Regina Coeli è un carcere vecchissimo, sempre sporco e fatiscente nonostante gli innumerevoli lavori di ristrutturazione cui è pemenentemente sottoposto (e chissà chi e quanto lucra su questi lavori eterni).
In questa struttura, che ogni tanto qualcuno si impegna a chiudere ma che rimane sempre lì, dal luglio 2001 è detenuto Fabrizio Antonini, un compagno molto conosciuto a Roma, accusato insieme ad altri di aver tentato di incendiare due sezioni dei DS durante i bombardamenti contro la Jugoslavia e di essere l'autore delle telefonate di rivendicazione di altri attentati.
Il 3 dicembre, il Consigliere Regionale del PRC Salvatore Bonadonna ha incontrato Fabrizio durante una visita a Regina Coeli: a parte i due mesi in cui è stato in cella con Norberto Natali (l'esponente di Iniziativa Comunista ora agli arresti domiciliari), da luglio Fabrizio è chiuso in cella da solo 23 ore su 24, nonostante non vi sia nei suoi confronti alcun provvedimento specifico della Magistratura. In un certo senso, Fabrizio è un privilegiato, visto che Regina Coeli è perennemente sovraffollata.
Nei prossimi giorni, Rifondazione Comunista presenterà un'interrogazione parlamentare per chiarire i motivi e le responsabilità della condizione in cui è costretto Fabrizio Antonini, i cui diritti, anche da detenuto, sembrano essere violati ormai da mesi.