Abbiamo
pensato di raccogliere in questa pagina i messaggi che, in vario modo, vogliono
ricordare la compagna Meri Rampazzo, a partire dal primo, firmato dai compagni
di Soccorso Popolare del Veneto. Pubblicheremo tutti quelli che giungeranno alle
nostre caselle di posta elettronica
info@arcipelago.org e
arcipelagonews@tiscali.it.
Vogliamo anche ricordare che Meri aveva costruito un sito tutto suo, in cui è
possibile rintracciare gran parte della sua storia non solo politica, ma anche e
soprattutto umana:
http://members.xoom.virgilio.it/merira.
Oggi pomeriggio alle 16, al cimitero maggiore di Padova daremo l'addio con
rito civile a Meri, alla grande compagna Meri Rampazzo, che ci ha lasciato
ancor giovane, dopo due anni di sofferenze causategli dal male che l'ha
stroncata una leucemia. Fino agli ultimi giorni Meri ha continuato ad
esprimersi a scrivere, a lottare attiva nei siti e nelle liste e coi
compagni.
Meri, Meri, Meri compagna grandissima, conseguente coerente- Meri del
movimento, lei che il suo diploma del Dams lo ha esercitato sulla strada
dove per anni ha costruito le sue maschere bellissime in cuoio, ha scritto e
recitato i suoi spettacoli. Meri partigiana, partigiana sempre della parte
degli oppressi, degli sfruttati, dei bambini, degli animali. Infaticabile in
questi anni nel tessere e ritessere la tela delle iniziative contro la
prepotenza, il razzismo, il fascismo, l'imperialismo, la guerra. Meri
coerente, purissima, in cui non si coglieva distinzione tra vita privata e
pubblica, avanguardia di un mondo e di un'umanità davvero nuova. Meri figlia
di partigiani di giustizia e libertà, partigiana anch'essa intransigente
di
libertà, eguaglianza, solidarietà. Carissimma Meri oggi ci stringeremo
addolorati attorno a te. Meri del Vento era uno dei tuoi ultimi nomi, ci
stringeremo attorno al tuo vento. La nostra speranza vacilla. Gli ideali che
tu non hai tanto proclamato quanto vissuto, la vita nuova e l'umanità nuova
che tu hai incarnato sono sovrastati dai venti orridi del razzismo,
dell'egoismo e della guerra. Fino all'ultimo tu sei stata nitida, coerente,
senza mai un cedimento. Il tuo percorso netto, nitido è una forza per noi,
una luce. Ma la tua perdita è dura, il dolore forte e la speranza vacilla.
APPRENDIAMO IN QUESTO MODO LA "PERDITA" DELLA CARA MERI.
IL VUOTO CHE LASCIA E' INCOLMABILE
COORDINAMENTO PROVINCIA DI ANCONA
SINCOBAS
RUGGIERI SERGIO
Abbiamo appena appreso dell'inaspettata scomparsa della compagna Meri.
Cari compagni di "Arcipelago",
INDIMENTICABILE MERI
Anch'io piango la scomparsa di Meri: avevo imparato a conoscerla prima attraverso le parole di Renata e Curzio, poi attraverso i suoi scritti, i suoi disegni, le sue mille fantasiose idee di giochi e di colori che parlavano di un grande amore per la vita e per la natura; e la sua tenace, indomita lotta per una società ed un mondo più giusti, fraterni, vivibili.
Un abbraccio a tutti coloro che hanno saputo accompagnarla e ascoltarla.
Nicoletta Dosio, anche a nome dei compagni del Circolo PRC di Bussoleno (Torino) e del comitato “Per Stefan”
Non conoscevo Meri di persona, ma vorrei ricordarla lo stesso. La conoscevo virtualmente perché ogni tanto scriveva sulle liste aa-info e aa-forum. Più di una volta mi è capitato di pensare che c'era qualcosa di commovente in quello che scriveva e nella attenzione e grande premura con cui collaborava al sito e manteneva il forum per arcipelago. Anche per questo m'avrebbe fatto piacere conoscerla di persona. Quando ho appreso la notizia della sua morte ho capito: Meri voleva lasciare una traccia, un ricordo di sé ... penso che ci sia riuscita.
Ci mancherai. Avevi uno spirito fiero,
combattente, un esempio di militanza per tutti noi.
I compagni di POL
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Nelle lettere per Meri non ne ho trovata nessuna
di qualcuno che la conoscesse da tempo e che con lei avesse
condiviso una parte di cammino. Meri è anche questo.
In 20 anni abbiamo condiviso l'esperienza del
Femmere Teatro
e un legame che sento ancora in me
profondamente.
Sebbene nel 1998 Meri abbia deciso di
interrompere il rapporto che aveva con me, l'affetto e le
passioni vissute insieme non potevano dissolversi...così ci siamo
risentite e riviste nell'ultimo anno, negli ultimi giorni.
I giorni del pianto e del perdono.
I giorni della rabbia e della disperazione.
I giorni della speranza.
Le ultime ore con i compagni e l'amatissimo
figlio Karim.
Meri mi ha fatto un dono immenso: ha reso
possibile la realizzazione di un sogno da cui mi credevo esclusa.
Oggi serbo un prezioso dono della
Memoria.....
....ma cosa me ne faccio se resta chiusa in me?
Ginetta Fino
mainieri012@virgilio.it
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Cara Meri, non ti ho conosciuta, ma so chi eri, chi sei stata, cosa sei stata...
