I risultati
dell’assemblea romana del movimento per il PCL:
Iscritti: 58
Iscritti al 25.2 (per il calcolo dei delegati): 44
Delegati eleggibili
all’assemblea regionale:
15
Documento A: voti 29
Documento B: voti 0
Emendamenti
3-4-8-10-11-12-13-14-15-18-19 : voti a favore
28,
voti contrari 0,
astenuti 1
Approvati due
o.d.g
locali con
26
voti a favore.
Eletti delegati all’assemblea regionale i compagni (fra parentesi, le preferenze riportate): Monti (23) – Lepore (23) – Pinna (23) – Antonini (23) – Lauria (23) – Ciccone (22) – Campagnolo (18) – Lorenzoni (21) – Mancusi (22) – Stacca (19) – Pasta (21) – Braghetti (21) – Basile (22) – Albanesi (24) – Di Carlo (24)
Supplenti: Caratelli (4) – Brandi (1) – Gemmo (1) – Piracci (1)
Gli o.d.g. approvati
Oltre agli emendamenti nazionali al documento A, sono stati approvati due ordini del giorno e una proposta di candidatura alle prossime elezioni amministrative nella Provincia di Roma:
ORDINE DEL GIORNO 1
La sezione romana del Movimento per il PCL delibera la
realizzazione di un giornale locale, la cui prima uscita è prevista entro il
prossimo mese di settembre.
La realizzazione di uno strumento di comunicazione su carta è indispensabile
sia per contrastare la disinformazione dominante, anche in merito alle
specifiche vicende della Roma di Veltroni, sia per veicolare contenuti
alternativi e dare spazio ad espressioni sociali e culturali oscurate dai
media borghesi e riformisti.
Il giornale non dovrà essere un bollettino di partito, ma uno strumento con
caratteristiche aperte, di informazione e comunicazione, con un taglio – nel
linguaggio e nelle immagini – di divulgazione, inchiesta e approfondimento.
La sezione romana del Movimento per il PCL delibera di affidare la direzione
del giornale – il cui nome verrà deciso successivamente, attraverso la
consultazione dei compagni e delle compagne – al compagno Maurizio Azzara,
che ringraziamo per la disponibilità e l’impegno. Si delibera altresì
l’apertura di una campagna straordinaria di sottoscrizione volta a garantire
la copertura dei costi.
Approvato con 26 voti a favore e 1 astenuto
ORDINE DEL GIORNO 2
L’assemblea del Movimento per il PCL di Roma respinge,
nel merito e nel metodo, la circolare del Comitato Esecutivo del 13 marzo
u.s., ritenendola una grave interferenza antidemocratica nel dibattito
assembleare del Movimento, nonché una violazione dello Statuto, che non
attribuisce al C. E. alcun ruolo di valutazione politica, come invece è
arbitrariamente avvenuto con l’espressione di pesanti giudizi politici sugli
emendamenti legittimamente presentati al documento per l’assemblea
nazionale.
L’assemblea esprime la propria solidarietà ai compagni Bortolozzo, Fabiani e
Monti e dichiara di riconoscersi nel loro intervento pubblicato sull’ultimo
numero della rivista Contropiano, che costituisce parte integrante del
presente o.d.g. e viene approvato insieme ad esso.
IL COMUNISMO, APPUNTO…
Passeranno gli anni dei nostri tormenti e ancora all’estate della Comune, scalderemo la nostra vita e la felicità, con dolcezza di frutti giganti, maturerà sui fiori dell’ottobre.
Vladimir Majakovskij (da
Vladimir Il’ic Lenin – al partito comunista russo – 1924)Il dibattito sull’attualità del comunismo non può, a
nostro parere, essere disgiunto da quello sull’attualità dell’organizzazione
dei comunisti. Questo semplice assioma è necessario per comprendere il
motivo per cui poniamo al centro di questo intervento il nostro contributo
al percorso di ricostruzione di un partito comunista nel nostro Paese, dopo
il completamento della deriva governista del partito della Rifondazione
Comunista, che ha seguito – in fondo, dopo non molto tempo – un cammino
analogo a quello intrapreso dallo spezzone facente capo a Cossutta e
Diliberto.
