di Marie Nassif-Debs
Molti
libanesi si domandano se non ci troviamo
sull'orlo di una nuova guerra civile, o se il
conflitto verbale che oppone, in questi ultimi
giorni, i rappresentanti della classe politica
(confessionale) libanese, non è che una
mascherata che terminerà con qualche seggio in
più nel nuovo parlamento che il popolo si
prepara a vedere scendere dal cielo grazie alle
forze di tutela, vecchie e nuove, che decidono
al giorno d'oggi i nostri destini.
Il Libano: uno stato delle banane? E perchè no?
Non vediamo, dopo la creazione della prima
repubblica, intorno agli anni '20, deputati e
presidenti "eletti" o ministri scelti solamente
in quanto maroniti, sunniti, sciiti, greci
ortodossi e altro (abbiamo, grazie a dio,
diciotto confessioni religiose che si
spartiscono i nostri diritti di cittadini!).
Non vediamo, dopo la creazione della seconda
repubblica, in seguito all'accordo di Taif,
delle leggi elettorali bizzarre che ci dividono
e ci unificano a seconda di questo o quel capo
confessionale?
Non siamo noi il solo paese dove i capi
religiosi fanno la legge e dove tutti i politici
fanno la corte a questi capi per guadagnare il
loro appoggio? Non siamo noi ancora il solo
paese dove il capo di un partito socialista
rappresenta una confessione religiosa dove il
suo partito è formato quasi interamente di
militanti appartenenti a questa confessione? Npn
siamo noi, per concludere questa serie di
domande che può restare indefinitivamente aperta
e incompleta, il solo paese pretenziosamemte
"democratico" dove si usa e si abusa del danaro
per comprare le coscienze ad uso e consumo della
Grande democrazia mondiale governata da George
doppiavvu Bush e dalla sua equipé che segue il
codice emesso dal "patriot act"?
Al giorno d'oggi, continuiamo
a subire la sindrome dei trent'anni di guerra
civile, di divisione, di tutela siriana, piegata
dai potenti Stati Uniti d'America. Siamo appena
usciti dalla presenza militare, economica e
politica siriana nel nostro paese che ci
ritroviamo già di nuovo ad autolacerarci, sotto
l'occhio vigilante dei nuovi nostri tutori
americani, sauditi e francesi, per un seggio in
parlamento, noi domandiamo chi ha il dirito di
decidere (al posto dei cittadini) per riempire
le urne e scegliere il deputato e rappresentante
questa confessione religiosa in questa o quella
circoscrizione.
E quelli dei deputati uscenti che si erano detti
pronti a lottare per il proporzionale o per
l'applicazione dell'accordo di Taif concernente
la soppressione del confessionalismo politico e
che sono spariti nel giro di poco tempo per poi
riapparire nuovamente, sia a Bkerké (seggio del
patriarca maronita) sia a Koraïtem (residenza
della famiglia del fu Presidente del consiglio
Rafiq Hariri).
In entrambi i luoghi di predilezione dei
rappresentanti della classe politica libanese, i
discorsi e le arringhe procedono a vele
spiegate:
- Primo caso: ci si indigna
perchè gli amici e gli alleati di ieri (come
Walid Jumblat) non hanno mantenuto la parola e
che hanno tradito i propri amici maroniti di
Kornet Chahouane (coalizione cristiana
presieduta da un vescovo maronita) associandosi
agli "avversari" sciiti, vale a dire gli
Hezbollah e il movimento Amal.
Si arriva anche a domandarsi che ogni
confessione religiosa elimini i propri deputati
dal parlamento!
-Secondo caso: al contrario ci si rallegra del fatto che le future elezioni nella capitale siano quasi già terminate prima di essere cominciate, perchè non resta che qualche piccola modifica, o piuttosto, qualche punto di litigio e giacchè noi abbiamo già due deputati di Beirut "eletti all'unanimità", visto che nessuno ha osato presentarsi contro di loro; e annunciamoci che ci sono (fortunatamente per noi!) dei ciarlatani pronti alla rinuncia di quelli che sono sempre in lizza a Beirut, perchè questi portano allo stesso tempo ombra all'Arabia Saudita, che aveva notificato ai sunniti di astenersi a fare del male ai figli del fu Hariri, e in seguito, allo slogan scritto in rosso sangue sui manifesti della lista Hariri "con te".
- Nel sud del paese: i due bulldozer sciiti, Amal e Hezbollah, si sono già divisi la torta; e alcuni dicono che dei ciarlatani insieme al patriarca maronita mirano a lasciargli "la possibilità di scegliere uno dei tre rappresentanti maroniti", mentre gli altri due sono già nominati dalle due forze sciite suddette.
- Nel monte del Libano (nord): una alleanza si sta formando, raggruppando il partito socialista di Walid Jumblat, il "movimento del futuro" di Hariri, la jamaa islamya(partito integralista sunnita), le Forze libanesi (partito integralista cristiano precedentemente filoisraeliano), Amal e Hezbollah. Questa stessa alleanza alla quale bisognerà aggiungere il deputato uscente Sami Khatib, vicino ai siriani, potrà dividersi i sei seggi della Békaa ovest
- Quanto ciò che resta tra la Békaa e il nord: potremo vedere ciò che accadrà sul piano delle alleanze entro un avvenire imminente.
Povero Libano, poveri libanesi, i giovani soprattutto, che avevano creduto in quelli che si sono uniti contro natura, dalla destra fascista alla sinistra diciamo democratica, e che, il 14 aprile gridavano, urlavano degli slogan di unità nazionale brandendo il corano e la croce!!!