Poi si è passati alla chiusura di decine di sedi sociali, bar e locali di
ritrovo non solo di Batasuna ma anche si associazioni politiche e culturali
locali.
Poi è venuta la chiusura di un giornale che con Batasuna non c'entrava
assolutamente nulla; Egunkaria, infatti, era universalmente noto oltre che
come l'unico quotidiano in lingua basca anche come l'unico organo di
informazione plurale e trasversale.
Non contento, il supergiudice Garzon ha fatto arrestare una decina di
dirigenti della Federazione dei Comuni Baschi Udalbiltza, anch'essa ritenuta
una semplice sezione di ETA.
Domenica prossima si vota, in Euskal Herria, senza che i cittadini baschi
possano scegliere liberamente a quale lista concedere la propria fiducia,
perchè semplicemente un'opzione politica di massa è stata dichiarata fuori
legge. Infatto la illegalizzazione non riguarda solo Batasuna, ma attraverso
la cosiddetta "Legge dei Partiti" si impedisce a chi è stato eletto, militante
o semplice simpatizzante della sinistra basca dal 1977 in poi di partecipare
alla vita politica attiva, con un'incredibile retroattività che neanche il
regime fascista impose all'Italia durante il ventennio.
Tutte le liste presentate dalla sinistra basca in questa tornata elettorale,
cioè AuB per le quattro province basche e circa 225 piattaforme locali,
sostenute da più di 80.000 firme raccolte in soli dieci giorni, sono state
prima ammesse e poi escluse dai Tribunali Spagnoli, in quanto al loro interno
era possibile riscontrare la presenza di candidati che in qualche modo erano
riconducibili alla Sinistra Basca. Si badi bene: le liste non sono state
escluse perchè ospitavano persone implicate in fatti di sangue o con
precedenti penali, ma perchè semplicemente sono riconducibili ad una certa
ideologia o progetto politico, cioè quello della Sinistra Indipedentista.
In questi giorni le liste escluse che rappresentano una fetta importante
dell'opinione pubblica basca e che già governavano 70 comuni tra i quali
alcuni di grandi dimensioni, hanno chiesto ai loro simpatizzanti di votare
comunque il 25 di maggio, mettendo nelle urne i simboli "fuori legge". A
questo appello la Polizia ha risposto facendo arrestare alcuni candidati e
alcuni militanti che attaccavano manifesti per le strade, sciogliendo
violentemente comizi e iniziative elettorali, licenziando in tronco decine di
funzionari pubblici accusati di sostenere le liste "terroriste".
Non è accettabile che un governo che si dice democratico possa negare
impunemente tutte le libertà fondamentali che, almeno in teoria,
caratterizzano le democrazie occidentali. Oggi la Spagna ha istituzionalizzato
per la prima volta dal 1945 in poi la negazione della libertà di espressione,
di manifestazione, di informazione, di rappresentanza politica, stabilendo un
precedente che potrà essere utilizzato da chissà quale altro governo.
Dal 23 al 26 maggio nel Paese Basco sarà presente una Commissione di Garanzia
formata da alcune decine di uomini politici, deputati e giornalisti di diversi
paesi del mondo. Per l'Italia saranno presenti Mauro Bulgarelli, deputato dei
Verdi al Parlamento Italiano, e Marco Santopadre, antropologo e giornalista di
Radio Città Aperta di Roma.
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