Pubblichiamo di seguito l'appello per le nuove iniziative del movimento contro la guerra e gli interventi di situazioni di movimento di Pisa, Napoli e Firenze sullo stesso argomento.
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sala
dei Salesiani, v. Marsala sabato 10 SETTEMBRE ore 9,30
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LA GUERRA PROSEGUE, NON CESSEREMO DI LOTTARE CONTRO LA GUERRA |
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I tragici attentati di Londra
hanno ridato fiato ai cultori della guerra preventiva/globale e a quanti
sostengono che la guerra, lungi dal fermarsi, deve estendersi ed approfondirsi
per estirpare il "terrorismo".
In realtà ciò che opera non è una presunta "spirale guerra-terrorismo" ma una
terrificante guerra che sta dilagando dappertutto nel mondo. Il sistema guerra
sta mietendo ovunque sempre più vittime civili : il vastissimo movimento per la
pace a carattere mondiale, prova identico orrore e ripulsa per i morti di Londra
come per quelli di Falluja, nè considera un morto "occidentale" più importante
di un morto iracheno o palestinese o afgano. E' prevedibile che gli Usa e il
coro di guerrafondai vorranno trarre ancora
più vantaggi in vista del prossimo 11 settembre, quando gli attentati delle Twin
Towers verranno usati non solo per giustificare bensì per estendere la guerra
permanente contro la "ferocia del terrorismo". In tale quadro, per la prima
volta l'11 settembre è purtroppo anche la data di convocazione della marcia
Perugia-Assisi, indetta dalla "Tavola della pace", marcia che in altre occasioni
aveva visto realizzarsi una vasta mobilitazione unitaria contro la guerra. La
pessima scelta di far coincidere la manifestazione proprio con tale
data-simbolo, la centralità data dai promotori, nelle parole d'ordine e nel
materiale di propaganda, alla "lotta al terrorismo"- che diviene l'obiettivo
principale mentre sparisce la richiesta di ritiro immediato delle truppe
dall'Iraq - e l'enfasi ossessiva su un inverosimile "riprendiamoci l'ONU" - che
vorrebbe far credere che l'ONU sia stato in passato "nostro" e che possa
diventare uno strumento democratico di governo del mondo - realizzano una
indicazione ambigua e sbagliata che rende impossibile la partecipazione di
quanti ripudiano la guerra " senza se, senza ma". Mentre consente al gruppo
dirigente del centrosinistra, ai Fassino,D'Alema,Rutelli,Marini,Prodi,.di
legittimare la politica che passa per il graduale ritiro delle truppe per
permettere il passaggio sotto le bandiere Onu dell'occupazione irakena; una Onu
recuperata e disponibile per " nuove missioni umanitarie".
Di questo scivolamento neogovernativo, dell'irriformabilità dell'Onu, della
necessità di rafforzare e articolare una campagna permanente contro il "sistema
Guerra",di rifiuto del "pacchetto di leggi emergenziali e liberticide"( più
fermo di polizia, più arresti e CPT), ne parleremo nell'Assemblea Nazionale, che
proponiamo per il 10 settembre a Roma al vasto arco di forze componenti il
movimento nowar.
Dopo Londra, la maggioranza del popolo italiano è ancora più convinto
dell'uscita dai teatri di guerra e del ritiro delle truppe dall'Irak , come del
resto della necessità di realizzare concreti ponti di pace ponendo fine al
riarmo e alle basi militari, dove si scoprono una quantità enorme di armi
atomiche installate e pronte a colpire , a distruggere, a cancellare noi ed
altri popoli.
L'11 settembre 2005 deve poter simboleggiare un autentico messaggio di pace,
l'indicazione senza ambiguità di una forte repulsa della guerra attraverso la
mobilitazione per il disarmo nucleare e convenzionale, per lo smantellamento
delle basi, per la chiusura e riconversione delle fabbriche d'armi.: facciamo in
modo che a Camp Darby, come a Taranto, La Maddalena; Quirra, Sigonella,
Pisignano, Aviano, Gaeta, Napoli,.. Il popolo della pace torni a manifestare con
passione e determinazione.
Confederazione Cobas, Comitato Nazionale per il ritiro dei militari italiani dall'Irak, Rete dei Comunisti, Action, Red Link, Contropiano....
