Delegazione italiana
parteciperà al monitoraggio delle elezioni nel Paese Basco
 
 
Il 25 Maggio nel Paese Basco si vota per il rinnovo dei Consigli Provinciali e Comunali, in un clima da stato d'assedio e di negazione dei diritti fondamentali dei cittadini.
In pochi mesi la Magistratura Spagnola e il Parlamento, denunciando una assoluta mancanza di divisione dei poteri, hanno messo fuori legge il partito della Sinistra indipendentista basca Batasuna, considerando una formazione che ha ricevuto alle ultime elezioni tra il 12 e il 18% dei voti espressi nel Paese Basco semplicemente una branca dell'organizzazione armata ETA.
Poi si è passati alla chiusura di decine di sedi sociali, bar e locali di ritrovo non solo di Batasuna ma anche si associazioni politiche e culturali locali.
Poi è venuta la chiusura di un giornale che con Batasuna non c'entrava assolutamente nulla; Egunkaria, infatti, era universalmente noto oltre che come l'unico quotidiano in lingua basca anche come l'unico organo di informazione plurale e trasversale.
Non contento, il supergiudice Garzon ha fatto arrestare una decina di dirigenti della Federazione dei Comuni Baschi Udalbiltza, anch'essa ritenuta una semplice sezione di ETA.
Domenica prossima si vota, in Euskal Herria, senza che i cittadini baschi possano scegliere liberamente a quale lista concedere la propria fiducia, perchè semplicemente un'opzione politica di massa è stata dichiarata fuori legge. Infatto la illegalizzazione non riguarda solo Batasuna, ma attraverso la cosiddetta "Legge dei Partiti" si impedisce a chi è stato eletto, militante o semplice simpatizzante della sinistra basca dal 1977 in poi di partecipare alla vita politica attiva, con un'incredibile retroattività che neanche il regime fascista impose all'Italia durante il ventennio.
Tutte le liste presentate dalla sinistra basca in questa tornata elettorale, cioè AuB per le quattro province basche e circa 225 piattaforme locali, sostenute da più di 80.000 firme raccolte in soli dieci giorni, sono state prima ammesse e poi escluse dai Tribunali Spagnoli, in quanto al loro interno era possibile riscontrare la presenza di candidati che in qualche modo erano riconducibili alla Sinistra Basca. Si badi bene: le liste non sono state escluse perchè ospitavano persone implicate in fatti di sangue o con precedenti penali, ma perchè semplicemente sono riconducibili ad una certa ideologia o progetto politico, cioè quello della Sinistra Indipedentista.
In questi giorni le liste escluse che rappresentano una fetta importante dell'opinione pubblica basca e che già governavano 70 comuni tra i quali alcuni di grandi dimensioni, hanno chiesto ai loro simpatizzanti di votare comunque il 25 di maggio, mettendo nelle urne i simboli "fuori legge". A questo appello la Polizia ha risposto facendo arrestare alcuni candidati e alcuni militanti che attaccavano manifesti per le strade, sciogliendo violentemente comizi e iniziative elettorali, licenziando in tronco decine di funzionari pubblici accusati di sostenere le liste "terroriste".
Non è accettabile che un governo che si dice democratico possa negare impunemente tutte le libertà fondamentali che, almeno in teoria, caratterizzano le democrazie occidentali. Oggi la Spagna ha istituzionalizzato per la prima volta dal 1945 in poi la negazione della libertà di espressione, di manifestazione, di informazione, di rappresentanza politica, stabilendo un precedente che potrà essere utilizzato da chissà quale altro governo.
 
Dal 23 al 26 maggio nel Paese Basco sarà presente una Commissione di Garanzia formata da alcune decine di uomini politici, deputati e giornalisti di diversi paesi del mondo. Per l'Italia saranno presenti Mauro Bulgarelli, deputato dei Verdi al Parlamento Italiano, e Marco Santopadre, antropologo e giornalista di Radio Città Aperta di Roma.
 
 
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