DICHIARAZIONE ALLA STAMPA DI SALVATORE BONADONNA, CAPOGRUPPO DI RIFONDAZIONE COMUNISTA ALLA REGIONE LAZIO

Da domani, 1 dicembre, tutte le carceri d'Italia scendono in "guerra" contro il nemico numero uno: l'indifferenza.
E' proprio quest'ultima che condanna definitivamente i 58.000 detenuti reclusi nelle carceri italiane, ben oltre le pene inflitte e la stessa ssurdità della condizione carceraria. Contro l'indifferenza, che permette ai governi che si succedono di non occuparsi del "pianeta carcere", i dtenuti porteranno vanti una protesta specifica e non violenta, per sensibilizzare le forze politiche e l'opinione pubblica.
Nell'esprimere il nostro sostegno e la nostra solidarietà alle rivendicazioni e alle mobilitazioni che si terranno dentro e fuori tutti gli istituti di pena d'Italia, non possiamo non contestare l'insensibilità di quanti si dicono attenti a questi temi e poi si oppongono ad ogni iniziativa tesa a rendere più dignitosa la reclusione.
Ci riferiamo al silenzio del Presidente della Repubblica; alla complicità del centrodestra e del centrosinistra, uniti dalla stessa voglia di sicurezza che altro non è se non un giro di vite indiscriminato che tende a limitare tutte le libertà; alla connivenza del Consiglio regionale del Lazio, che da sette mesi ha approvato la nostra proposta per l'istituzione di una commissione di indagine e di iniziativa sul carcere, che prevede la partecipazione di delegati dei detenuti, che non è stata ancora insediata.
Contro questo silenzio, forte sarà la nostra mobilitazione.

Roma, 30.11.01