BUGIE SIONISTE E COMPLICI NOSTRANI

Husam Abdu,
il "bambino" kamikaze

 

Sugli apparati di disinformazione sionista e sui loro complici è stato detto e scritto di tutto, ma bisogna ammettere che la loro capacità di intossicazione dell'opinione pubblica non finisce di stupirci. Le agenzie e i media di tutto il mondo rilanciano con grande evidenza la storia orrorifica di un bambino di Nablus utilizzato come bomba umana, fortunatamente fermato dagli eroici soldati del popolo eletto ad un check point opportunamente dotato di telecamere e giornalisti. Le prime informazioni parlano di un bambino di otto anni, con indosso un corpetto esplosivo; col passare delle ore, l'età del baby kamikaze aumenta a nove anni, poi a quattordici, per raggiungere infine i diciassette. Il "bambino" confessa di essere stato arruolato per farsi saltare in aria con la promessa di ricevere 100 shekel, pressappoco 20 euro.
La storia fa acqua da tutte le parti, ma non per i nostri professionalissimi media, che abboccano compatti e non si chiedono come mai a quel check point fossero presenti più telecamere ed operatori che alla notte degli Oscar, non si pongono domande sulla sbalorditiva crescita in poche ore da bambino ad adolescente e non riflettono sulla singolarità dell'offerta dei 100 shekel, decisamente un po' pochi per indurre qualcuno ad uccidersi e ad uccidere.
Nella trappola cadono anche i giornalisti del Manifesto, con la lodevole eccezione dell'inviato Michele Giorgio, che avanza qualche sospetto sulla dinamica dei fatti. Non parliamo, poi, di certi politici (si fa per dire), che si affrettano ad esternare il loro sdegno e la loro amarezza per il barbaro episodio, portandolo anche ad esempio della giustezza della scelta strategica e totalizzante della nonviolenza (Niki Vendola, uno dei tanti corifei del guru Bertinotti, quello folgorato dalla nonviolenza sulla via di Palazzo Chigi).
I dubbi e poi le proteste palestinesi - ma anche israeliani - sull'episodio non trovano spazio sui nostri media, stampati e radioteletrasmessi: "Noi sappiamo che l'intera storia e' fabbricata dall'inizio alla fine", ha dichiarato Yakob Shahin, direttore generale del ministero dell'Informazione dell'ANP. "Credete sia possibile che un 13enne o un 14enne accetterebbe di farsi saltare in aria in cambio di 100 shekel che avrebbe ricevuto dopo la sua morte? Mi sembra che si tratti di una cattiva bugia, per giunta stupida". Anche il membro arabo della Knesset, Mohammed Baraka, ha dichiarato di nutrire seri dubbi sulla veridicità della narrativa israeliana. Quanto al gruppo indicato come mandante della bomba umana, le Brigate dei Martiri di Al Aqsa, fa sapere che "Israele ha architettato l'intera storia per giustificare l'assassinio dei bambini palestinesi"
e Sami Khiwairah, un giornalista di Nablus che conosce personalmente la famiglia del ragazzo, ha dichiarato che "le possibilità che sia stato un palestinese ad offrire i 100 shekel sono davvero molto limitate. Questa sembra piuttosto una di quelle storie fabbricate e pianificate nel dettaglio da Israele apposta per gettare fango sui palestinesi, in un momento piuttosto pesante per le sue pubbliche relazioni" Aljazeera.net ha chiesto al portavoce dell'esercito israeliano a Tel Aviv di spiegare perché Abdu avrebbe accettato 100 shekel per farsi esplodere e a che cosa gli sarebbe servito il denaro. E' stato anche chiesto all'esercito di spiegare perché le televisioni erano già al posto di blocco due ore prima del fatto. Dopo due ore di attesa l'esercito non è stato capace di fornire una risposta.
Su ogni cosa, parlano i numeri: nel corso dell'attuale Intifada, Israele ed i coloni paramilitari dei Territori Occupati hanno assassinato 263 bambini palestinesi di età compresa tra 0 e 14 anni e 235 minorenni di età compresa tra i 15 ed i 18 anni.
Non possiamo ragionevolmente pretendere di conoscere la verità dal colono Claudio Pagliara o dal kibbutzim Ariel Caldiron, ma abbiamo il diritto di non essere presi in giro e trattati come minorati mentali; è ora di cominciare a farci sentire presso le redazioni, se non altro per far sapere a questi signori che non siamo tutti idioti.

 

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