Uri Avnery

 

Uri Avnery :

Tutto questo a causa di una piccola oliva

Il testo inglese di questo articolo può essere consultato sul sito di Gush Shalom:
http://www.gush-shalom.org



2 novembre 2002

Perché il governo Sharon-Ben Eliezer-Peres è caduto? A causa di una piccola oliva.

E' cominciato tutto come un racconto per bambini: c'era una volta una piccola oliva in un villaggio palestinese. Essa cresceva e maturava sul ramo di un vecchio albero in una piantagione in cima ad una collina. «Raccoglietemi! Io voglio donare il mio olio!» supplicava la piccola oliva.

Ma lei continuava a maturare e i raccoglitori non arrivavano. Loro non potevano avvicinarsi a lei, perché i coloni avevano installato due roulotte sulla collina, e tutta la zona era divenuta «zona di sicurezza» di questa colonia illegale. Quando i proprietari dell'oliveto sono arrivati, i coloni li hanno inseguiti, li hanno picchiati e hanno cominciato a sparare. Questo scenario si è verificato in decine di posti attraverso tutta la Cisgiordania.

Gli abitanti dei villaggi hanno chiesto aiuto alle forze israeliane di difesa (F.I.D.) che controllano ora tutti i territori palestinesi. Ma l'esercito non è arrivato per proteggerli. Numerosi ufficiali sono essi stessi dei coloni, e gli ripugna l'idea di doversi scontrare con loro. Nei casi in cui l'esercito è intervenuto, è stato per cacciare i contadini dalle loro piantagioni che si trovavano intorno a queste colonie illegali.

Disperati, i contadini hanno chiesto aiuto alle organizzazioni pacifiste israeliane. Le hanno trovate pronte.

Il «campo della pace» israeliano si compone di due parti. Una, intorno a "Peace Now", è legata al partito laburista, che era un pilastro del governo. Il capo del partito era Ministro della Difesa e, di conseguenza, responsabile di tutte le ingiustizie commesse nei territori palestinesi.

L'altra parte del campo della pace si compone di numerosi gruppi radicali, ciascuno che agisce in un determinato settore. «Gush Shalom» è un centro politico e ideologico. «Ta'ayush», un gruppo israeliano ebraico-arabo, aiuta la popolazione palestinese assediata. «B'Tselem» raccoglie e pubblica informazioni, così come il «Centro d'informazioni alternative». «Medici per i diritti dell'uomo» fa un lavoro meraviglioso nel campo medico, mentre la «Coalizione delle donne per la pace» e «Bat-Shalom» inscrivono le attività concernenti i diritti umani in una prospettiva femminista. Il «Comitato contro la demolizione delle case» intraprende la ricostruzione delle case distrutte dall'esercito, e  «Rabbini per i diritti umani» agisce in nome della comunità religiosa (sfortunatamente minuscola) che non si mette in fila dietro le bandiere del nazionalismo fanatico.

«Machsom Watch» fa dei rapporti e tenta di impedire i maltrattamenti ai posti di blocco. «Yesh Gvul» sostiene i soldati che rifiutano di servire nei territori occupati. «New Profile» agisce nello stesso campo. La lista è lunga. I militanti di questi gruppi cooperano frequentemente e molti di loro appartengono a più gruppi.

I militanti di queste organizzazioni si sono proposti per aiutare i contadini. Sono arrivati per raccogliere le olive e difendere gli abitanti dei villaggi come «scudi umani». Sono stati raggiunti da militanti pacifisti europei che erano venuti in gruppi per aiutare la popolazione palestinese sotto l'occupazione. Certi giorni, c'erano decine di militanti israeliani e internazionali nelle piantagioni. Il sabato, erano centinaia. Si sono divisi nei diversi villaggi, sono saliti sulle colline e sono stati attaccati dai coloni. Nel corso di decine di incidenti, i coloni hanno preso a sparare in aria e a terra, vicino ai raccoglitori di olive.

