COORDINAMENTO LAVORATORI COOPERATIVE SOCIALI
GENOVA
vico dell'Agnello, 2 -
m@il to: lavcoopsoc@yahoo.it
 
COMUNICATO:
 
AFFIGGE BANDIERINE DELLA PACE ADESIVE NEL LUOGO DI LAVORO:
"RICHIAMO DISCIPLINARE"!!!
 
 
Accade ad un lavoratore della Cooperativa Sociale Genova Insieme, associata alla Lega Coop, che ha in appalto dal Comune di Genova i servizi di pulizia della Piscina "Lago Figoi".
Il provvedimento scritto è giunto in quanto il lavoratore avrebbe "disobbedito" all' invito rivoltogli dalla dirigenza della sua coop di rimuovere quattro bandierine della pace adesive 5x6 cm. dalle porte degli spogliatoi del personale presso l' impianto.
 
E’ espressione spessso abusata che la realta’ supera la fantasia: la vicenda del richiamo disciplinare al compagno Carlo G., reo dell’affissione di bandierine della pace (!),  rientra sicuramente in questa casisitica.
 
Non vogliamo neanche perdere tempo a commentare questo gesto inqualificabile e idiota.
 
Che la vista della dicitura “presidente” o “dirigente” di fronte al proprio cognome avesse causato le vertigini ad alcuni vertici delle cooperative, era fatto purtroppo risaputo.
A  simili altezze pero’ non pensavamo sinceramente si potesse arrivare.
 
Ci auguriamo poi che tale dimostrazione di ottusa autorita’ non copra invece la volonta’ di regolare conti in sospeso con l’interessato, da tempo impegnato nella difesa dei (pochi) diritti dei  lavoratori delle cooperative sociali.
 
Ci sembra persino grottesco chiedere con forza che un simile ignobile provvedimento venga ritirato.
 
Ci sentiamo pero’ di pretendere da Legacoop la condanna aperta e netta di queste manifestazioni di rozza autorita’. Chiediamo anche un altrettanto deciso intervento    di sconfessione di simili dirigenze e delle loro maldestre pratiche di gestione del potere, che recano solo gravi danni ai lavoratori e al movimento cooperativo tutto.
 
Invitiamo inoltre tutti i lavoratori ad esprimere concreta solidarieta’ a Carlo e ad esercitare pressioni sulla Lega affinche’ intervenga immediatamente.
 
Nel caso invece che si perseveri in questo atteggiamento provocatorio il  Coordinamento si mobilitera’ per dare la massima visibilita’ alla vicenda e denunciare l’arroganza della dirigenza di Genova Insieme (che immaginiamo impegnatissima a mandare richiami disciplinari alle migliaia di genovesi che hanno osato esporre la bandiera arcobaleno!)
 
Facciamo appello a sottoscrivere anche singolarmente questo comunicato via e-mail ( lavcoopsoc@yahoo.it ). Provvederemo ad inoltrarlo alla Cooperativa Genova Insieme ed alla Segreteria genovese di Legacoop.
 
Genova, 26.03.03
 
COORDINAMENTO LAVORATORI COOPERATIVE SOCIALI
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 COMUNICATO STAMPA

La Federazione Genovese e il Gruppo Consiliare Comunale del Partito della Rifondazione Comunista esprimono solidarietà a Carlo Ghione, dipendente della “Cooperativa Genova Insieme” raggiunto, alcuni giorni fa, da un richiamo disciplinare per aver disobbedito all’ordine della dirigenza Coop di rimuovere quattro bandierine adesive con i colori della pace attaccate in precedenza alle porte degli spogliatoi del personale.

Un comunicato ufficiale della Legacoop invitava poche settimane fa le proprie associate a “sostenere tutte le iniziative che si propongono come obiettivo il mantenimento della pace”.

Stigmatizzando la grave decisione presa dai vertici della Cooperativa Genova Insieme, che giustificano l’iniziativa con possibili problemi derivanti da coloro che appaltano il lavoro, ( ma chi? il Comune di Genova dal cui ufficio del Sindaco sventolano i tanto “sovversivi” colori?!?), ci auguriamo che la stessa non nasconda invece un’intenzione vessatoria nei confronti di un lavoratore impegnato da anni nelle lotte sindacali per la difesa dei diritti dei colleghi e dei lavoratori tutti.

