Rapporto per l’Ass. W.I.L.P.F. (Rete Internazionale delle Donne per la Pace e la Libertà) sulla visita a Istanbul dal 18 al 21 ottobre su invito della TAYAD (Associazione dei Familiari dei Prigionieri Politici in Turchia)

 

Un rappresentante del Consiglio Regionale della Toscana il dott. Giovanni Barbagli del Partito della Rifondazione Comunista, due rappresentanti della Provincia di Firenze, il dott. Sandro Targetti (PRC) e Renato Romei (DS)  insieme alla dott. in medicina Antonella Sapio (Università di Firenze) e alla dott. Paola Cecchi (W.I.L.P.F.) hanno  incontrato a Istanbul le seguenti Associazioni:

Temel Haklar Ozgurlukler Dernegi (T.H.O.D.) (Associazione per i Diritti Umani Fondamentali e le Libertà), la TAYAD di Istanbul, l’Associazione HALKIN HUKUK BUROSU (H.H.B.) (Avvocati per il Popolo), la redazione della rivista Ekmek Ve Adalet (Pane e Giustizia), l’Associazione per i Diritti Umani di Istanbul  I.H.D.  e  un rappresentante del gruppo musicale turco degli YORUM, questo gruppo  da anni soffre di una brutale repressione.

 

 

Da tanti anni migliaia di prigionieri politici sono rinchiusi nelle prigioni in Turchia, questa situazione continua tuttora. Nel 1984 i prigionieri politici di sinistra iniziarono una sciopero della fame fino alla morte (Death Fast) per protestare contro le uniformi che le autorità volevano imporre e per altri diritti fondamentali, quattro prigionieri morirono, ma alla fine le richieste dei prigionieri furono accolte. Nel 1996 ci fu un’altra protesta contro l’utilizzo di celle d’isolamento. Dodici prigionieri morirono in “Death Fast” e altri riportarono menomazioni fisiche e psicologiche  permanenti, ma  le celle d’isolamento non furono aperte.

 

Il 20 ottobre del 2000 decine di prigionieri politici, parenti e simpatizzanti fuori dalle prigioni, iniziarono di nuovo la “Death Fast” contro l’imminente trasferimento nelle “nuove prigioni speciali” di isolamento conosciute con il nome “F-Type”. E’ importante sottolineare che le prigioni F-Type sono state costruite con il supporto finanziario e politico dell’Unione Europea. La “Death Fast” sta ancora continuando. La delegazione si trovava ad Istanbul il 20 di ottobre per il terzo anniversario dall’inizio di questa “Death Fast” e proprio il 20 di ottobre del 2003 un altro team di 8 persone uomini e donne imprigionati in diverse F-Type in Turchia  sono entrati in “Death Fast”.

 

Centosette persone sono morte durante questi 36 mesi.

 

Dal 19 al 22 dicembre del 2000 venti prigioni in Turchia furono assaltate. La Polizia picchiò terribilmente, usò gas, in alcuni casi bruciò i corpi dei prigionieri. Ventotto morirono in modo terribile, quasi un migliaio riportarono ferite e alcuni di questi versavano in gravi condizioni. Le autorità Turche chiamarono questa operazione “Ritorno alla vita”! I prigionieri, molti dei quali feriti, furono trasferiti nelle celle di isolamento  delle carceri “F-Type”.

 

Un altro problema molto serio è la situazione di circa 500 ex prigionieri che hanno subito in passato l’alimentazione forzata ed  hanno contratto la malattia di “Wernike Korsakoff”. Questa patologia causa perdita della memoria e atassia, poiché attacca i centri nervosi cerebro- spinali e alcuni malati sono costretti all’uso della carrozzina. Un rappresentante di un’Associazione di Istanbul ci ha informati che è sconosciuto l’esatto numero dei malati di Wernike-Korsakoff, poiché non sappiamo quanti uomini e donne affette da questa sindrome sono ancora imprigionati, mentre le cinquecento persone malate, che sono attualmente  fuori dalle prigioni con un permesso temporaneo, rischiano, entro breve, di essere di nuovo imprigionate. Nel tardo pomeriggio di lunedì 20 ottobre la delegazione ha avuto un altro incontro presso l’Associazione Tayad di Istanbul con un ex- prigioniero Talad, che è stato in sciopero della fame per 400 giorni, ha subito l’alimentazione forzata e adesso è affetto dalla sindrome di Wernike-Korsakoff . E’ stata affrontata la questione insieme al Presidente della Tayad il sig.  Tekin Tangun (lui stesso un ex-prigioniero politico) e alla dottoressa  Antonella Sapio. La Regione ha tentato da  tempo di portare in Toscana alcuni di questi malati per un check-up e per farli curare nei nostri ospedali, ma fino ad ora ci sono sempre stati problemi insormontabili per i visti. Nel corso del 2002 abbiamo avuto gli stessi problemi per il visto per alcune donne che avevano riportato terribili ustioni sul corpo e sul viso durante il massacro del Dicembre 2000, ma per il problema dei visti non sono potute venire nei nostri ospedali. Ci auguriamo che per il futuro sia possibile superare questa questione dei visti.

