagli omicidi - non riesce minimamente a

 

scalfire la partecipazione alla lotta generale di massa.

 

Per chi ha a cuore le sorti dei lavoratori è un atto di umiltà analizzare quanto le cabine di regia

 

Confindustriali e governative elaborano e decidono ai loro danni; il rifiuto delle politiche liberiste,

 

della distruzione dei posti di  lavoro (compresi i licenziamenti per la cancellazione/sospensione

 

dell’art. 18) e dello stesso diritto del lavoro, è atto di resistenza legittima e praticata da milioni di

 

persone alla luce del sole.

 

Non occorrono gli specialisti, né i raffinati intellettuali, né i “grandi vecchi” per smascherare il

 

rozzo disegno liberista di ultraflessibilità e tagli del costo del lavoro.

 

Le BR “vecchie e nuove” sono utili solo allo sviluppo di leggi di emergenza e di una strategia paranoica di criminalizzazione del movimento contro il neoliberismo e la guerra senza se e senza ma.; e sono funzionali, così come la guerra preventiva di Bush, alla progressiva eliminazione dello stato di diritto e delle libertà collettive e individuali, sindacali, sociali e politiche.

Riteniamo la libertà di stampa un diritto universale e come tale difeso a prescindere.

Ma è uno sforzo vano, se “La Repubblica” non riconosce il danno grave provocato ai COBAS ed all’intero movimento dei lavoratori dalle allucinanti quanto gratuite illazioni del suo editorialista D’Avanzo, che, citando fonti anonime e contrastanti, con un’operazione da “linciaggio mediatico”, indica all’opinione pubblica i COBAS come possibili mandanti degli omicidi D’Antona e Biagi, o peggio ancora.

La Confederazione Cobas pretende la immediata pubblicazione (domani stesso) di questo scritto con pari risalto dell’editoriale diffamatorio; se ciò non avverrà, saremo costretti ad adire le vie legali per difenderci da siffatte aggressioni, per tutelare i nostri iscritti e il prestigio di cui godiamo.

 

per la CONFEDERAZIONE COBAS

il portavoce nazionale Pino Giampietro (333/5773110)

Brescia, 4/3/2003