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Non profit, no Cgil
Raccoglie firme in difesa dell'art.18, sospeso. In una onlus a Bergamo
MANUELA CARTOSIO
BERGAMO
Sei giorni di sospensione, un provvedimento disciplinare pesante,
comminato per infrazioni gravissime. E invece Giovanni D'Aidone la
megapunizione se l'è beccata perché «di sua iniziativa personale» ha
raccolto le firme per la campagna della Cgil in difesa dell'articolo 18.
E' quel che stanno facendo migliaia di delegati della Cgil, ma il
presidente della Zanica Soccorso ha preso a pretesto la raccolta di
firme per regolare qualche conticino in sospeso. Ha punito un lavoratore
per ammaestrarne una decina, quelli che un anno fa si sono iscritti alla
Cgil e «pretendono» un contratto decente. E per far capire agli altri
15, non ancora irretiti dal sindacato, che conviene rigare diritti. E
pensare che la Zanica Soccorso è una onlus! Con alcuni volontari e
soprattutto con 25 dipendenti fa i trasporti in ambulanza per alcuni
ospedali in provincia di Bergamo (la criminale raccolta di firme è
avvenuta in quello di Trescore). Trecento ore di lavoro al mese, pagate
160, nessuna indennità per turni notturni e festivi, stipendi
cronicamente in ritardo, discussioni a non finire persino per avere, se
non i soldi, almeno la busta paga. Queste alcune delle piacevolezze
imposte ai dipendenti della Zanica Soccorso che aderisce al contratto
Uneba (degli enti di benificienza), il più povero in assoluto, ma che di
fatto non rispetta neppure quello. Alle pressioni della Cgil per
ottenere condizioni di lavoro decenti, il presidente ha opposto
dilazioni, insulti, minacce. «Da quando ci siamo iscritti al sindacato è
cambiato tutto», racconta Roberto Frigeni, un altro delegato della Cgil
che ieri nella conferenza stampalla Camera del lavoro di Bergamo ha
riferito una minaccia detta e confermata dal presidente: «Io vi gambizzo
e vi riduco sulla sedia a rotelle».«La sospensione è una intimidazione
politica perché colpisce un delegato della Cgil», commenta il segretario
della Funzione pubblica Giacomo Pessina, «ma è anche un'indimidazione a
chi ha osato alzare la testa, a chi ha chiesto d'essere trattato da
lavoratore e agli altri perché vedano cosa significa ribellarsi
all'autoritarismo del presidente».
Maurizio Laini, segretario della Cgil, annuncia un ricorso alla
magistratura per comportamento antisindacale e contro un provvedimento
disciplinare palesemente infondato. E aggiunge: «Quel che succede nella
zona grigia del non profit è una ragione in più per portare avanti la
nostra campagna per estendere i diritti a chi non ce li ha». «Dobbiamo
vincere l'ignoranza e la paura», dice il delegato punito, «non dobbiamo
permettere che uno perché è il presidente comandi e offenda». Le firme
lui le ha raccolte molto volentieri, «è una cosa in cui credo e a cui
tengo». Nei corridoi dell'ospedale, alla macchinetta del caffè la gente
non si è fatta pregare, «sa di cosa di tratta». Fatti i sei giorni di
sospensione, riprenderà a raccogliere le firme? «Vedremo».
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