HAMAS: L'ASSASSINIO DI RANTISSI NON RESTERA' IMPUNITO.

A meno di un mese dall'assassinio del leader spirituale di Hamas, sceicco Yassin, l'esercito israeliano ha colpito a morte il suo successore, Abdel Aziz Rantissi, già sfuggito ad un altro attentato meno di un anno fa. Su quest'ennesimo assassinio israeliano riproduciamo il comunicato di Hamas ed alcune pagine di informazione tratte da www.arabcomint.com.

Ecco il testo della dichiarazione di Hamas pubblicata dal Palestinian Information Centre - raccolta da BBC Online - in seguito all'assassinio del dottor Abdel Aziz al-Rantissi:

Con cuori fedeli e con completa rassegnazione verso la volontà di Dio, e con l'animo colmo di pazienza, coraggio e determinazione, il nostro grande popolo palestinese ed Hamas danno l'addio al leader martire, dottor Abdel Aziz al-Rantissi, leader del movimento a Gaza, ed alla sua scorta, composta dall'eroe Akram Nassar e dall'eroe Ahmad al-Ghurrah, dopo che i codardi missili sionisti li hanno uccisi vilmente, bombardando dall'alto la loro automobile.
Questo crimine vigliacco, che giunge a 25 giorni di distanza dall'assassinio del martire sheikh Ahmad Yassin, fondatore di Hamas, mira a liquidare Hamas e la resistenza palestinese.
Con questo crimine e con nuovo spargimento di sangue, essi credono di schiacciare la volontà di resistenza del nostro popolo e costringerlo alla resa.

La Casa Bianca ha preparato il terreno per questo crimine durante l'incontro tra Sharon e Bush, in cui il presidente USA ha offerto un'altra Dichiarazione Balfour all'entità sionista usurpatrice.
In tale dichiarazione, egli ha annullato il diritto al ritorno di milioni di palestinesi, legittimato il muro di annessione sionista ed ha dato luce verde alla costruzione di nuovi insediamenti, in flagrante violazione di tutte le risoluzioni internazionali, che sono sistematicamente manipolate da decenni.

Noi annunciamo che questo terrificante crimine, commesso dal governo del terrorista criminale Sharon, non resterà impunito. Chi crede che Hamas cambierà corso, abbandonerà la sua politica e rinuncerà al suo obiettivo di liberare tutta la terra palestinese occupata dall'usurpante entità sionista e' in errore.

Nel dare l'addio all'anima del leader martire dottor Abdel Aziz al-Rantissi, noi del movimento di resistenza islamico Hamas reiteriamo:

Che continueremo a perseguire il sentiero della resistenza

Che ci sacrificheremo per il nostro popolo, la nostra nazione ed i nostri luoghi santi

Che resteremo fedeli al sangue dei nostri martiri e leaders

Che non saremo feriti né indeboliti dal martirio dei nostri leaders mujahidin.

Possa Dio avere misericordia del nostro leader, dottor Abdel Aziz al-Rantissi e dei suoi due compagni. Possa Dio accettarli in compagnia dei profeti, degli onesti, dei martiri e dei giusti, che e' la migliore compagnia.
A Dio apparteniamo, ed a Lui ritorniamo

http://news.bbc.co.uk/1/hi/world/middle_east/3636591.stm
traduzione a cura di http://www.arabcomint.com/

 

L'attentato

Il leader di Hamas, dottor Abdel Aziz al-Rantissi, e' stato ucciso questa sera da un attacco missilistico israeliano contro l'auto sulla quale viaggiava, a Gaza City.
Nell'attacco sono morte anche due sue guardie del corpo, che lo accompagnavano. Fonti mediche hanno dichiarato che Rantissi e' giunto all'ospedale di Gaza in condizioni critiche dopo l'attacco. La tv del Qatar Al Jazeera ha documentato gli ultimi istanti del raid, con la folla palestinese che estrae il corpo del leader dall'auto e lo porta via in barella alla volta dell'ospedale. Secondo la tv qatariota, con Rantissi è stato ucciso anche il figlio Mohamed. Le ferite riportate alla testa erano molto gravi, e il leader e' morto poco tempo dopo il ricovero. Centinaia di oltraggiati palestinesi si sono riversati all'ospedale subito dopo la notizia, invocando vendetta contro Israele.

Le reazioni

Alle proteste di piazza scoppiate a Gaza subito dopo la notizia della morte di Abdel al Rantisi si aggiunge una protesta di 3000 studenti in corso tra le palazzine della residenza universitaria annessa all'universita' islamica di Al Azhar, nel quartiere cairota di Medinet Nasr.

