SCANSANO E I LUCANI HANNO VINTO: LA LOTTA PAGA!

 

La tenace e totale mobilitazione popolare ha fatto tornare indietro il governo, che ha modificato il decreto nella parte relativa alla individuazione di Scansano come deposito unico nazionale delle 80.000 tonnellate di scorie nucleari. Rimane in piedi il decreto sull’ individuazione dei territori dove smaltire le scorie, e questo non esclude che successivamente, calmate le acque, Scansano possa tornare in ballo.

Il Governo pensa di fare il furbo – prendendo tempo, 18 mesi, e facendo intanto quello che doveva già fare, ovvero garantire la sicurezza degli attuali 150 depositi nucleari – ma sembra aver capito che nulla può di fronte all’ ostilità delle popolazioni, e soprattutto del rifiuto di quelle del Sud di essere condannate al sottosviluppo in quanto obbligate a mettere a disposizione il territorio per esclusive servitù militari, energetiche, inquinanti.

Il sacrificio e la mobilitazione dei Lucani in questi memorabili 15 giorni debbono rappresentare una svolta riguardo la sovranità popolare, di fronte all’ imperio di decisioni arbitrarie, centraliste e militari.

Questa battaglia, insieme a quella contro il Ponte sullo Stretto, all’ Alta Velocità, a nuove Autostrade – Trafori – Centrali Elettriche, rappresentano la testimonianza e la volontà del Paese reale di contrastare il disegno mercantile del Governo sulle “Grandi Opere “, opere criminali di devastazione ambientale, di danni alla salute, di perpetuazione di sistemi clientelari e mafiosi.

Il Sud vuole cambiare pagina, non ingannano più le promesse di posti di lavoro e di nuovi insediamenti produttivi: quelli già esistenti hanno distrutto il territorio e favorito altra disoccupazione ed emigrazione.

Necessita una leva popolare che sappia far rispettare la vocazione agro – alimentare - turistico – culturale – ambientale di questa parte del Paese, e di centri di ricerca e didattici per la diffusione di tecnologie dolci applicate a queste principali vocazioni, di programmi per il risanamento idro – geologico, per le energie rinnovabili, per il godimento della risorsa acqua.

Mentre la Lucania, la Puglia, la Calabria e quanti hanno sostenuto questa battaglia sono in festa, cerchiamo di non disperdere il patrimonio da tutti acquisito, in quanto altre impegnative imprese ci attendono per contrastare l’ intero disegno liberista, che fa della precarietà dell’ esistenza lo strumento centrale del suo operare contro di noi: dal lavoro saltuario e malpagato all’ azzeramento delle pensioni, dalla privatizzazione dei beni collettivi ( acqua, energia, sanità, scuola, casa ) agli OGM e altre schifezze nell’ alimentazione, dal monopolio dell’ informazione all’ autoritarismo diffuso.

Il movimento No Global indica una strada alternativa che miliardi di esseri umani si avviano a praticare, questo è possibile anche in Italia: le nuove generazioni in contrasto alla precarietà intanto reclamano Reddito per Tutte/i.

 

Confederazione Cobas

 

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