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VIA LA
BASE U.S.A. DI CAMP DARBY |
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11 SETTEMBRE 2005 ORE
10.30 |
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Le indiscrezioni in base alle quali “Il Tirreno” ha sollevato il caso del raddoppio di Camp Darby verso l’interporto di Guasticce sono da tempo, nelle parole dei vertici militari statunitensi, elementi del programma di “proiezione di potenza” USA verso le nuove zone di conquista mediorientali ed auroasiatiche.
Lo stupore con il quale alcuni amministratori locali recepiscono queste informazioni desta quantomeno un certo sospetto: possibile che di questo costante movimento militare le varie realtà che amministrano i nostri territori siano allo scuro? E se così fosse, a chi dobbiamo rivolgerci per sapere che succede nei nostri mari, nei nostri cieli, lungo le nostre strade e ferrovie?
Gli esponenti del movimento pacifista toscano si aspettavano quest’ipotesi di ampliamento non per un pregiudizio ideologico caparbiamente antiamericano, ma perché hanno udito con le proprie orecchie, dalla viva voce dei comandanti militari di Camp Darby l’intento di sviluppare questa che è e rimane la più importante base logistica dell’esercito americano fuori dai confini USA
In questi anni ci siamo prodigati in un lavoro di informazione per mezzo stampa, radio e TV locali, con mostre, volantini, materiale informativo di ogni genere e tipo per comunicare questi progetti.
Se le nostre informazioni non sono sufficienti consigliamo a sindaci e amministratori regionali di attingere alla fonte primaria: i militari statunitensi, le dichiarazioni del Pentagono, la terribile e concreta quotidianità della cosiddetta “guerra infinita” in Iraq ed in Afghanistan. Oggi queste guerre sono possibili, a detta dei colonnelli a stelle e strisce, proprio per il supporto logistico della base di Camp Darby e delle altre sparse nel nostro paese.
Le dichiarazioni di disponibilità del Sindaco di Livorno all’ampliamento “civile” della base USA non aiutano certo la battaglia contro questa presenza militare straniera.L’inconsistenza fattuale, le ambiguità sulle alternative “peace keeping” nelle dichiarazioni del Sindaco del Comune di Pisa e del Presidente della Regione Toscana sulla vicenda rischiano invece di paralizzare una coerente battaglia per l’allontanamento di questa base di morte dai nostri territori. Gli strumenti istituzionali, legali ed amministrativi ci sono.
Dobbiamo costruire intorno ad essi la volontà politica di utilizzarli, attraverso una presa di coscienza collettiva della pericolosità di questa base per il territorio ed i suoi abitanti, ma soprattutto non dimenticare mai i cittadini dei paesi che ogni giorno subiscono le conseguenze delle armi di distruzione di massa che partono da Camp Darby. NON DOBBIAMO ESSERE COMPLICI DEL MASSACRO!
DOMENICA 11 SETTEMBRE DALLE ORE 10.30
SAREMO DI FRONTE A CAMP DARBY
CHIAMIAMO TUTTO IL MOVIMENTO PACIFISTA TOSCANO
A PARTECIPARE ATTIVAMENTE A QUESTO PRESIDIO
In tutta Italia i vari Comitati saranno di fronte alle basi USA NATO per ricordare la catastrofe dell’attentato contro le Twin Towers, le vittime del golpe USA contro il legittimo presidente cileno Salvador Allende l’11 settembre 1973, tutte le vittime causate dalle guerre di dominio colonialista, all’origine della violenza e della barbarie di oggi.
VIA LE BASI DELLA GUERRA DAI NOSTRI TERRITORI
VIA LE TRUPPE DALL’IRAQ - LE GUERRE SONO VOSTRE, I MORTI SONO NOSTRI
Su questo appello si raccolgono adesioni per realizzare una manifestazione la piu’ ampia e partecipata possibile.
