LA PICCOLA KRONSTADT DI MARCO FERRANDO
Il 14 e 15 aprile si è svolta
a Rimini la prima assemblea nazionale per delegati del Movimento per il Partito
Comunista dei Lavoratori. Raramente, crediamo, un appuntamento politico è stato
caratterizzato da tanta inspiegabile riservatezza, prima ed anche dopo il suo
svolgimento.
I materiali preparatori dell'incontro non sono stati pubblicati nemmeno dal sito
ufficiale del PCL, che ha completamente ignorato lo stesso documento prodotto
dalla Direzione Nazionale, il secondo documento presentato e gli emendamenti
nazionali proposti sin dalla riunione di gennaio del Coordinamento Nazionale.
Non stupisce, a questo punto, che nessun organo di informazione si sia occupato
dell'evento, visto che i primi a disinteressarsi della sua visibilità sono stati
proprio i promotori.
L'assemblea ha preso una sola decisione, decisamente sgradevole per chi ritiene
necessaria una nuova forza politica anticapitalista nel nostro Paese: a
maggioranza, infatti, è stata decisa l'espulsione degli autori dell'articolo "Il
Comunismo, appunto...", pubblicato sull'ultimo numero della rivista
Contropiano, nonché di tutti coloro che ne "rivendicano il testo". A
proporre l'espulsione è stato Marco Ferrando in persona, seguito a ruota dagli
altri tre membri del Comitato Esecutivo (Luca Scacchi, Franco Grisolia e
Michele Terra). Sotto accusa, oltre all'articolo su Contropiano, gli
emendamenti al documento della Direzione Nazionale presentati da Germano Monti,
tacciati di promuovere un "bilancio liquidatorio sul novecento, la
equiparazione implicita di stalinismo e antistalinismo, l'abbandono del metodo
degli obiettivi transitori e della battaglia per l'egemonia e la conquista della
maggioranza del proletariato", oltre ad altre posizioni ritenute
incompatibili con la partecipazione al Movimento per il PCL. Il testo integrale
del documento di espulsione è leggibile insieme agli altri documenti messi ai
voti nell'assemblea nazionale nel link che si trova al termine di questo
articolo.
Va detto che l'assemblea era stata preceduta da una raffica di comunicazioni a
tutti i militanti del PCL inviate dal Comitato Esecutivo e dalla Direzione
Nazionale, in cui venivano ampiamente argomentate le ragioni della successiva
espulsione, ma questo non ha impedito che emergesse un vistoso dissenso,
materializzatosi nell'opposizione all'editto di scomunica di un terzo dei
delegati, attraverso il voto contrario o l'astensione: nel link indicato trovate
anche i voti riportati sia dall'editto di Ferrando che dagli altri ordini del
giorno presentati all'assemblea.
Su quanto avvenuto non c'è molto altro da dire, perchè tutta l'assemblea si è
centrata sulla vicenda dell'espulsione, con l'eccezione dell'intervento di Jorge
Altamira, leader del Partido Obrero argentino, che ha inutilmente invitato i
dirigenti del PCL ad occuparsi di questioni più serie. Altro fatto sconcertante,
la presidenza dell'assemblea (composta dai quattro membri del Comitato
Esecutivo) non ha fornito i numeri dell'organizzazione, limitandosi a
comunicazioni assolutamente generiche e non verificabili: non è stato detto
quanti sono gli iscritti al Movimento per il PCL nel 2007 e non è stato detto
nemmeno quanti voti hanno preso gli emendamenti nelle diverse assemblee
provinciali, nonostante molti interventi lo avessero chiesto. Il solo dato certo
riguarda il numero dei partecipanti alle assemblee, che sono stati 510, 490 dei
quali hanno votato il documento della Direzione Nazionale, ma è un dato che
dovrebbe essere integrato da quello sui consensi ottenuti dagli emendamenti allo
stesso documento per poter fornire un quadro reale della situazione del
dibattito del PCL.
L'impressione è che il gruppo dirigente del PCL, essendo lo stesso della vecchia
associazione di Ferrando all'interno del PRC, abbia rinunciato all'idea di
costruire una nuova forza politica, basata su un impianto politico-programmatico
e non ideologico, riproponendo (con un nome diverso) il proprio gruppuscolo
ideologico, con la metodologia burocratica e la pratica settaria che
caratterizzano tutte le piccole formazioni di questo tipo, indipendentemente dal
dogma di riferimento: marrxismo-leninismo, maoismo, stalinismo, trotzkismo,
bordighismo, e chi più ne ha, più ne metta. In questo caso, l'icona è Trotzky,
che però è stato un grande protagonista della Rivoluzione d'Ottobre e delle sue
tragedie, come la repressione della rivolta di Kronstadt; poichè la storia si
ripete in forma di farsa, il ben più modesto Ferrando è costretto a limitarsi ad
un decreto di espulsione.
Difficile dire quali sviluppi possa avere questa vicenda, anche perchè dai
dirigenti del PCL non arriva nulla e il loro sito continua a tacere, al punto
che non da nemmeno notizia dell'avvenuto svolgimento dell'assemblea nazionale,
coerentemente con il fatto di non averla nemmeno annunciata; inoltre, non è
affatto scontato che siano pochi i militanti del PCL non disposti a rendersi
complici di un'operazione farsesca, si, ma pur sempre ignobile. Ognuno è libero
di trarre il proprio convincimento, ma una cosa ci sembra chiara: se questa è
l'opposizione di classe al governo dei banchieri e dei guerrafondai, i poteri
forti possono dormire sonni tranquilli. Speriamo non sia così.
LINK AI DOCUMENTI DELL'ASSEMBLEA NAZIONALE DEL PCL