MADRID: LA STRAGE E GLI SCIACALLI
Di fronte alle immagini della strage di Madrid mancano le parole. Eppure, di parole coraggiose e oneste c'è bisogno, vista l'indecente strumentalizzazione operata sin dal primo momento dai massimi vertici delle istituzioni spagnole, che non hanno esitato ad attribuire perentoriamente la strage all'organizzazione basca ETA, nonostante fosse evidente a tutti l'anomalia di questo macello rispetto al "tradizionale" modus operandi della guerriglia indipendentista basca. Motivi bassamente elettorali, volontà di negare l'evidenza di una Spagna coinvolta a forza - nonostante l'opposizione della maggior parte del suo popolo - nella guerra preventiva e permanente di Bush e di Sharon... insomma, le bugie della ragion politica contro la vita stessa dei propri cittadini.
Per quel poco che possiamo, ci mettiamo a disposizione di chi cerca di capire, non fidandosi - giustamente - di un'informazione ufficiale sempre più intossicata. Pubblichiamo gli interventi che ci sono stati inviati, preceduti dal testo integrale della rivendicazione di Al Qaeda (fonte: indymedia), contenente minacce ben precise ai Paesi che concorrono all'occupazione dell'Irak, Italia compresa. Tanti motivi in più per scendere in piazza il prossimo 20 marzo.
Il testo della rivendicazione di Al Qaeda con le minacce all'Italia e allo Yemen Le sedicenti brigate Abu Hafs Al-Misri hanno rivendicato ieri sera la paternità dell' attentato di Madrid. Il comunicato di rivendicazione è stato recapitato alla redazione londinese del quotidiano arabo Al-Quds Al-Arab, che ne ha diffuso nell'edizione di oggi il testo integrale che parla anche dell’Italia e di possibili altri attentati.
«Se punite fatelo nella misura del torto subito» (Corano 16/126). «Uccideteli ovunque li incontriate, e scacciateli da dove vi hanno scacciati: la persecuzione è peggio dell'omicidio» (Corano 2/191).
In nome di Allah Il Clemente il Misericordioso -
«Operazione Treni della Morte Le brigate Abu Hafsi Al-Misri avevano già promesso nel comunicato precedente (comunicato di Al-Qaida in relazione alle esplosioni di Karbala e Baghdad) datato 11 del mese islamico di Muharram 1425 che corrisponde al 2 marzo 2004, che le brigate Abu Hafs avrebbero preparato una nuova operazione. Ed eccola, le brigate mantengono le loro promesse. Le squadre della morte sono riuscite a penetrare nel profondo dell'Europa crociata (la Spagna) colpendola in maniera dolorosa».
«Si tratta solo di una parte del pagamento di vecchi conti con la Spagna crociata alleata dell'America nella sua guerra contro l'Islam. Dov'è l'America, Aznar? Chi ti proteggerà da noi, chi proteggerà te la Gran Bretagna, il Giappone e l'Italia, e gli altri che operano con voi».
«Quando colpimmo le forze italiane a Nassiriya vi lanciammo un monito per voi e per gli agenti dell'America affinché ritiraste la vostra alleanza contro l'Islam e non avete compreso il messaggio. Speriamo che lo comprendiate questa volta. Noi delle brigate Abu Hafs Al-Misri non ci rattristiamo per la morte di quelli che vengono definiti civili. È forse permesso loro uccidere i nostri bambini, le nostre donne ed i nostri anziani ed i nostri giovani in Afghanistan, in Iraq, in Palestina ed in Kashmir ed è invece vietato a noi uccidere loro? Dice Allah gloria a Lui l'Altissimo: «E a chi vi attacca rispondete nello stesso modo». Fermatevi davanti a noi e liberate i nostri prigionieri e uscite dalle nostre terre e noi ci fermeremo. I popoli alleati dell'America devono fare pressioni sui propri governi affinché si ritirino subito dall'alleanza con gli americani contro il terrorismo (l'Islam)».
«Vi avvertiamo che le brigate della morte arriveranno vicino a voi molto presto, vedrete i vostri morti a migliaia, se Allah vorrà, questo è un avvertimento. In un'altra operazione la brigata dell'esercito di Al-Quds ha colpito la festa dei massoni ebrei ad Istanbul, ed è la festa principale dei massoni nella quale ne sono stati uccisi tre dei loro capi, e se non ci fosse stato un errore tecnico sarebbero morti tutti i massoni ma il decreto divino ne ha uccisi solo tre, e le lodi spettano ad Allah».