 

E’ importante sottolineare che l’avvocato Behic Asci dell’associazione “Avvocati per il Popolo” (H.H.B.) ha informato la delegazione che il 17 dicembre del 2000  il gruppo che portava avanti la negoziazione fra i prigionieri politici in “Death Fast” e il governo turco  aveva informato i giornalisti attraverso una conferenza stampa che il governo era d’accordo  a non aprire le celle d’isolamento “F-Type”, ma di permettere ai prigionieri di stare nelle celle in tre o cinque persone. Da un giorno all’altro l’accordò saltò e il 19 dicembre iniziò il terribile massacro, il 21 dicembre del 2000 la polizia irruppe anche in molte sedi di Associazioni democratiche come la TAYAD e l’I.H.D.

 

L’incontro di domenica mattina, 19 ottobre, nella sede dell’Associazione per i Diritti Umani Fondamentali e le Libertà (T.H.O.D.) è iniziato in ritardo  poiché si è svolta  a Istanbul una dimostrazione contro la guerra in Iraq. La polizia ha attaccato i dimostranti e alcune persone sono state ferite e avevano la pelle molto arrossata poichè sono state usate sostanze urticanti.

 

La delegazione Italiana ha incontrato alcuni giornalisti  della redazione della rivista settimanale Ekmek ve Adalet (Pane e Giustizia), un giornale che lotta per una Turchia libera e democratica, è  distribuito in migliaia di copie e viene anche venduto per le strade centrali di Istanbul.I giornalisti hanno subito molte persecuzioni e sono stati imprigionati nelle prigioni “F-Type”. Durante l’incontro il Consigliere della Regione Toscana, Giovanni Barbagli ha chiesto un report mensile di informazioni per poi pubblicarlo sulla rivista della Regione Toscana distribuita in tutta Italia (circa 80.000 copie).

 

La sera del 19 ottobre, molti membri della TAYAD di Istanbul sono partiti per Ankara con un autobus speciale, per partecipare alla manifestazione nazionale che il 20 ottobre si è svolta davanti al Ministero della Giustizia per ricordare il “NO” alle F-Type e  i “107” morti in tre anni di “Death Fast”.

 

 

Prima che la delegazione partisse verso la Turchia la Tayad Internazionale  ci aveva inviato alcuni nomi di prigionieri rinchiusi dentro le celle delle F-Type  nelle prigioni di Edirne, Tekirdag e Kandira. Due persone da mesi in “Death Fast” erano state trasferite nell’ospedale a Tekirdag, a causa delle gravi condizioni in cui versavano e abbiamo appreso a Istanbul che uno di questi (Erkan Bulbul) ha subito l’alimentazione forzata mentre noi eravamo in Turchia. Alcuni giorni prima della partenza la Regione Toscana aveva fatto richiesta per poter visitare i prigionieri nelle “F-Type, ma l’Ambasciata Italiana aveva detto che doveva essere il Ministero degli Esteri direttamente a inoltrare tale domanda.

 

La sig.a Umit Efe dell’ass. IHD ha visitato Ercan Kartak e Ali Osman Kose nella prigione “F-Type” di Tekirdag. Ella ci ha informato che Ercan Kartak era un uomo forte e robusto, ora è molto magro, ha perso tutti i capelli, ha problemi seri agli occhi e non è in Death Fast. Ali Osman Kose è in isolamento e tutte le celle intorno a lui sono vuote, ma un rumore meccanico continuo lo assilla giorno e notte! Siamo stati anche informati che alcuni prigionieri e prigioniere sono stati violentati.