Gli studenti innalzano striscioni e gridano slogan contro Israele e gli Stati Uniti, e protestano contro il silenzio dei dirigenti arabi, chiedendo la rottura dei rapporti diplomatici dell'Egitto con i due paesi.

 L'Autorita' nazionale palestinese definisce l'assassinio 'terrore di stato'. Arafat ha dichiarato tre giorni di lutto e commemorazioni in tutti i Territori Occupati.  Hamas annuncia che continuera' la sua 'guerra aperta contro il nemico israeliano fino alla liberazione della terra palestinese dall'occupante',   Jihad islami  assicura che Rantissi sara' vendicato.

Il portavoce della Lega Araba, Hossam Zaki, ha dichiarato che l'assassinio di Rantissi "e' un puro atto di terrorismo di stato, che dimostra che Israele non può vivere in un clima di stabilità. Non vuole un clima di stabilità. Ha bisogno di continua tensione e violenza".

Il ministro della Cultura libanese, Ghazi al-Aridi, ha dichiarato: "Questa è una terrificante soap-opera. Vedremo ancora altri leaders palestinesi cadere assassinati ... Questo e' terrorismo assoluto, in tutti i sensi".

Con un comunicato del ministro degli Esteri Jack Straw, il governo britannico ha condannato stasera l'uccisione del leader di Hamas Abdelaziz Rantissi, ad opera di Israele, affermando che "è illegale e controproducente". Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, parlando a nome del governo, ha commentato l'uccisione del nuovo leader di Hamas, Rantisi, da parte delle forze israeliane, dicendo che "L'Italia, come tutta l'UE, ha condannato da sempre la pratica delle uccisioni mirate, che contribuiscono ad alimentare la spirale di odio e di violenza anzichè ridurla".  Il primo ministro palestinese Ahmed Qrei (Abu Ala) ha affermato stasera che l'assassinio del leader di Hamas Abdel Aziz Rantissi da parte di Israele è il risultato dell'incoraggiamento degli Stati Uniti e "della totale inclinazione dell'amministrazione americana verso il governo israeliano". Una fonte anonima del dipartimento di Stato Usa, citata dalla Cnn, riferisce, però, che "Gli Stati Uniti non hanno dato alcuna luce verde all'assassinio di Rantissi".
Washington, ha sottolineato la fonte, non aveva "alcuna conoscenza preventiva" dell'agguato "mirato" degli israeliani.

I governi di Parigi e Mosca condannano fermamente l'uccisione del leader di Hamas Abdel Aziz al Rantisi. Il portavoce del ministero degli esteri Jakovenko ha affermato che Mosca ha piu' volte ripetuto che ''non accetta rappresaglie extragiudiziarie e uccisioni mirate''. Secondo Parigi 'le esecuzioni extragiudiziarie sono contrarie al diritto internazionale e inaccettabili''. Duri toni di condanna anche da parte del governo siriano.

Critiche e condanne anche da parte del Segretario Generale dell'ONU, Kofi Annan, che ha sottolineato che "gli assassini extra-giudiziari sono illeciti secondo la legalità internazionale.

Il premier israeliano Ariel Sharon ha espresso compiacimento per la morte del leader di Hamas, Abdel Aziz Rantissi. 'Chi sistematicamente uccide ebrei in quanto tali, merita la morte' ha detto Sharon, secondo la tv israeliana.

I Funerali

300.000 persone a Gaza hanno partecipato al funerale di Abdel Aziz al-Rantissi, mentre in altre città della Palestina  la folla si raccoglieva spontaneamente per commemorare il grande leader popolare, esempio di dedizione, dovere, attaccamento alla patria e suprema onestà. Avvolto in un semplice sudario, il corpo ancora coperto del sangue delle sue ferite - i martiri non vengono lavati secondo il rito islamico - con la fascia verde di Hamas sulla fronte spaccata dai missili israeliani, Rantissi e' stato sepolto nel rione di Sheikh Radwan, dopo una breve cerimonia funebre alla moschea di al-Omari. Finisce così l'avventura terrena di un uomo e di un patriota, ucciso dall'occupante all'interno della sua terra occupata. Ma l'eredità dei grandi uomini - il loro esempio - non viene mai persa. Come seme sparso nel terreno fertile, questo retaggio germoglia e cresce, diviene messe ricca e inestinguibile. Cresce, si rafforza, indurisce le sue radici per germogliare ancora, e ancora, senza appassire mai. Rantissi disse: "Tutti muoiono, i buoni come i cattivi. Tra un attacco di cuore ed un elicottero Apache, io preferisco l'Apache". Anche i suoi assassini moriranno - portando sulle spalle il peso di crimini insopportabili. Ciò che non può morire - mai - e' la volontà di un intero popolo che ha giurato su Dio e sul sangue dei suoi martiri  di resistere fino alla fine.