«Diciamo inoltre alle brigate Bilal ibn Rabah che la direzione è d'accordo su quanto proposto, l'operazione avrà inizio con l'arrivo del delegato. E diciamo inoltre alle Brigate Abu Ala Al-Harithi che la direzione ha deciso che lo Yemen sarà il terzo pantano per i dittatori del nostro tempo che sono gli americani, la punizione per il governo apostata verrà nella seconda fase dopo quella di
Musharraf».
«Per questo bisogna mettere in allerta tutte le cellule e iniziare l'operazione presso (...) E non dimenticate il massacro, non dimenticate Abu Ala Al-Harithi, non dimenticate il dotto Al-Rabbani che lo Yemen ha consegnato all'Egitto e lo sceicco Abdel Qader Abdel Aziz che è stato arrestato tre mesi dopo i fatti dell'11 settembre. E diciamo a coloro che uccidono i dotti islamici sunniti in Iraq che la pagheranno. E diciamo ai musulmani nel mondo che il colpo del vento nero della morte ( il colpo atteso contro l'America) ora si trova nella fase finale al 90% e se Allah vuole è vicino. (Nel momento giusto i Mujahidin) vinceranno i fedeli della vittoria di Allah. Un avviso per la Umma (la nazione islamica ndr.) non avvicinatevi alle istituzioni civili e militari americane e dei loro alleati. Allah è il più grande, l'Islam è prossimo».
firmato: Brigate Abu Hafs Al-Misri (Al-Qaeda) -
Giovedì 20 Muharram 1425 corrispondente al 11 marzo 2004
| MADRID 11 MARZO 2004. UN ALTRO INCENDIO DEL REICHSTAG? (editoriale di Radio Città Aperta)
Stamattina Madrid è stata sconvolta da quattro esplosioni che hanno dilaniato tre treni occupati per lo più da pendolari che si stavano recando a scuola, all’università, ai propri posti di lavoro. Mentre scriviamo le autorità spagnole parlano di più di 140 morti e di parecchie centinaia di feriti: tutti innocenti colpiti da una violenza cieca, barbara, ingiustificabile. Detto questo, sarebbe estremamente facile, per ognuno di noi, unirsi al coro di condanna che da ore accomuna i partiti spagnoli di centrodestra e di centrosinistra, l’ONU, la NATO, gli Stati Uniti, il Governo Berlusconi e il Pontefice. Un coro che, a pochi minuti dagli attentati che hanno gettato nel caos una delle metropoli più grandi d’Europa, ha già individuato come responsabili degli attacchi gli indipendentisti baschi dell’ETA. Dopo neanche trenta minuti dalle esplosioni, le agenzie di stampa dello Stato Spagnolo erano già in grado di dire, con precisione millimetrica, che la strage di Madrid è stata provocata dalla esplosione simultanea di ordigni posti su tre diversi treni e sulle banchine delle stazioni, ordigni azionati contemporaneamente da comandi a distanza e nascosti all’interno di buste di plastica. La sicurezza con cui si ricostruiscono gli eventi di questa mattina è molto più che sospetta. Non solo l’organizzazione ETA non ha né annunciato né rivendicato gli attentati di questa mattina, ma anche le organizzazioni politiche dell’indipendentismo basco hanno smentito con fermezza il coinvolgimento dell’organizzazione guerrigliera basca nelle stragi di Madrid. Mai l’organizzazione armata che difende l’indipendenza del Paese Basco ha, nella sua storia, colpito nel mucchio; le sue azioni sono sempre state annunciate da chiamate anonime che informavano sull'ora e sul luogo esatti degli attentati, per permetterne l’evacuazione. Nel caso del Supermercato Hipercor di Barcelona, in cui un attentato dell’ETA provocò 21 morti per il rifiuto del Direttore del centro commerciale di far sgomberare l’edificio, l’Organizzazione armata basca fece una dura autocritica rispetto alla propria strategia. Al contrario, chi ha messo quelle bombe a Madrid cercava il massimo possibile di morti e di feriti, una spettacolarità che, a tre giorni dalle elezioni legislative nello Stato Spagnolo, consegnano al Partido Popular di Aznar e del suo delfino Rajoy un potere assoluto e incontrastato in un paese la cui opinione