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SABRA E
CHATILA 25 ANNI DOPO
Parte I: La sconfitta israeliana in
Libano
Parte II: Il popolo della Nakba
L’immagine
di Stefano, il nostro “sceicco”, ha accompagnato la
delegazione internazionale che è tornata in Libano a 25
anni di distanza dalla strage di Sabra e Chatila. I
manifesti con la foto del nostro sceicco ci hanno
salutato dai muri di Chatila, di Borj El Barajneh, di
Borj El Shemalj e di Beddawi, i campi palestinesi che
abbiamo visitato. Il ricordo di Stefano e della sua
indomabile battaglia per sottrarre la fossa comune di
Chatila all’oltraggio e al dimenticatoio e per tenere
viva la solidarietà con il popolo palestinese è
echeggiato in tutte le parole degli esponenti
palestinesi e libanesi che abbiamo incontrato, dai
rappresentanti di Fatah a quelli di Hamas, dal numero
due di Hezbollah al vicesegretario del Partito Comunista
Libanese. I ragazzi del Fronte Popolare per la
Liberazione della Palestina hanno salutato la
delegazione italiana a Chatila con dei cartelli scritti
a mano e in italiano che ricordavano Stefano. Riuscire a continuare il lavoro di
Stefano e mantenere l’impegno di tornare in Libano, dove
vivono circa 400.000 Palestinesi condannati all’esilio
dalla pulizia etnica israeliana, è cosa che fa onore
agli amici ed ai compagni di Stefano, soprattutto a
quelli del Comitato Per non dimenticare Sabra e
Chatila, su cui è gravato l’onere di organizzare la
delegazione italiana, oltre cinquanta persone, cui si
sono aggiunti canadesi, statunitensi, malesi, spagnoli e
svizzeri, portando quasi a cento il numero degli
internazionali che hanno portato la propria solidarietà
ai rifugiati palestinesi ed al popolo libanese.
A cura di Germano
Monti |