PEACELINK citata in giudizio da un consulente della NATO per aver ripreso (dal sito nazionale del PRC) un appello del Forum Ambientalista contenente "gravi e reiterate considerazioni nei confronti di alcune associazioni internazionali, tra cui in particolare la Nato e irragionevoli attacchi contro gli Stati Uniti".

Chiesti 50.000 euro di danni per la pubblicazione su internet di un appello
ambientalista gia' diffuso su altri siti. L'associazione rischia di chiudere
i battenti e chiede solidarieta' alla societa' civile. Il futuro della piu'
antica esperienza italiana di volontariato dell'informazione in rete si
decidera' nell'aula di un tribunale, a partire dalla prima udienza del 18
febbraio 2003. Lanciata una campagna di solidarieta' per il sostegno
all'associazione e il contributo alle spese legali.
Esprimi la tua solidarieta' all'associazione PeaceLink
Per contatti e informazioni: http://www.peacelink.it/emergenza
Carlo Gubitosa - 3492258342 - c.gubitosa@peacelink.it

IL FATTO

"La professionalita', l'immagine e la carriera di *** *** risultano
fortemente pregiudicati": e' questo il contenuto di un atto di citazione
notificato all'Associazione PeaceLink con sede a Taranto, una associazione
nonviolenta, apartitica e indipendente nata nel 1991 per diffondere, con un
lavoro volontario e non retribuito, informazioni sulla pace, l'ambiente e i
diritti umani.

Senza nessun precedente preavviso, contatto verbale o atto di diffida,
l'Associazione PeaceLink ha ricevuto una richiesta di risarcimento danni per
un importo di 50.000 euro con un atto di citazione presentato da un
consulente Nato per le questioni ambientali.

Il motivo? Il 10 febbraio 2000 PeaceLink aveva riprodotto testualmente (con
citazione della fonte) il testo completo, compresi i firmatari, di un
"Manifesto per un forum ambientalista", pubblicato sul sito web di un
partito nazionale, il partito della Rifondazione Comunista. La pubblicazione
di questo testo era avvenuta in un messaggio di una mailing list pubblica
successivamente riprodotto in una pagina web di PeaceLink. Tra i firmatari
di quel "Manifesto" compare anche il nome del consulente Nato che nel
novembre 2002 dichiara di non aver sottoscritto quel testo e cita in
giudizio l'Associazione PeaceLink, a quasi tre anni di distanza dalla
pubblicazione in rete del "Manifesto per un forum ambientalista".

PUBBLICARE O CENSURARE?

La "colpa" di PeaceLink sarebbe quella di aver pubblicato su una pagina web
un testo con il relativo corredo di firme, tratto da un altro autorevole
sito web di cui veniva diligentemente citato l'indirizzo internet. PeaceLink
non interviene nei testi scritti da altri; in assenza di comunicazioni o
richieste ufficiali non ne puo' modificare, censurare o rimuovere a piacere
il contenuto, sia pure nei soli nomi.

LA PAGINA "INCRIMINATA"

Il consulente Nato si ritiene danneggiato dalla pagina web di PeaceLink
nella quale viene riportato testualmente e integralmente il "Manifesto per
un forum ambientalista" presente all'indirizzo
http://www.rifondazione.it/ambiente/pdf/man_forum.PDF
Il testo presente a questo indirizzo contiene il nome del consulente Nato,
assieme a quello di altri 68 firmatari.

CHI E' IL QUESTO CONSULENTE NATO?

Per ragioni di tutela della privacy l'Associazione PeaceLink ha concesso
l'anonimato a questo collaboratore della Nato, fino all'udienza del 18
febbraio 2003.

Quello che si può dire sin d'ora è che il nodo della questione sta nella
multiforme carriera del consulente Nato, che si muove sul duplice binario
dell'ambientalismo e delle consulenze militari. Nell'atto di citazione
rivolto all'Associazione PeaceLink, infatti, egli descrive se stesso come
"una personalita' nota tra gli ambientalisti per la sua autorevolezza,
rappresentativita' e indipendenza" e contemporaneamente descrive il suo
legame con l'Alleanza Atlantica spiegando che "da anni intrattiene rapporti
culturali e soprattutto professionali con gli Stati Uniti, con le sue
agenzie federali come la NASA, ed e' consulente della NATO per le questioni
ambientali figurando tra i partners scientifici della 'Commettee on the
Challenges of Modern Society' ed avendo svolto per la NATO medesima missioni
e studi".