pubblica è da anni aizzata e sobillata non tanto contro ETA ma contro tutto ciò che ha a che fare con il Paese Basco. La sensazione di essere di fronte a un nuovo incendio del Reichstag che giustificò l’ascesa del potere nazista è fortissima, così come quella di assistere a una riedizione, in salsa spagnola, di quella strategia della tensione che permise all’estabilishment italiano di restare a galla di fronte a una crescita dei movimenti politici e sociali progressisti e rivoluzionari accusati più volte di voler sovvertire l’ordine costituito attraverso le bombe e gli attentati. La cronaca prima e la storia poi hanno rivelato che i mandanti delle stragi nelle stazioni e sui treni erano proprio coloro che, in nome della lotta al terrorismo, hanno mandato in carcere migliaia di giovani militanti dei movimenti sociali. I mandanti della strage di Madrid vanno cercati non nel Paese Basco, ma nelle stanze del Pentagono USA o del Cesid spagnolo, le stesse dalle quali si sono organizzati i colpi di stato in America Latina, o gli attentati terroristici contro il popolo cubano. Da oggi la stessa incolumità fisica di ogni cittadino basco sarà a rischio di fronte a una campagna d’odio che sia la destra che la sinistra nazionalista spagnola scateneranno ad uso e consumo delle elezioni di domenica prossima. Se l'11 settembre 2001 ha permesso al Governo Bush di fare ciò che ha fatto, cosa ci dobbiamo attendere dal prossimo Governo Spagnolo, dopo l'11 marzo 2004?
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SCIACALLAGGIO E FONDAMENTALISMO IN DOPPIO PETTO -
di Franco Ragusa
Di fronte ai tragici fatti spagnoli, un minimo di rispetto per le vittime avrebbe dovuto imporre la decenza di lasciare per un attimo da parte la politica.
Così non è stato.
Sospesa di comune accordo fra i partiti la campagna elettorale spagnola, il Governo spagnolo ha pensato bene di utilizzare le drammatiche immagini che provenivano dai luoghi degli attentati per prodursi nel più infame degli spot elettorali.
Dopo pochi minuti appena, il quadro era sin troppo chiaro. Per la
responsabilità delle stragi è stata da subito indicata l’ETA, e questo
nonostante fossero più che evidenti le analogie con il modo di operare
del terrorismo di natura islamica.
In tarda serata, di fronte al ritrovamento di un furgone sospetto e
la rivendicazione di Al Qaeda, politici e commentatori sono stati
costretti, cosa della quale non vedevano l’ora, a correggere il tiro.
Non più l’ETA soltanto, bensì un intreccio d’interessi tra i “terrorismi” locali ed il terrorismo internazionale di matrice islamica.
Ed ecco quindi realizzata la chiusura del cerchio tanto auspicata
da tutti quegli stati che hanno avuto un ruolo di primo piano nella
guerra unilaterale all’Iraq e all’occupazione militare che ne è
conseguita; come anche il diverso interesse di paesi come la Russia o
di Israele di voler legare il problema ceceno e quello palestinese
alla più generale battaglia condotta contro il terrorismo
internazionale di matrice islamica.
Per fini di politica interna, attribuire l’atroce attentato ANCHE all’ETA permette alla Spagna di chiudere definitivamente la questione: con chi commette simili barbarie non può esservi dialogo. Confermata, quindi, la bontà della politica sin qui adottata dal Governo Aznar di dura repressione del fenomeno indipendentista basco.
Per fini di politica estera, invece, i legami del terrorismo
internazionale con quello interno vanno chiaramente interpretati come
la necessità di proseguire nella politica di sostegno alle guerre
preventive, unilaterali e di occupazione condotte dagli USA.
Una vera e propria forma di sciacallaggio politico, compiuta in meno di 12 ore e forte delle tragiche immagini, utilizzata per non permettere di parlare d’altro, come del resto ha ampiamente dimostrato anche il salotto buono di “Porta a Porta”.