Appare ancora una volta evidente come, a una dichiarazione di guerra militare, ne  corrisponda immancabilmente una, di tipo economico e sociale, che attacca i diritti dei lavoratori e le libertà di tutte/i.

 Bruno Pastorino Segretario Provinciale Rifondazione Comunista

Roberto Delogu  Capogruppo in Consiglio Comunale

Simone Leoncini Responsabile Regionale Welfare e lotte sociali Prc

Dal Secolo xix di oggi Giovedì 27 Marzo 2003
www.ilsecoloxix.it
 
In una cooperativa
Richiamo disciplinare per i simboli della pace
 
Le bandiere della pace possono costare un richiamo disciplinare, anche se sono in formato ridotto.
Ne sa qualcosa un dipendente della cooperativa sociale “Genova insieme”, Carlo G., destinatario di un provvedimento scritto per aver incollato quattro adesivi iridati sulla porta degli spogliatoi del personale nella piscina del Lago Figoi.
I responsabili della cooperativa, che ha in appalto dal Comune i servizi di pulizia dell’impianto di Borzoli, hanno invitato
Carlo G. a rimuovere la bandierine (formato cinque centimetri per sei): di fronte al suo rifiuto, l’hanno sanzionato. «È davvero
avvilente — spiega il destinatario del richiamo — tanto più che parliamo di una cooperativa sociale.
È stata un’azione simbolica, per di più ben accetta da tutti coloro che lavorano in piscina». La decisione
di sanzionare Carlo G. ha innescato reazioni sia da parte del coordinamento lavoratori della cooperativa, sia della Federazione genovese e del gruppo consiliare di Rinfondazione comunista.
«Ci sembra perfino grottesco chiedere con forza che un simile provvedimento venga ritirato — sottolinea il coordinamento, che invita tutti i lavoratori a sostenere Carlo G. — e ci sentiamo di pretendere da Legacoop una condanna aperta e
netta». Rifondazione ricorda che un comunicato ufficiale della Legacoop invitava poche settimane fa' le proprie associate «a sostenere
tutte le iniziative che si propongono come obiettivo il mantenimento della pace».
Restando in tema, un vessillo multicolore è comparso nella notte al sesto piano del Monoblocco.
Lo hanno sistemato le mani anonime di qualche dipendente: il gesto è stato rivendicato utilizzando da due pseudonimi e ricordando
il «divieto dell’amministrazione» di posizionare bandiere nel complesso ospedaliero.
Ieri, infine, il vicepresidente della Regione Gianni Plinio ha chiesto ai vertici delle forze dell’ordine se si sia provveduto a denunciare
all’autorità giudiziaria i manifestanti che, nei giorni scorsi, avevano bloccato il traffico ferroviario alla stazione Principe e che
martedì, simulando azioni di guerriglia, hanno rallentato il traffico in via Venti settembre.
 
COORDINAMENTO LAVORATORI COOPERATIVE SOCIALI
GENOVA
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COMUNICATO:
 
La risposta della Cooperativa Genova Insieme alla valanga di critiche e di sdegno che (giustamente) li ha investiti ci lascia sinceramente sconcertati.
 
Trincerandosi dietro motivazioni causidiche, evita di rispondere al merito della questione. Non si discute infatti dei meriti acquisiti dalla cooperativa in campo sociale o imprenditoriale ne’ tantomeno dell’impegno dei dirigenti in questa o quella lotta politica o sociale.
 
Cio’ che si e’ duramente contestato e’ un atto preciso: aver sanzionato disciplinarmente un proprio dipendente per un innocuo gesto di militanza politica, mai come oggi necessario.
 
Su questo nulla si dice; anzi, si peggiora ancora il quadro accusando il compagno Carlo  di atteggiamenti provocatori, arrivando addirittura a metterne in discussione "lucidità e buona fede" chiamando a proprio sostegno un sindacato (la Cgil) che ci attendiamo prenderà anch' esso le distanze da simili insensatezze.
 