Prime adesioni:
Comitato Unitario per lo smantellamento e la riconversione a scopi
esclusivamente civili della base di Camp Darby, Federazione PRC Livorno,
Segreteria Provinciale Verdi Pisa, Segreteria regionale PdCI, CPA Firenze,
Comitato lucchese di solidarietà con l’Intifada, Associazione “Ghassan Kanafani”
Lucca, Comitato Cuba Resiste Lucca, Comitato Sostegno Resistenza Palestinese
Viareggio, Progetto Comunista Coll. Versilia
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Appello per la mobilitazione del 10 -11 settembre per il ritiro
immediato delle truppe d’occupazione occidentali in Iraq e ovunque
senza se e senza ONU |
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Le realtà di movimento che hanno dato vita alla manifestazione del 19 marzo 2005 a Roma e poi alla mobilitazione per contestare la parata militare del 2 giugno hanno lanciato l’appello riportato più sotto che chiama iniziative di opposizione alla guerra e al militarismo per i giorni 10 e 11 settembre.
Gli ulteriori attentati di Sharm el Sheik, l’esecuzione a freddo del giovane brasiliano a Londra e le crescenti misure repressive e liberticide attuate da tutti i governi europei, confermano l’urgenza di rafforzare la protesta contro il prosieguo delle occupazioni militari in Iraq ed in Afghanistan in nome dell’“esportazione della democrazia”.
Oramai la guerra che noi occidentali abbiamo portato in vari paesi non riguarda solo popolazioni lontane ma inevitabilmente ritorna con i suoi effetti devastanti anche nel cuore delle metropoli, mentre le classi dirigenti utilizzano tali reazioni per procedere ad una militarizzazione crescente dei territori occidentali, ad una restrizione dell’agibilità politica che ha lo scopo di criminalizzare ogni opposizione alla politica imperialista portata avanti dai governi occidentali.
Ed è sempre in nome della esportazione della democrazia occidentale della difesa dei diritti dei popoli che si procede ad un ulteriore riarmo, che si attrezzano pezzi di territorio per utilizzarli come basi di partenza ed di comando di quelle missioni che beffardamente e provocatoriamente si continuano a definire “umanitarie”.
Su queste basi ed in continuità con l’impegno che ha caratterizzato le varie realtà napoletane contro la guerra infinita, si è deciso di far proprio l’appello sotto riportato e di dare un contributo significativo alle iniziative previste dall’appello stesso.
In particolare, in un primo incontro tenutosi presso la sede dei Cobas napoletani lo scorso 20 luglio, si è deciso di organizzare una forte partecipazione all’assemblea del 10 settembre a Roma che intende denunciare il tentativo di proseguire e giustificare la politica di occupazione dietro le ipocrite insegne dell’ONU, tentando di spacciarlo come un organismo al di sopra delle parti e non quale esso è sempre stato: uno strumento in mano alle grandi potenze per trovare un equilibrio ai loro appetiti imperialistici e di legittimazione internazionale di quella stessa politica.
Per il giorno 11 settembre si è deciso di tenere una manifestazione interregionale a Napoli in contemporanea ad altre che si terranno in altre parti d’Italia per dare visibilità e voce all’opposizione senza se e senza ma alla guerra infinita.
La mobilitazione avrà al centro non solo il rifiuto delle occupazioni militari all’estero e la richiesta del ritiro immediato delle truppe, ma anche l’opposizione al clima liberticida e xenofobo che si cerca di veicolare dietro le insegne della lotta antiterrorismo.
La scelta di Napoli come una delle piazze suggerite dagli stessi promotori dell’appello è legata anche all’importanza che tale territorio va ulteriormente assumendo nell’ambito della strategia della guerra infinita dell’occidente.
In autunno sarà completato infatti il trasferimento del comando navale Usa precedentemente stabilito a Londra, che si andrà ad aggiungere al comando Nato di Bagnoli, all’aeroporto militare di Capodichino e ai vari altri insediamenti militari Nato ed italiani che stanno trasformando la Campania in una portaerei dei paesi occidentali per i progetti di aggressione verso i paesi del sud del mondo.
Per stabilire le modalità di questa manifestazione del giorno 11 settembre si è deciso di convocare il giorno 5 settembre alle ore 16,30 un’assemblea di movimento presso la Sala Santa Chiara a cui si invitano tutti i singoli e gli organismi che intendono continuare a manifestare la propria opposizione contro la guerra infinita per costruire insieme la giornata dell’11 settembre nella nostra città.