La prima questione da porsi è, dunque, se esista la necessità di
un’organizzazione complessiva, strutturata su tutto il territorio nazionale,
che sia in grado di raccogliere, rappresentare ed esprimere l’insieme del
movimento operaio e proletario, in tutti i suoi spezzoni e le sue
sfaccettature, elaborando in progetto politico rivoluzionario i bisogni e
gli interessi dell’attuale composizione di classe. In altre parole, la
domanda è: l’organizzazione complessiva, che – almeno in tendenza – sia in
grado di unificare le singole lotte e trasferirle su un livello più alto,
quello dell’alternativa di società, è o no un bisogno oggettivo? La nostra
risposta è, ovviamente, si.
E’ la bussola dell’analisi della lotta di classe ad orientarci. In questi
anni, abbiamo assistito al dispiegarsi di movimenti che hanno segnato
l’avvio di un’inversione di tendenza rispetto al
A - Il necessario bilancio dei tentativi rivoluzionari
per realizzare il socialismo e le ragioni della sconfitta. Un’analisi
rigorosa, non subordinata alle necessità della politica o della propaganda
quotidiane, bensì a quelle della ridefinizione del percorso strategico dei
comunisti nel XXI secolo.
Il Novecento, con la Rivoluzione di Ottobre, è stato il momento storico
della conquista della posizione eretta da parte del proletariato: da quel 7
novembre di 90 anni fa, la presa del potere non è più un affare interno alle
diverse fazioni della borghesia e dei padroni, ma un obiettivo possibile per
i proletari di tutto il mondo.
B – Le caratteristiche dell’organizzazione politica dei
comunisti oggi e la sua costruzione: la storia del recente passato ci ha
insegnato quanto spesso il richiamo a “tradizioni” e “ortodossie” di varia
natura sia servito solo a nascondere politiche concrete di collaborazionismo
e subordinazione al Capitale o, su un altro versante, a dare vita a piccoli
gruppi autoreferenziali e parolai.
Questo significa, fra l’altro, che riteniamo l’unità dei comunisti un
obiettivo da perseguire, intendendo per “unità dei comunisti” l’esatto
contrario sia di un generico contenitore (una sorta di casa comune dei
nostalgici e degli orfani dell’identità astratta), sia anche di un processo
di aggregazione basato sulla presunta forza centripeta di altrettanto
presunti “nuclei d’acciao”, capaci di attrarre le avanguardie disperse in
virtù della bontà e della giustezza della propria astrazione ideologica.
L’unità dei comunisti non è per noi un feticcio identitario, ma l’obiettivo
da perseguire nella costruzione del partito come strumento della classe per
la conquista del potere politico. Un percorso che, nella situazione
contingente del nostro Paese, si articola a partire da quattro punti
politico – programmatici: l’esternità e l’opposizione ad entrambi gli
schieramenti del bipolarismo, la prospettiva di un governo dei lavoratori
che riorganizzi la società in senso socialista, il collegamento fra le
singole lotte e l’alternativa anticapitalistica, l’internazionalismo e la
prospettiva di un’organizzazione rivoluzionaria internazionale dei
lavoratori. Punti che, come si può ben vedere, non hanno nulla di ideologico
nel senso becero e settario del termine, ma rappresentano il terreno di
incontro per i militanti e le avanguardie di lotta che si negano al processo
di omologazione alle compatibilità capitaliste.
Attorno a questi primi elementi di programma e con il contributo di chiunque
voglia misurarvisi, riteniamo si possa e si debba operare per dare vita al
Partito Comunista come strumento indispensabile per la classe e i movimenti,
un partito all’altezza delle sfide del XXI secolo.
C – L’analisi delle classi oggi e il soggetto sociale della trasformazione rivoluzionaria, l’individuazione delle caratteristiche del conflitto sono, infine, il terreno della necessaria inchiesta collettiva, non solo funzionale, ma indispensabile alla costruzione del partito. Respingere al mittente le interessate suggestioni sulla “fine del proletariato” non significa arroccarsi sulla nostalgica rievocazione di una composizione di classe obiettivamente superata dalla ristrutturazione del modo di produzione capitalistico, in termini di decentramento, delocalizzazione e scomposizione; significa, al contrario, calibrare l’organizzazione sulle caratteristiche della nuova composizione di classe, individuando i terreni della ricomposizione possibile, strutturando l’intervento nei luoghi dello sfruttamento di oggi. La fabbrica, dunque, ovunque si trovi e comunque sia dimensionata, così come i luoghi della produzione immateriale, del sapere e dei servizi.