 

La delegazione ha incontrato la sig.a Gulten della TAYAD di Istanbul, ha passato nove anni in prigione, due e mezzo di questi in isolamento, ci ha detto che molto presto la mattina arrivavano 15 guardie e la provocavano con domande tipo: “Quante persone ci sono nella vostra cella?” e poi dopo la prendevano a calci.

 

Paola Cecchi è stata ospitata nel quartiere di Kucuk Armutlu, un quartiere abitato principalmente da persone della sinistra turca, diversi parenti e simpatizzanti che sono morti nella Death Fast vivevano in questo quartiere. Nell’autunno del 2001 il distretto era sempre supersorvegliato dalla polizia  e il 5 novembre del 2001 ci fu un massacro e persero la vita dodici persone e alcuni già versavano in gravi condizioni a causa della Death Fast. Le autorità Turche hanno adesso cambiato nome di Kukuk Armutlu e il nuovo nome del quartiere è Sahil Hassan Uzun Sk.. Paola Cecchi è stata ospitata in una casa chiamata “Casa della Vita” per persone affette dalla sindrome “Wernike-Korsakoff” o ferite nel massacro di dicembre, come Oktay Karatas che riportò una frattura del cranio e di una spalla, ha circa 40 anni,ma a causa del grave trauma è  diventato sordo totale.

 

Un grazie speciale per la giovane Eylul Iscan un studentessa universitaria che fa parte di un’organizzazione di giovani di sinistra, era stata arrestata quattro giorni prima del nostro arrivo insieme ad altri giovani negli uffici della loro associazione. Era stata picchiata e torturata, poi alla fine era stata rilasciata, ma la polizia aveva confiscato tutte le sue cose. Eylul è stata preziosissima per le tradizioni dal turco all’inglese. Abbiamo saputo che il giorno dopo la nostra partenza Eylul e decine di altri giovani sono stati arrestati mentre avevano iniziato una marcia da Istanbul ad Ankara contro l’Isolamento. Pensiamo che Eylul e i suoi compagni siano ancora oggi detenuti.

La delegazione è stata accolta in modo davvero affettuoso da tanti familiari di prigionieri e da persone che hanno perso parenti nella Death Fast. Vogliamo in particolare ricordare la sorella di Gulsuman Donmez, quest’ultima è morta in  Death Fast il 9 aprile 2001 ,  il marito e il figlio sono imprigionati.

 

L’Associazione TAYAD e la Piattaforma Internazionale di Lotta contro l’Isolamento stanno organizzando un Simposio Internazionale a Firenze nei giorni 19, 20 e 21 dicembre 2003 contro l’Isolamento e in ricordo del massacro nelle prigioni turche del dicembre del 2000, hanno il supporto della Regione Toscana, della Provincia e del Comune di Firenze e  la collaborazione di altri gruppi della sinistra che da anni seguono con grande attenzione le vicende in Turchia. Queste tre giornate di dicembre sono diventate giornate Internazionali contro l’Isolamento. Lo scorso anno il primo Simposio contro l’Isolamento si è tenuto vicino a Rotterdam in Olanda  e quest’anno negli stessi giorni avrà luogo il secondo Simposio a Firenze  per discutere del fatto che la pratica dell’Isolamento non può essere accettata da un punto di vista umano, medico, legale e politico. Inoltre si vuole mettere in evidenza che l’isolamento è tortura e che noi siamo contro la tortura. Sarà discusso  dell’Isolamento nelle F-Type in Turchia, dell’Unità di Controllo in USA, delle FIES in Spagna, delle QHS in Francia, ecc. . Il 21 dicembre, l’ultimo giorno del Simposio, si terrà un concerto nella Casa del Popolo di Grassina vicino a Firenze con alcuni gruppi di musica italiani e con il gruppo  turco degli YORUM.

Gli YORUM cantano ovviamente in turco, ma nel loro repertorio troviamo canzoni in kurdo, in arabo, in greco, in georgiano, ecc. Fin dal 1984 hanno suonato e cantato per una società  senza sfruttamento, libera e uguale. I membri del gruppo sono stati arrestati, torturati e censurati decine di volte , tre donne del gruppo sono morte. Una è stata uccisa dalla polizia e due sono morte durante la Death Fast in prigione. Il gruppo è molto conosciuto anche in Europa ed ha realizzato 17 albums.

 

Firenze 3 novembre 2003

  

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Dott. Paola Cecchi (W.I.L.P.F)

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