il manifesto - 19 Settembre 2002 ECONOMIA  

 


Non profit, no Cgil


Raccoglie firme in difesa dell'art.18, sospeso. In una onlus a Bergamo


MANUELA CARTOSIO


BERGAMO


Sei giorni di sospensione, un provvedimento disciplinare pesante, comminato per infrazioni gravissime. E invece Giovanni D'Aidone la megapunizione se l'è beccata perché «di sua iniziativa personale» ha raccolto le firme per la campagna della Cgil in difesa dell'articolo 18. E' quel che stanno facendo migliaia di delegati della Cgil, ma il presidente della Zanica Soccorso ha preso a pretesto la raccolta di firme per regolare qualche conticino in sospeso. Ha punito un lavoratore per ammaestrarne una decina, quelli che un anno fa si sono iscritti alla Cgil e «pretendono» un contratto decente. E per far capire agli altri 15, non ancora irretiti dal sindacato, che conviene rigare diritti. E pensare che la Zanica Soccorso è una onlus! Con alcuni volontari e soprattutto con 25 dipendenti fa i trasporti in ambulanza per alcuni ospedali in provincia di Bergamo (la criminale raccolta di firme è avvenuta in quello di Trescore). Trecento ore di lavoro al mese, pagate 160, nessuna indennità per turni notturni e festivi, stipendi cronicamente in ritardo, discussioni a non finire persino per avere, se non i soldi, almeno la busta paga. Queste alcune delle piacevolezze imposte ai dipendenti della Zanica Soccorso che aderisce al contratto Uneba (degli enti di benificienza), il più povero in assoluto, ma che di fatto non rispetta neppure quello. Alle pressioni della Cgil per ottenere condizioni di lavoro decenti, il presidente ha opposto dilazioni, insulti, minacce. «Da quando ci siamo iscritti al sindacato è cambiato tutto», racconta Roberto Frigeni, un altro delegato della Cgil che ieri nella conferenza stampalla Camera del lavoro di Bergamo ha riferito una minaccia detta e confermata dal presidente: «Io vi gambizzo e vi riduco sulla sedia a rotelle».«La sospensione è una intimidazione politica perché colpisce un delegato della Cgil», commenta il segretario della Funzione pubblica Giacomo Pessina, «ma è anche un'indimidazione a chi ha osato alzare la testa, a chi ha chiesto d'essere trattato da lavoratore e agli altri perché vedano cosa significa ribellarsi all'autoritarismo del presidente».

Maurizio Laini, segretario della Cgil, annuncia un ricorso alla magistratura per comportamento antisindacale e contro un provvedimento disciplinare palesemente infondato. E aggiunge: «Quel che succede nella zona grigia del non profit è una ragione in più per portare avanti la nostra campagna per estendere i diritti a chi non ce li ha». «Dobbiamo vincere l'ignoranza e la paura», dice il delegato punito, «non dobbiamo permettere che uno perché è il presidente comandi e offenda». Le firme lui le ha raccolte molto volentieri, «è una cosa in cui credo e a cui tengo». Nei corridoi dell'ospedale, alla macchinetta del caffè la gente non si è fatta pregare, «sa di cosa di tratta». Fatti i sei giorni di sospensione, riprenderà a raccogliere le firme? «Vedremo».