Una gran compagna. Oggi pochi meritano quest'aggettivo, quasi nessuno. Anche i più convinti nel difendere i diritti di tutti, cadono sulle piccole cose, sul proprio orticello. La tua malattia non ti ha impedito di combattere fino all'ultimo. Io mi ritengo una "pischella" politicamente parlando, ma sono le persone come te che mi danno la forza di andare avanti, perché c'è ancora qualcosa, qualcuno in cui credere. Mi hanno raccontato chi era Meri e mi dispiace non averla potuta conoscere, ma voglio dire a chi avrà modo di leggere questa mail, che le persone come Meri non si dimenticano anche se non si conoscono, perché sono le loro idee che rimangono con noi...perché sono le nostre idee. E allora...solidarietà, sempre!, con il popolo palestinese e con tutti quelli che non hanno le forze per difendere i propri diritti, la propria dignità. Hasta siempre!
Serenetta Monti.
Cara Meri,
Cara Meri, cara compagna,
non ti ho mai conosciuto di persona, abbiamo dialogato solamente
nella
"realtà" di internet, con i forum di POL, tentando di costruire
Rossaprimavera e poi per brevissimo tempo i forum di arcipelago.
Apprendo solo ora, dopo mesi di assenza dalla rete, della tua
partenza...
E' una sensazione strana, un vuoto dentro, dunque anche internet può
far
nascere sensazioni, può far crescere passioni...
Ricordo delle discussioni fatte a proposito di questo e del mio
scetticismo,
non lo ritenevo possibile...
Mi sbagliavo.
E' con dolore che ti saluto, ma anche con la grande voglia e
speranza di
continuare la lotta per cambiare questo mondo, sei stata un esempio,
di
correttezza, libertà di pensiero e di forza.
Addio cara Meri, cara lottatrice, cara compagna, trasparente,
sincera e
forte fino alla fine.
Um abraço revolucionario!
Davide
Huey Newton
16 Agosto 2002 - ¥
Ora che Meri non vive più, una domanda più di altre rischia di rimanere senza risposta: "Abbiamo dissipato Meri? Abbiamo dissipato la sua intelligenza, la sua poesia, la sua passione, il suo amore?".
L'abbiamo sicuramente amata. L'abbiamo irreparabilmente perduta.
Tra altre cose, ho condiviso con Meri l'amore per un libretto scritto da Roman Jakobson e pubblicato nel 1930, dopo la morte del grande poeta Majakovskij, dal titolo: "Una generazione che ha dissipato i suoi poeti - Il problema Majakovskij". Ve ne leggo le ultime righe.
[…] Noi ci siamo gettati con troppa foga e avidità verso il futuro perché ci potesse restare un passato. Si è spezzato il legame dei tempi. Abbiamo vissuto troppo del futuro, pensato troppo ad esso, in esso troppo creduto, e per noi non c'è un'attualità autosufficiente: abbiamo perso il senso del presente. Noi siamo i testimoni e i compartecipi di grandi cataclismi sociali, scientifici e d'altri ancora. La vita quotidiana è rimasta indietro. Secondo una splendida iperbole del primo Majakovskij, "l'altra gamba corre ancora nella via accanto". Ed ecco che "i tentativi di organizzare la vita personale assomigliano agli esperimenti per scaldare un gelato".
[…] Neppure il futuro ci appartiene. Tra qualche decennio ci affibbieranno duramente il titolo di "uomini dello scorso millennio". Avevamo soltanto canzoni affascinanti che ci parlavano del futuro, e d'un tratto queste canzoni da dinamica del presente si sono trasformate in fatto storico-letterario. Quando i cantori sono uccisi, e le canzoni trascinate al museo e attaccate con uno spillo al passato, ancora più deserta, derelitta e desolata diventa questa generazione, nullatenente nel più autentico senso della parola.
L'8 novembre 1999, nel bellissimo documento che proponeva l'EventoPoesia, Meri scriveva tra l'altro: "Le cause di questa dissipazione di energie, contenuti e forze di opposizione al pensiero unico e dominante sono certamente da individuare nella massiccia repressione fisica, intellettuale e morale lanciata negli anni '80; nella logica del mercato dell'arte che contamina e condiziona libertà, espressione e obiettivi degli artisti; nella miopia e nella negligenza con cui tanti ex (e neo) comunisti hanno guardato (e guardano) alle produzioni di scrittori e artisti […]. La storia ci ha consegnato un suicida eccellente tra i poeti della rivoluzione (Majakovskij), e, tra i contemporanei italiani, si pensi per esempio al volo di Amelia Rosselli, alle pasticche di Mia Martini, al broncio di Alda Merini, alla disillusione di Andrea Zanzotto. Dissipare i poeti di una generazione (per riprendere un titolo di Jakobson a proposito dei poeti russi) significa dissipare idee, proposte, intuizioni, predizioni, valori, civiltà. […] Anche se ogni giorno contribuisce al mio avvelenamento, aspettando che si chiuda la finestra da cui osservo questa tortura di mondo idiota e incivile, non sono un'aspirante suicida. Voglio usare il tempo che mi rimane per seminare "chiara erba verba" tra le bugie e le abiure dei loschi.”
Abbiamo dissipato Meri? Abbiamo dissipato la sua intelligenza, la sua poesia, la sua passione, il suo amore?. L'abbiamo sicuramente amata. L'abbiamo irrimediabilmente perduta.