Invece di riconoscere il madornale errore compiuto, si contrattacca con accuse di prevenzione ideologica o di partigianeria che e’ del tutto evidente non c’entrano assolutamente nulla. A completamento di questo bel quadretto si insinua anche che il compagno Carlo abbia sorprendenti  capacita’ manipolative  tali da infinocchiare un quotidiano, un partito, numerosi sindacati di base e  decine di compagni in tutta Italia.
 
Crediamo che l’atto compiuto e la giustificazione addotta costituiscano una plateale e palese sconfessione di quei valori che si sbandierano nel comunicato di Genova Insieme; sono anche un offesa a tutta quella parte di cooperazione sociale che in questi giorni ha manifestato in modo chiaro e forte la propria opposizione a questa guerra e che ora si vede accomunata in un pesante giudizio di critica e di condanna, come si puo’ constatare dalla lettura di molti comunicati presenti in rete.
 
Il danno prodotto va quindi ben oltre il caso singolo.
 
Pertanto crediamo che vi sia un solo rimedio possibile : ritirare il provvedimento!
 
Come Coordinamento consideriamo questa una precondizione irrinunciabile prima di poter dare corso a qualunque richiesta di incontro.
 
Nel frattempo invitiamo tutti i lavoratori a continuare le pressioni su Genova Insieme fino al ritiro del provvedimento; 
restiamo inoltre in attesa di un gesto concreto della Legacoop,  fino ad ora silente.
 
Genova, 28 Marzo 2003
 
 Coordinamento Lavoratori Cooperative Sociali
Genova
 
NUOVI PROVVEDIMENTI DISCIPLINARI IN ARRIVO???
 
Ci auguriamo davvero di no, ma ci fa' immenso piacere che due dipendenti della Cooperativa Genova Insieme, entrambi in servizio presso la Piscina Lago Figoi, abbiano attestato la loro solidarietà al compagno colpito dal richiamo disciplinare per aver affisso le bandierine della PACE, chiedendo alla presidenza della Cooperativa di ritirarlo al piu' presto o, in caso negativo, di estenderlo anche a loro,
dichiarandosi "colpevoli" dello stesso reato!!!
 
COORDINAMENTO LAVORATORI COOPERATIVE SOCIALI
GENOVA


COORDINAMENTO LAVORATORI COOPERATIVE SOCIALI

GENOVA

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 COMUNICATO:

SI ALLUNGA INFINITA LA LISTA DELLE TESTIMONIANZE DI SDEGNO E CONDANNA DEL COMPORTAMENTO REPRESSIVO DELLA COOPERATIVA GENOVA INSIEME VERSO IL NOSTRO COMPAGNO CARLO, CHE CONTINUA A RICEVERE LA SOLIDARIETA' DI LAVORATRICI E LAVORATORI DI TUTTA ITALIA.
MENTRE LA SOLIDARIETA' CRESCE  ALMENO QUANTO "L'ASSORDANTE SILENZIO" DI LEGA COOP, LA DIRIGENZA DI " GENOVA INSIEME" NON SMETTE DI STUPIRCI CON COMUNICATI E PROPOSTE "INDECENTI"!

RIVOLGERSI ALLA "COMMITTENZA" PER FARNE CERTIFICARE LA "CORRETTEZZA CONTRATTUALE" NELL' AVER SANZIONATO UN PROPRIO DIPENDENTE CI APPARE TANTO INSOPPORTABILE QUANTO "CHIEDERE IL PERMESSO" PER ESPORRE UNA BANDIERA DI PACE!

NON ANDREMO OLTRE IN QUESTO "BALLETTO" DI COMUNICATI.
CI AUGURIAMO CHE IL BUON SENSO POSSA PREVALERE O CI VEDREMO COSTRETTI A RICHIAMARE  LAVORATORI E  MOVIMENTO A MOBILITAZIONI CHE DATA L' ENORME DRAMMATICITA' DEL MOMENTO VORREMMO SINCERAMENTE RISERVARE AD ALTRO!

SI METTA LA PAROLA FINE A QUESTA VICENDA CHE STA' UMILIANDO LA PARTE MIGLIORE DELLA COOPERAZIONE SOCIALE!

 SI RITIRI IL PROVVEDIMENTO!

SENZA SE E SENZA MA