Ora, una fase costituente che non affrontasse in termini
problematici i tre grandi nodi teorico pratici da noi sinteticamente
richiamati, farebbe tabula rasa delle caratteristiche costitutive del
presente e contribuirebbe alla dissipazione delle potenzialità della fase
politica attuale: un atteggiamento che riscontriamo nelle posizioni dei
molti che affermano che le soluzioni ci sono già e si tratta di accodarsi a
coloro ne sono i depositari.
Posizione tanto sterile quanto diffusa, che accomuna paradossalmente tutti
coloro che si ritengono depositari ed eredi dei diversi filoni del pensiero
critico del secolo breve: “solo noi abbiamo la giusta chiave per operare nel
presente. Gli altri ne prendano atto e si accodino”.
Ma e’ proprio a partire dalla critica a questo approccio metodologico che
apriamo una battaglia politica basata sulla critica serrata ed esplicita
agli irrigidimenti ideologici tanto all'interno del PCL quanto a
quelli (speculari e sostanzialmente equivalenti) delle altre componenti
politiche della sinistra non istituzionale, nostri potenziali interlocutori.
Questa battaglia politica si sostanzia nella pratica di una nuova e diversa
fase costituente del PCL, che parta proprio dall’apertura di un confronto
critico tra quanti ritengono necessaria la sostanziale ridefinizione
dell’approccio teorico pratico dei comunisti rivoluzionari, facendo così del
Movimento costituivo del PCL quel nodo fondamentale di elaborazione politica
di cui avvertiamo la assoluta necessità.
In questa direzione i molti compagni del PCL che condividono queste brevi
note si impegnano a costruire momenti concreti di dibattito politico volti
da un lato a destrutturare posizioni politiche identitarie e dall’altro ad
attivare una fase costituente del Movimento che, restituendo a questo
termine la sua antica nobiltà, lo porti ad essere luogo di innovazione
teorico pratica e fucina di quel livello superiore di unità dei comunisti
che oggi serve, basata su un processo di elaborazione collettiva degli
strumenti politici del presente e non identificabile né in un indistinto
“abbracciamoci” né in un accodamento ai detentori di verità proprie del
ciclo di lotte alle nostre spalle.
Accanto a queste direttrici di inchiesta e lavoro politico, dobbiamo qui
solo accennare – per ragioni di spazio – alla necessità di rilanciare il
dibattito e l’iniziativa dei comunisti sul terreno dei diritti e delle
libertà, della salvaguardia del territorio e dell’ambiente, questioni
strettamente connesse al modo di produzione capitalista, centrali per i
movimenti e, più in generale, per la definizione di un’alternativa di
società antagonista allo stato di cose presenti.
Attualità del comunismo, intesa come alternativa strategica e globale alla
barbarie capitalista, dunque, ma anche come necessità dell’organizzazione
politica dei comunisti, autonoma e indipendente dalle variabili e dalle
compatibilità del quadro politico imposto dal capitale e dai suoi
portaborse: non è solo una nostra convinzione, ma la proposta politica che
rivolgiamo a chi non si rassegna al pensiero unico del capitalismo come
migliore dei mondi possibili. Ribellarsi è giusto perché un altro mondo è
possibile, un mondo senza sfruttamento, guerre e miseria: il Comunismo,
appunto.
Gino Bortolozzo, Aurelio Fabiani, Germano Monti
(Coordinamento Nazionale del Movimento per il Partito Comunista dei Lavoratori)
Approvato con 26 voti a favore e 1 astenuto
L'assemblea ha poi approvato all'unanimità la proposta del compagno Klaus Mondrian di partecipare con una lista del mPCL alle prossime elezioni amministrative nel Comune di Castel Gandolfo, residenza estiva del Pontefice e luogo ad altissimo valore simbolico nell'attuale momento di offensiva clericale e oscurantista. Il compagno Klaus Mondrian sarà il candidato sindaco della lista, per la presentazione quale verranno avviate immediatamente le necessarie procedure.
Fonte: www.pclroma.info