Per il ritiro delle truppe dall’Afghanistan e da tutti i fronti di guerra
Costruiamo insieme una grande manifestazione nazionale
(2 marzo 2007)
Per il 17 marzo è stata lanciata a Nairobi dal
Forum Sociale Mondiale la giornata mondiale contro la guerra,
nell’anniversario dell’invasione USA dell’Iraq. In tutto il mondo,
milioni di persone chiederanno la fine delle guerre, a partire da Iraq e
Afghanistan, la chiusura delle basi, il disarmo atomico. In quei giorni,
il Parlamento italiano voterà sul rifinanziamento delle missioni,
Afghanistan in primis. Per questo facciamo appello a tutte/i coloro che
condividono il sogno della pace e della giustizia, affinché si
costruisca anche in Italia la giornata mondiale contro la guerra.
Il movimento contro la nuova base USA di Vicenza ha
segnato con la straordinaria manifestazione del 17 febbraio una svolta
contro le politiche belliche del governo, per una nuova stagione di
lotte che rompa la complicità dell’Italia con la guerra permanente.
L’imposizione della base USA è una scelta contraria alla volontà
popolare e alla difesa dell’ambiente, ma anche una strategia di
complicità alla guerra, in sintonia con USA e NATO, con il sostegno alla
produzione bellica e l’aumento spropositato delle spese militari fino
alla sciagurata decisione di acquistare dagli USA per 13 miliardi i
bombardieri Joint Strike Fighter: una politica che si definisce
multilaterale ma che rimane di guerra, mossa dal desiderio di fare
dell’Italia una piccola-grande potenza, agevolando l’espansione nel
mondo dei propri gruppi economico-militari e finanziari.
E sulla guerra il governo Prodi è crollato al Senato, travolto dalle sue
contraddizioni, a sinistra e a destra. Il Prodi-bis, che è stato rimesso
in piedi con ulteriori contributi da destra, sfida apertamente tutti i
movimenti in campo, da quello NO-Tav, imponendo l’ Alta velocità, a
quelli ambientalisti con i rigassificatori, al movimento no-Vat e
pro-Pacs abbandonando i già moderatissimi DICO; ma soprattutto collide
con il movimento no-war, affermando piena fedeltà a Usa e Nato, e
confermando le missioni belliche e la costruzione della base a Vicenza
Viene meno l’illusione del “governo amico” e nasce per chi ama la pace
la responsabilità di costruire una nuova opposizione sociale alle
politiche di guerra, dando continuità al movimento dopo il 17 febbraio e
contestando la politica estera del Prodi-bis. E il primo obiettivo che
abbiamo davanti, oltre a vincere la lotta contro il Dal Molin,
è quello del ritiro delle truppe dall’Afghanistan,
massima forma di complicità con una guerra sotto il comando della NATO.
La lotta contro la base USA di Vicenza è diventata la lotta di tutti/e:
così crediamo debba essere per la lotta contro l’intera politica di
guerra, a partire da chi sul territorio contesta la militarizzazione
crescente.
Vogliamo costruire insieme una grande manifestazione nazionale a
Roma come seconda tappa del percorso iniziato dalla popolazione
vicentina, congiungendo il NO ALLE BASI e il NO ALLE MISSIONI MILITARI,
e le lotte sui territori all’opposizione nazionale e internazionale alla
guerra, accompagnandola con la forte richiesta ai parlamentari di votare
contro il decreto e il rifinanziamento della missione in Afghanistan.
PER IL 17 MARZO A ROMA. PER IL RITIRO IMMEDIATO
DELLE TRUPPE DALL'AFGHANISTAN E DAGLI ALTRI FRONTI DI GUERRA. PER LA
CHIUSURA DELLE BASI MILITARI USA-NATO, PER VINCERE LA LOTTA CONTRO LA
BASE DAL MOLIN. NO ALLE SPESE MILITARI. SOSTEGNO ALLA RESISTENZA DELLE
POPOLAZIONI IN LOTTA, DA VICENZA AI PAESI INVASI E OCCUPATI.
Comitato 17 marzo