Pubblichiamo il testo della proposta di legge sull'impresa sociale "concertato" tra il Governo e il Forum del Terzo Settore e il comunicato del Forum stesso.
 

TESTO SULL’IMPRESA SOCIALE

 

Articolo 1

Definizione dell’impresa sociale


1. Si definiscono imprese sociali quelle organizzazioni di natura privata che, in coerenza con la  specificità propria degli organismi di promozione sociale e di cooperazione sociale nonché degli assetti giuridici di associazioni, fondazioni, società e altri enti privati, perseguono, in assenza di scopo di lucro, finalità di interesse generale, attraverso lo stabile esercizio di produzione e di scambio di beni e servizi, nell’ambito dei settori di utilità sociale normativamente definiti

 

Articolo 2

Disciplina dell’impresa sociale


1. Il Governo è delegato a emanare, entro un anno dall’entrata in vigore della presente legge, uno o più decreti legislativi recanti una disciplina organica delle diverse forme di imprenditorialità sociale informata ai seguenti principi:

a)  determinare i settori di utilità sociale in cui opera l’impresa sociale;

b)  definire caratteristiche e vincoli della struttura proprietaria o di controllo, escludendo la possibilità che soggetti pubblici o imprese private con finalità lucrative possano detenere il controllo, anche attraverso la facoltà di nomina maggioritaria degli organi di  amministrazione;

c)  definire le caratteristiche e i vincolo organizzativi e di funzionamento in relazione a:


1) elettività delle cariche sociali;

2) limiti alla remunerazione dei fattori di produzione, ivi compreso il capitale conferito e l’attività di amministratori, prestatori d’opera e collaboratori in genere, tali da garantire in ogni caso il carattere non speculativo della partecipazione all’attività dell’impresa;

3) costituzione di organismi che assicurino forme di partecipazione nell’impresa anche ai diversi prestatori d’opera e ai destinatari delle attività;

4) regime della responsabilità limitata dell’impresa sociale, regime della responsabilità degli amministratori nei confronti dei soci e dei terzi e rappresentanza in giudizio da parte degli amministratori;
5) ammissione ed esclusione dei soci;

6) obblighi e modalità di tenuta della contabilità economica e sociale e di redazione e pubblicità del bilancio, tali da garantire la trasparenza, la pubblicità e la diffusione dei risultati sociali ed economici dell’attività;

7) destinazione a riserve indivisibili delle eccedenze attive di bilancio con l’obbligo di devoluzione del patrimonio residuo in caso di scioglimento o di liquidazione ad altra impresa sociale o ad enti senza finalità di lucro, fatto salvo quanto previsto dalla legge 31 gennaio 1992, n. 59;

8) obbligo di iscrizione nel registro delle imprese;

9)  previsione di organi di controllo interni ed esterni;

10) definizione delle procedure concorsuali applicabili in caso di insolvenza;

11) limiti alla detenzione di partecipazioni in imprese diverse dalle imprese sociali;

12) disciplina dei gruppo di imprese sociali secondo principi di trasparenza e tutela delle minoranze, regolando i conflitti di interesse e le forme di abuso da parte dell’impresa dominante;

13) regime della trasformazione, fusione, scioglimento e cessione di azienda tale da garantire il rispetto del principio della tutela e della irreversibilità della qualificazione di impresa sociale;

14) ipotesi di perdita della qualifica di impresa sociale e relative conseguenze.


 d) attivare presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali funzioni e servizi  permanenti di monitoraggio e ricerca necessari alla definizione dei livelli essenziali di qualità delle imprese che intrattengono rapporti con la pubblica amministrazione;

 e) prevedere che nel rispetto dei principi generali previsti dal presente articolo le regioni e le province autonome emanino proprie norme sul riconoscimento e la valorizzazione dell’impresa sociale

f)   stabilire che, in relazione alla particolare qualità del servizio svolto, l’impresa sociale   possa essere riconosciuta quale centro di eccellenza di interesse nazionale, sulla base del possesso di requisiti individuali con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali e che i progetti relativi ai centri di eccellenza siano considerati quali progetti di pubblica utilità.


2. Il Governo è delegato, altresì, a coordinare le disposizioni dettate in attuazione della delega di
cui al comma 1 con le disposizioni vigenti nelle stesse materie e nelle materie connesse, apportandovi le integrazioni e le modifiche necessarie.

 

 

FORUM PERMANENTE DEL TERZO SETTORE
"PER QUANTO CI RIGUARDA IL PERCORSO PER LA LEGGE SULL'IMPRESA SOCIALE E' ULTIMATO "

 

Il Forum Permanente del Terzo Settore ha concluso il lavoro di elaborazione e di concertazione con il Governo sul testo di legge delega che il Ministro Maroni aveva proposto prima di Natale.
"Giudichiamo - dichiarano i portavoce Edoardo Patriarca e Giampiero Rasimelli - il documento che il Sottosegretario On. Sestini ci ha inviato dopo l’ultimo incontro tecnico di Giovedì 31 e a sintesi del lavoro svolto, un buon testo". 

"Esso identifica in modo chiaro e inequivocabile l'impresa sociale, a partire dai principi di utilità sociale, di partecipazione degli utenti e degli operatori ai destini dell’impresa, alla vincolante caratterizzazione non profit".
Certamente alcune migliorie potevano essere ancora apportate, ma riteniamo quello raggiunto un buon risultato capace di dare una spinta rilevante al processo di crescita del Terzo settore nel nostro Paese".

"Ora - proseguono i due portavoce - spetta al Governo sciogliere gli ultimi nodi di carattere politico e amministrativo e varare il testo in via definitiva".
Il Governo dovrà stabilire quale spazio e quale ruolo intende offrire a questo nuovo soggetto, a partire dal valore generale per la collettività e per il soddisfacimento dei bisogni dei cittadini, così come abbiamo inteso definire nel testo".
"E' chiaro che stravolgimenti dell’ultimo minuto, come qualcuno ipotizza, pur nel rispetto dell’autonomia del Governo e del Parlamento, sarebbero da noi giudicati negativamente".

"La palla - concludono Patriarca e Rasimelli - ora è nelle mani del Governo".

"Il goal che possiamo fare è, finalmente, la concretizzazione del principio di sussidiarietà, l’avvio di un nuovo e più efficace sistema di welfare e, in definitiva, un goal nell’interesse di tutti i cittadini".

 

Roma, 5 febbraio 2002
Comunicato Stampa 05/02

Ufficio Stampa
Forum Permanente del Terzo Settore