Per lunghe settimane, questi avvenimenti sono rimasti ignorati dal pubblico. Vi è una cospirazione del silenzio nei media nei confronti di ciò che riguarda la stessa esistenza di un campo della pace radicale. «Peace Now» è considerata in qualche modo come appartenente al consesso nazionale e le sue azioni sono (avaramente) rese pubbliche. Le azioni delle forze più attaccate ai principi e più energiche («La Sinistra profonda» come le chiamava il vecchio Primo Ministro Ehoud Barak, che le detesta) non erano riportate, salvo se scorreva il sangue.

Ma poco a poco alcune informazioni sulla Guerra delle Olive hanno cominciato a filtrare sui media: sui coloni che cacciano i Palestinesi e rubano le olive che avevano raccolto; sui coloni che raccolgono essi stessi le olive nelle piantagioni dopo averne cacciato o proprietari; sui coloni che bruciano le piantagioni; sul fatto che l'anziano grande rabbino aveva dichiarato che gli Ebrei avevano il diritto di rubare i frutti per i quali i contadini arabi avevano lavorato duramente, perché Dio ha donato i prodotti della Terra agli Ebrei.

La cospirazione del silenzio si è finalmente rotta quando un gruppo di celebri scrittori ha organizzato una raccolta di olive simbolica.  I media, che avevano ignorato il lavoro generoso di centinaia di anonimi militanti, erano felici di incontrare celebrità come Amos Oz, A.B. Yehoshua, David Grossman e Meir Shalev. La raccolta delle olive raggiungeva il consenso.

I coloni non sono mai stati popolari presso larghe fasce della popolazione. La collera è montata quando si è saputo che i poveri in Israele erano privati di fondi importanti a profitto delle colonie. La collera si è mischiata all'ansia per i soldati, che erano spesso picchiati dai coloni mentre rischiavano la vita per proteggere colonie isolate e semideserte. Le storie della persecuzione crudele dei raccoglitori di olive senza difesa sono state la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Esse hanno provocato rifiuto e disgusto, anche nella maggioranza silenziosa.

Esse hanno avuto ugualmente un impatto indiretto su Benyamin Ben Eliezer. Lui ha constatato il cambiamento dell'opinione pubblica e deciso che era tempo, nel suo interesse e in quello del suo partito, di lasciare il governo. Ha febbrilmente cercato un pretesto. I sondaggi indicavano che i coloni erano d'ora in avanti il gruppo più impopolare del paese. Ha dunque deciso di rompere con il governo su questo punto. Si è messo a chiedere che il governo ritirasse il denaro dalle colonie per darlo ai pensionati.

Non si trattava che di un pretesto, ma questo dimostra che una grande parte dell'opinione pubblica è stufa delle colonie. Alla lunga, esse sono divenute il principale oggetto della polemica. Poiché Ariel Sharon tenta di formare un governo basato sui coloni e i loro alleati di estrema destra, il partito laburista, ora all'opposizione, sarà costretto a presentare un programma anti-colonie. Così lo slogan di una piccola minoranza «marginale» sta per diventare il programma di una larga parte dello scacchiere politico.

Questo è un esempio della dottrina della «rotella» formulata da noi ormai da decenni: una rotella con un forte impulso indipendente fa girare una ruota più grande, che a sua volta ne aziona una ancora più grande, e così via, fino a quando tutta la macchina si mette in moto. E' così che un piccolo gruppo politico, con un programma indipendente e determinato, può condurre un processo politico decisivo quando arriva il momento.

Abbiamo ancora un lungo cammino davanti a noi. Il pericolo del fascismo aleggia sempre su questo paese. Tuttavia, è diventato evidente che le cose possono essere orientate nella direzione opposta.

Forse, la piccola oliva sulla collina è più potente di una bomba da una tonnellata.


Tradotto da www.solidarite-palestine.org