Zittita senza troppi riguardi dal conduttore Vespa l’unica voce che
molto timidamente aveva cercato d’inserire altri temi di riflessione,
la trasmissione è proseguita in un crescendo di fondamentalismo
occidentale, o meglio, di fondamentalismo delle ragioni politiche
degli stati che intendono la pace come uno stato di guerra permanente.
Molti esponenti in rappresentanza della santa alleanza a lanciare
anatemi contro tutto quello che può essere etichettato come
terrorismo; nessuno esponente in rappresentanza del dramma ceceno o
palestinese, o di tutte le popolazioni civili che hanno subito le
conseguenze delle “guerre giuste”.
Su tutti ha chiaramente troneggiato l’immancabile Magdi Allam, con
le sue solite accuse di connivenza con il terrorismo internazionale
rivolte a tutti coloro che, sostanzialmente, non la pensano come
l’amministrazione americana.
Di fronte a tanta miseria della “ragione politica”, la tragedia umana che ha investito vittime e familiari è chiaramente caduta in ultimissimo piano. Anche perché, quali risposte dare al cittadino inerme che si è visto attribuire responsabilità dirette per l’operato dei propri governi?
La stessa responsabilità diretta che i governi delle “guerre
giuste” hanno oggettivamente fatto ricadere sulla popolazione
irachena, con due guerre e 10 anni di affamante embargo; la stessa
responsabilità oggettiva pagata dalle popolazioni serbe ed afgane; la
stessa responsabilità oggettiva che Israele e Russia fanno pagare,
ogni giorno, alle popolazioni palestinese e cecena.
Il dolore in casa propria allo stesso modo del dolore procurato in
casa d’altri.
Ma come detto, nei salotti buoni del servizio pubblico RAI c’è spazio soltanto per la ragione di stato e per i fondamentalisti in doppio petto: nuovi crociati che sanno soltanto guardare agli effetti senza provare alcun interesse per le possibili cause di un’escalation di violenza sempre più determinata e sempre più in grado di arruolare nuovi seguaci.
Una cecità inarrestabile, di potere e culturale, di fronte alla
quale può essere forte la tentazione di applicare l’equazione
“Governo=volere dei cittadini”.
Sappiamo bene che non è così per noi come non doveva esserlo per le vittime civili delle “guerre giuste”.
Perché se così non fosse ...
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LA TRAGEDIA DI MADRID E I SUOI RIFLESSI SUI MEDIA
Riguardo alle 13 bombe che hanno colpito
la Spagna, i telegiornali, le reazioni e le dichiarazioni delle varie
autorità hanno accuratamente evitato ogni riferimento alla guerra
irachena e alle scelte politiche internazionali del premier spagnolo
Aznar.
Il Prefetto di Roma ha rassicurato in
un'intervista al Tg3 Lazio che non vi è nessun elemento di pericolo che
riguardi la capitale.
Questo assordante silenzio su altre
ipotesi e l'esclusivo riferimento all'ETA come matrice terroristica
degli attentati lascia perplessi per vari motivi.
Gli attentati dell'ETA sono stati sempre
caratterizzati da messaggi di preavviso e sono stati prevalentemente
mirati verso obiettivi politici ben precisi, tranne in un caso dove
l'organizzazione indipendentista ha chiesto scusa: un attentato con 18
morti in un supermercato.
Inoltre L'ETA ha chiaramente respinto
ogni attribuzione odierna e da essa non è giunta alcuna rivendicazione.
Stride fortemente a questo punto
l'imbarazzante silenzio dei media sulle eventuali altre ipotesi che
collegherebbero questi attentati alla partecipazione della Spagna alla
guerra in Iraq.
Non è difficile pensare che
l'accorgimento tecnico usato nella confezione delle notizie
abbia probabilmente il fine di un corto circuito sull'estensione a
macchia d'olio di un allarme generalizzato tra le popolazioni dei vari
paesi europei coinvolti nel conflitto mediorientale.
Ci auguriamo che non sia così ma la
difficile contingenza storica ci autorizza a non escludere che di fronte
ad un livello di allarme crescente e ad un sottobosco discreto di
contromisure vorticose di Servizi e apparati militari, si stiano
studiando le pillole anticorpali che possano addolcire e rendere
digeribile la comunicazione mediatica.
Domenico Ciardulli
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