SALUTO DELLE FARC-EP AL POPOLO COLOMBIANO IN OCCASIONE DEL NUOVO ANNO 2004
Compatrioti:
L'anno 2003 è giunto al termine con l'intensificazione
della guerra interna nel nostro paese. E' stato l'anno delle tenebrose catture
di massa, che svuotano piccoli centri abitati e riempiono le carceri di
innocenti, della riesumazione dello "Statuto di Sicurezza" o "Legge
antiterrorista" che annuncia ulteriori violazioni dei diritti umani, torture,
assassinii e sparizioni, dell'incremento dell'umiliante estradizione di
connazionali negli Stati Uniti, di altre tasse per la guerra, per la corruzione
e per dare un anticipo del pagamento dell'indignante debito nei confronti del
Fondo Usuraio Internazionale. E' stato anche l'anno dell'intensificazione delle
criminali fumigazioni che distruggono la selva e la sopravvivenza di migliaia di
famiglie, anno in cui gli sfollati a causa del terrore ufficiale-paramilitare
hanno raggiunto i 3 milioni, delle menzogne ripetute centinaia di volte al fine
di farle diventare verità, della grossolana montatura per perdonare e
rispolverare il sicariato paramilitare e del referendum che ha propinato a Uribe
Vélez una clamorosa sconfitta, in virtù del rifiuto del suo progetto di governo
fascista da parte del 76 % dei colombiani aventi diritto al voto.
La minoranza uribista al potere scommette sulla guerra, accarezzando il sogno
impossibile della "pax romana". Essa non vuole vedere colombe neanche in
fotografia, per non pagare l'immenso debito sociale che ha nei confronti della
stragrande maggioranza dei colombiani. E' per questo motivo che hanno cancellato
la possibilità del dialogo, in modo da non dover discutere col popolo i suoi
vergognosi privilegi in uno dei paesi con la più elevata disuguaglianza al
mondo. Lo ha fatto per continuare a congedare i generali della guerra sporca con
pensioni milionarie, o per dare loro promozioni esigendogli risultati
inarrivabili.
E mentre i conglomerati economici nazionali ed internazionali fanno grandi
affari e pubblicizzano profitti multimilionari, la miseria, la fame e la
disoccupazione crescono incessantemente. E per quanto ricorrano a cifre
manipolate, luci multicolore e discorsi abbelliti, tutto ciò è innegabile. A
dimostrazione di quanto detto, un esempio: parlano di grandi conquiste a Bogotá,
mentre la povertà -che quattro anni fa colpiva il 35 % dei suoi abitanti-
interessa oggi oltre il 50 % degli stessi, l'indigenza -che era del 5 %- è
salita al 15 % ed i suoi due ospedali più popolari ed importanti si dimenano
nell'agonia.
La Colombia finisce l'anno con oltre il 60 % della sua popolazione sommersa
dalla povertà assoluta. Di conseguenza, è assurdo che l'oligarchia pretenda di
opporre con la sua propaganda un popolo povero e disoccupato ai suoi propri
figli, che lottano sollevati in armi contro lo Stato e le ingiustizie. Tale
pretesa non sta in piedi! Gli stessi soldati e comandi medi dell'esercito
ufficiale si stanno rendendo conto, poco a poco, di non difendere niente di
giusto, e che i ricconi non vanno mai al fronte.
Il movimento insorgente rivoluzionario va avanti ed i suoi combattenti issano
con coscienza ed onore le nostre bandiere per la causa comune: la pace di una
nuova Colombia con terra, crediti economici e sussidi per tutti i contadini, con
posti di lavoro per i 6 milioni che non ce l'hanno, con educazione giacché
milioni di giovani non vi possono accedere, e con opportunità politiche, visto
che il sistema tollera esclusivamente chi non minaccia i suoi privilegi e
potere, mentre fomenta l'impunità rispetto all'assassinio di migliaia di
oppositori. Un nuovo paese, con sanità per tutti e non con elemosina, con
protezione della nostra verde biodiversità e di tutte le nostre risorse, con
stimolo e difesa dell'industria nazionale e della ricerca scientifica. Un paese
che tracci indipendentemente la propria strategia, con le migliori idee che ci
ha lasciato il Libertador Simón Bolívar.
Invitiamo il nostro popolo alla lotta, nel 2004, per migliori condizioni di
vita, pace, pane, lavoro, dignità ed indipendenza; ad avere una presenza
combattiva nelle piazze, nei villaggi, nelle fabbriche, nelle scuole e nelle
università; ad opporsi al fascismo, ad esigere lo scambio di prigionieri di
guerra, a prodigarsi per la formazione di un nuovo governo di riconciliazione e
ricostruzione nazionale, e ad esprimere incredulità e indignazione di fronte a
tutta la propaganda ufficiale, menzognera, truccata e narcisista.
Saremo presenti in tutte le lotte popolari, cercando di accorciare questo
doloroso tragitto della vita nazionale che deve condurci alla pace. Contate su
di noi in tutti i momenti e le forme della lotta per il benessere progressivo e
per il salto verso una nuova società, che sarà il frutto della coscienza e della
lotta risoluta delle maggioranze.
Onoriamo la memoria dei miliziani, guerriglieri e comandanti fariani, che hanno
dato la vita per la causa comune dei colombiani. Il loro sacrificio non é stato
vano, giacché l'offerta guerrafondaia dell'oligarchia ha già dipinto il suo
fallimento. I nostri caduti sono figli semplici di questo popolo, che oggi la
propaganda ufficiale pretende di mostrare come banditi così come facevano gli
spagnoli oppressori con i comunardi di José Antonio Galán e con i patrioti
dell'esercito liberatore.
Con la coscienza e la combattività crescenti di questo popolo figlio di Bolívar,
con i nostri giusti obiettivi di lotta e col nostro popolo che si va destando ed
organizzando, l'anno che ha inizio, nonostante tutto ed aldilà dei sacrifici,
sarà di nuove battaglie per i veri diritti umani del nostro popolo.
Intensificheremo gli sforzi per conquistare un mondo migliore, poiché non
crediamo che questo regno dell'egoismo e della fame di milioni di uomini e donne
sia lo stadio ultimo che possa raggiungere l'umanità.
Il pensiero politico e sociale é progressista, ci scommettiamo.
Felice 2004, pieno di lotte e di conquiste!
SEGRETARIATO DELLO STATO MAGGIORE CENTRALE DELLE FARC-EP