> "LA DEMOCRAZIA SOTTO TIRO"
>
> E' di una gravità senza precedenti quanto ordito dalla Procura di Genova
> per tramite il P.M. Pellegrino: comprare uno spazio a pagamento sul
> giornale
> di Genova " Secolo X!X" - che si è prestato al mendicio - per pubblicare
le
> foto di " 2 ricercati" ritenuti estremamente decisivi per l'indagine sul
> Luglio 2001.
> Grave perchè, così facendo si rende vana qualsiasi ultima credibilità
> nella Giustizia, che di arbitrio in arbitrio è diventata un esercizio
> personale
> ai fini di una parte esclusiva e che abolisce il principio formale del
> rispetto della legge, innanzitutto da parte di chi la esercità, per
> diventare l'abuso del " fine che giustifica i mezzi".
> Grave perchè, la tanto richiamata libertà di stampa naufraga a Genova,
> dove un giornale prestigioso abdica alla funzione primaria del rispetto
e
> della
> tutela delle libetà fondamentali, per rendersi complice di un atto vile
> che inaugura la sudditanza alla legge del più forte e ai sui riti da far
> west.
> Per altro, il mirato scoop - lo sbandierato quanto illegale metodo di "
> caccia al mostro" inaugurato dalla Procura di Genova si è rivelato un
> ignobile floop.
> Le 2 persone, mostrate nella foto in atteggiamento tranquillo e pacifico,
> sono 2 noti militanti della Confederazione Cobas, Giacomo Mondovì
> dell'Esecutivo nazionale e Simona Cerrone dell'Esecutivo romano, che
> ovviamente erano a Genova il 20 Luglio, come tutti e tutte noi, per lo
> sciopero nazionale indetto dai Cobas e dal Sindacalismo di base, in piazza
> Da Novi ( la "piazza del lavoro e dei diritti", una delle piazze
> tematiche autorizzate) in attesa - insieme alla
confederation paisienne
> di Bovè,
> alle madres de plaza de Majo, alla Cut brasiliana - dell'arrivo di
> migliaia di lavoratori, contadini e no global provenienti da tutta
Italia
> con i
> treni speciali.
> Giacomo e Simona, erano in quella piazza a "casa loro", anche se di li a
> poco nella tarda mattinata e in lato di quella piazza sono cominciati gli
> scontri tra forze dell'ordine e black blok, tanto da costringere i Cobas a
> lasciare quell'iniziale concentramento per riposizionarlo a piazzale
> Kennedy.
> Qualsiasi tentativo di riscrivere la storia di quelle giornate, additando
> i Cobas e le altre realtà di movimento in qualità di "devastatori" è
> ridicolo, fuorviante e destinato a non reggere in alcun caso di fronte
alla
> valanga
> di testimonianze, di cronache, di filmati.
> Giacomo e Simona sono 2 figure pubbliche della Confederazione Cobas:
> "meraviglia " che dopo un anno e mezzo di indagini svolte a tappeto in
> tutta Italia la Procura di Genova non sia arrivata alla loro
> identificazione -
> già altri 2 militanti dei Cobas sono stati ascoltati come "persone
informate
> dei fatti"- e Giacomo e Simona appena han saputo di essere diventati i
> mostri
> di turno, si sono immediatamente messi a disposizione della magistratura,
> che
> mentre scriviamo li sta intwerrogando a Genova.
> La cosa più strana è la dosata regia della Procura di Genova sull'intera
> indagine. Ad ogni occasione in cui finiscono plaetalmente sotto accusa i
> vertici delle forze dell'ordine - in cui viene fuori il piano preordinato
> contro il movimento no global, che lascia aperto il capitolo sui
politici
> ed il Governo - c' è sempre un rilancio repressivo e/o un atto eclatante
> contro il movimento (come gli arresti dei giorni precedenti, delle
> compagne e dei
> compagni tutt'ora in carcere) teso a distrarre l'opinione pubblica sulla
> gravità dell'operazione complessiva delle forze dell'ordine e su tutti i
> tentativi di occultamento e depistaggio delle responsabilità.
> Questi "misteri" e lungaggini voluti, avrebbero immediatamente a cessare
> se la Procura dopo un anno e mezzo avesse deciso di chiudere l'intera
> inchiesta definendo le responsabilità delle forze dell'ordine nei rinvii
a
> giudizio.
> Soprattutto sulle note vicende sociali, politiche e giudiziarie di genova
> 2001 ritorna di impellente attualità la necessità della Commissione di
> Iinchiesta Parlamentare.
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> Roma 9 Gennaio 2003
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Confederazione Cobas