Nel testo dell'atto di citazione e' spiegato perche' il consulente si senta
danneggiato nel ritrovarsi fra i firmatari del "Manifesto per un forum
ambientalista": "Tale appello si richiama a gravi e reiterate considerazioni
nei confronti di alcune associazioni internazionali, tra cui in particolare
la Nato e irragionevoli attacchi contro gli Stati Uniti".

LE "GRAVI E REITERATE CONSIDERAZIONI"

Quali sono le "gravi e reiterate considerazioni" a cui fa riferimento il
consulente?
Ecco alcuni passaggi del manifesto ambientalista, che meritano di essere
riportati per esteso:

"Appare sempre più manifesta, dietro i processi dell'economia globale, la
presenza egemonica USA a tutto campo: dai protezionisti vecchio-stile (la
"guerra delle banane") all'imposizione al mondo dei brevetti transgenici,
all'uso ormai sistematico degli strumenti di guerra a sostegno della
supremazia economica. La guerra e' divenuta strumento ordinario di gestione
della potenza imperiale USA sugli scacchieri mondiali e delle sue
contraddizioni, senza riguardo per gli effetti umanamente e ambientalmente
tragici e inaccettabili. [...] Le istituzioni della democrazia contano
sempre meno. L'americanizzazione imposta porta a sostituirne i loro poteri
con quelli di strutture tecnocratiche (FMI, WTO, Banca Mondiale) espressione
diretta dei potentati economici. [...] Per guardare all'ambiente secondo
un'ottica globale che implica un pensiero alternativo sul modo di produrre e
di consumare, dobbiamo anche tenere insieme, nella nostra riflessione,
l'analisi del distruggere, oltre a quella del come ricostruire o risanare o
riequilibrare o nutrirci: dobbiamo trovare un'alternativa alla
globalizzazione economica, e contestualmente un'alternativa alla logica
della distruzione e del riarmo atomico, chimico e tecnologico. Dobbiamo
aprire una battaglia politica contro la logica complessiva della distruzione
e diffondere la coscienza che oggi la Nato e il suo militarismo, braccio
armato del 'nuovo governo mondiale' e delle sue istituzioni economiche, sono
la più grossa minaccia per la vita sul pianeta e tutti i suoi equilibri
naturali. Ambiente e pace sono temi inscindibili, non per motivi ideologici,
ma per le condizioni concrete della nostra vita oggi, in epoca di
restaurazione e neo-militarismo. Non possiamo veramente ricominciare a
costruire se non smettiamo di distruggere, o almeno se non facciamo prendere
coscienza all'opinione pubblica che i responsabili della guerra hanno
commesso un atto tragicamente colpevole con la guerra alla Serbia e bisogna
ripararlo, invece di perseverare diabolicamente nella logica della morte e
della distruzione con le nuove decisioni in campo militare. La presenza
della guerra accanto a noi, come figura mentale oltreche' catena infinita di
violenze fisiche e materiali non puo' essere rimossa, deve essere sempre
presente nelle nostre analisi e proposte. Per questo pensiamo che gli
ecopacifisti debbano impegnarsi anche in una battaglia culturale, difendendo
un altro modo di ragionare e contestando la logica della distruzione fondata
sulla categoria del nemico, per cominciare a disarticolare sistematicamente
il militarismo delle coscienze".

^^^^^ renzo.venturoli@verdibologna.org ... ascoltando gli Stormy Six ...

      http://www.verdibologna.org
il sito dei verdi di Bologna
      http://it.groups.yahoo.com/group/R-Am-Bo
forum della Rete Ambiente Bologna (rambo)
      http://it.groups.yahoo.com/group/verdibo
forum dei verdi di Bologna e provincia
      http://it.groups.yahoo.com/group/baseverde
forum nazionale della baseverde

Prima vennero per gli ebrei
e io non dissi nulla perchè non ero ebreo
Poi vennero per i comunisti
e io non dissi nulla perchè non ero comunista
Poi vennero per i sindacalisti
e io non dissi nulla perchè non ero sindacalista
Poi vennero a prendere me.
Ma non era rimasto nessuno che potesse dire qualcosa.

Martin Niemhoeller
Pastore della Chiesa Confessante tedesca (pres. internazionale del MIR)