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Resistenze precarie ed il Coordinamento Lavoratori Cooperative Sociali di Genova esprimono tutta la loro solidarieta' al compagno luciano e condannano il tentativo sistematico di una parte di cooperazione sociale di ridurre al silenzio quei soci lavoratori che hanno l' ardire di battersi perche' i diritti di chi lavora e di chi è assistito vengano rispettati. Auspicano che la mobilitazione dei compagni romani unita ad una forte azione sindacale possano risolvere in tempi brevi l' intollerabile situazione. Sollecitano i compagni romani impegnati nelle istituzioni ad intervenire, tanto perchè il provvedimento venga immediatamente ritirato, quanto per mettere in discussione la legittimita' di affidare servizi sociali a cooperative che gestiscono il personale con metodi evidentemente antisindacali e vessatori. Invitano tutti gli operatori sociali, le lavoratrici ed i lavoratori, ad esprimere fattivamente la loro solidarieta'a Luciano e la loro protesta verso la cooperativa Obiettivo 2000 e verso l' assessorato al lavoro del Comune di Roma. Genova, 23 Ottobre 2003 |
Coordinamento Cittadino Operatori Sociali
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via Appia Nuova 357 Roma (riunioni ogni giovedì alle 20.30)
COMUNICATO STAMPA 24 OTTOBRE 2003
LA VICENDA DEL LICENZIAMENTO DI LUCIANO DALLA COOPERATIVA OBIETTIVO 2000: UNA STORIA CHE CONDUCE AD ALTRE STORIE PERSONALI, INCREDIBILI MA VERE.
IL COORDINAMENTO OPERATORI SOCIALI CHIEDE UN INTERVENTO DEL SINDACO VELTRONI.
Luciano, 26 anni, licenziato per telefono, ha ricevuto ieri a mezzogiorno la lettera raccomandata che lo esclude dalla cooperativa Obiettivo 2000. La motivazione cita presunti disservizi e danni al buon nome della cooperativa e infligge in maniera unilaterale, senza aver sentito il lavoratore, la pena più alta nella scala delle numerose possibilità di sanzione: quella della perdita del posto di lavoro.
Scopriamo però che la Cooperativa Obiettivo 2000 dal 1997 si trova impantanata in una grossa causa giudiziaria dovuta proprio all’ingiusta esclusione di un altro socio lavoratore.
Nel mese di giugno 1997 il Consiglio di amministrazione della Cooperativa Obiettivo 2000, dove in quel momento l’attuale Presidente aveva come vice-presidente la propria coniuge, delibera l’esclusione dal lavoro e dalla cooperativa di un socio lavoratore.
Nel 1998 un collegio arbitrale, richiesto dall’avvocato del lavoratore escluso, dispone il reintegro del lavoratore e il pagamento delle spese a carico della cooperativa.
La Cooperativa Obiettivo 2000 non ottempera e ricorre in appello contro la decisione del collegio arbitrale ma la Corte di Appello condanna la cooperativa Obiettivo 2000 al reintegro del lavoratore e al risarcimento a suo favore di 150 milioni di vecchie lire.
La cooperativa non paga, le notifiche risultano difficili. La sede legale di via Faleria 40b è quasi “fantasma” tanto che l’avvocato del lavoratore è costretto a notificare gli atti presso il domicilio dello stesso Presidente.
La cooperativa Obiettivo 2000 ricorre in Cassazione dove si trova attualmente il procedimento. (tanto le spese di giudizio li sta pagando la coop. e come dice una famosa pubblicità: “la coop sei tu chi può darti di più? ndr”).
Il lavoratore riesce però ad ottenere dal giudice un primo parziale pignoramento della Cooperativa obiettivo 2000 tramite il blocco di un finanziamento che il Comune di Roma avrebbe dovuto versare alla stessa.
Oggi, se il Comune di Roma non dovesse prendere posizione, è destinata ad aprirsi un’altra vertenza giudiziaria dove però esiste uno squilibrio economico abissale tra le controparti: da un parte c’è Luciano, un lavoratore rimasto senza reddito e senza stipendio, dall’altra un Presidente di cooperativa senza tanti scrupoli che ci risulta anche contitolare a Roma di alcuni Beauty center (centri dimagranti) e di uno studio medico.
Facciamo appello al senso etico che ha sempre distinto il Sindaco Veltroni perché fermi questa licenziamento e promuova un’indagine amministrativa sui rapporti tra il Comune di Roma e la Cooperativa Obiettivo 2000, sul rispetto delle convenzioni, delle regole di democrazia interna previste nelle società cooperative e sull’aggiornamento della certificazione rilasciata dalla prefettura.