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A questo primo incontro erano presenti: rappresentanti del Comitato napoletano contro la guerra e del Comitato per la smilitarizzazione, Confederazione Cobas, Federazione regionale Rdb/Cub, Area Antagonista Campana, Laboratorio Insurgencia, Collettivo Internazionalista, Collettivo No Border, Red Link. |
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Proposta dal Cpa Fi sud per il 10 11 settembre |
Le tante realtà del Movimento
contro la Guerra che hanno dato vita alla manifestazione del 19 marzo 2005 ed
all'assemblea nazionale del 20 maggio, hanno sottoscritto l'appello, a seguire,
che lancia l'assemblea nazionale contro la guerra e le basi militari per il 10
settembre e la presenza per l'11 di settembre davanti alle basi militari
Usa/Nato nel nostro paese.
Come Centro Popolare Autogestito Firenze sud abbiamo seguito e partecipato a
questi appuntamenti e ci impegneremo quindi in sede regionale per riuscire a
portare una presenza importante dalla Toscana all'assemblea nazionale del 10 e
per essere presenti il giorno 11 settembre davanti la base di Camp Derby.
Non ci dilungheremo in questa sede ad analisi e cose simili visto che ci sembra
più che qualificante l'appello di carattere nazionale che andrebbe quindi
sottoscritto e rilanciato in sede regionale. Per far questo, ed assicurare così
un impegno toscano per queste mobilitazioni, crediamo necessario un passaggio di
tipo assembleare con un incontro pubblico ed aperto al movimento contro la
guerra che riesca , nonostante il ritardo, a raccogliere le tante esperienze
contro la guerra e le basi della nostra
regione.
Quindi riteniamo utile proporre da subito una data per i primi di settembre per
un'Assemblea regionale, possibilmente a Pisa, che lanci le iniziative
successive, ed in primis una presenza sotto la base di Camp Derby. Una proposta
che inizi a circolare il prima possibile sotto l'appello nazionale per far si
che i giorni 10 ed 11 di settembre siano giorni realmente significativi contro
la guerra e la militarizzazione del nostro territorio.
Centro Popolare Autogestito Firenze sud
Via Villamagna 27/a Firenze
RIPRENDIAMO LA MOBILITAZIONE
contro la GUERRA
Assemblea cittadina SALA S.
CHIARA
lunedì 5 SETTEMBRE ore 16,30
Assemblea Nazionale a ROMA,
sala dei Salesiani, v. Marsala
sabato 10 SETTEMBRE ore 9,30
Manifestazione interregionale a
Napoli
ORE 10 di DOMENICA
11 SETTEMBRE
Le realtà di movimento che
hanno dato vita alla manifestazione del 19 marzo a Roma hanno lanciato un
appello che chiama alla mobilitazione contro la guerra ed al militarismo l'11
Settembre a Napoli.
Queste mobilitazioni hanno
al centro:
- Il rifiuto delle
occupazioni militari.
- Il ritiro immediato di
tutte le truppe operanti all'estero “senza se e senza ma”.
- L'opposizione al clima
repressivo e xenofobo dietro le insegne della lotta al terrorismo.
Le forze che si fanno
promotrici di queste mobilitazioni denunciano il tentativo di proseguire e
giustificare la politica di guerra e d'occupazione dietro le insegne dell'O.N.U.,
dimenticando che questo è, nella realtà, uno strumento nelle mani delle grandi
potenze imperialiste.
Dietro le critiche
all'occupazione militare dell'Irak, ipocritamente, avanzano ipotesi di
interventi di eserciti europei che non si sa perché, dovrebbero occupare l'Irak
in modo “più umano” dell'esercito USA.
Su questi temi invitiamo
tutti quelli che si sono mobilitati sino ad oggi contro la guerra e
l'occupazione, a partecipare all'assemblea cittadina del 5 Settembre a Napoli,
dove costruiremo insieme la partecipazione all'assemblea nazionale del 10 a
Roma, e alla manifestazione a Napoli dell'11 Settembre.
SONO FORZE PROMOTRICI DI QUESTE MANIFESTAZIONI: CONFEDERAZIONE COBAS, FEDERAZIONE REGIONALE RDB/CUB, AREA ANTAGONISTA CAMPANA, LABORATORIO OCC. INSURGENCIA, COLLETTIVO INTERNAZIONALISTA, CIRCOLO LENIN P.R.C., COLLETTIVO NO BORDER, RED LINK, ESPONENTI DEL COMITATO NAPOLETANO CONTRO LA GUERRA E DEL COMITATO PER LA SMILITARIZZAZIONE DEL TERRITORIO.