 

 

Abdel Aziz al Rantissi: "Il mio destino e' il martirio".

Abdel Aziz al-Rantissi, che aveva assunto la leadership di Hamas a Gaza subito dopo l'assassinio di Ahmad Yassin, era  uno dei più energici portavoce della fine del compromesso con Israele. Uno dei sette fondatori di Hamas, Rantissi dichiarò, nel 1998, al quotidiano arabo Kul al-Arab che "le azioni della resistenza non sono terrorismo, ma sono la risposta al terrorismo israeliano, individuale e di stato, contro i civili palestinesi" e che "i palestinesi hanno il diritto a resistere con tutti i mezzi a loro disposizione".

Considerato da sempre il secondo in importanza dopo il fragile leader spirituale del gruppo, sheikh Yassin, Rantissi e' sempre stato il massimo esponente politico di Hamas a Gaza.


Nato nel 1947 a Yubna, presso Jaffa, era laureato in medicina ed aveva esercitato la professione di pediatra per gran parte della sua carriera. Mentre studiava in Egitto, fu attratto dalla Fratellanza Musulmana, un gruppo islamico messo fuorilegge in Egitto per la sua opposizione alle corrotte dittature arabe.

Rantissi guadagnò molto prestigio durante la prima intifada palestinese, alla fine degli anni '80. Durante quel periodo, fu arrestato da Israele diverse volte e, in un'occasione, trascorse in carcere due anni e mezzo consecutivi. Nel 1992 fu tra i 400 intellettuali musulmani palestinesi deportati da Israele sulle montagne del Libano, un'azione che produsse unanime condanna internazionale per Israele. Rantissi divenne il portavoce del gruppo di deportati a Marj al-Zahoour. Tornato a Gaza, si dichiarò lontano dall'Autorità Palestinese di Yasser Arafat quanto dal governo israeliano e, nel 1998, fu arrestato proprio dall'AP per aver chiesto le dimissioni di un certo numero di personaggi dell'Autorità, che accusò di collaborazionismo con il governo israeliano. La Corte Suprema di Giustizia palestinese ne ordinò la liberazione dopo due mesi dall'arresto. Rantissi restò sempre un critico regolare dell'Autorità Palestinese, condannandone l'apparente volontà di compromesso con Israele. L'ultima critica fu al discorso di Abu Mazen, l'allora premier imposto da Israele al popolo palestinese, al vertice di Aqaba con Sharon. In quella occasione, Rantissi dichiarò, in un'intervista al Jerusalem Post: "L'intero approccio di Abu Mazen e' sbagliato, il suo discorso e' sbagliato. Si tratta di un terribile errore; persino i ministri di Abu Mazen, persino suo figlio, ne hanno preso le distanze".

Nel 2003 era sopravvissuto ad un tentato assassinio da parte di Israele. In quella circostanza, Rantissi rimase leggermente ferito ma dichiarò: "Il mio destino e' il martirio. Israele non può farmi nulla più di quanto abbia deciso Iddio".

http://www.arabcomint.com/

Una "road-map" per andare dove?
intervista con il dottor Abdel Aziz al-Rantissi, portavoce di Hamas

 

I palestinesi hanno solo due opzioni: resistere o pagare il prezzo per non avere resistito, dal momento che si tratta di un'occupazione coloniale, che non puo' terminare se non con piu' resistenza. O resistiamo o viviamo da schiavi. I palestinesi hanno deciso di resistere
Leggendo il testo della road-map, si evince che, secondo coloro che l'hanno tracciata, la condizione basilare per la sua implementazione e' la cessazione della "violenza" dalla parte dei palestinesi. Molti sostengono che siano le operazioni kamikaze a scatenare la repressione israeliana. La cessazione di tali operazioni aiuterebbe?

Le operazioni di martirio non avverrebbero se non esistesse l'occupazione israeliana. Quindi e' l'occupazione la causa delle operazioni di martirio e non viceversa. La cessazione della resistenza non portera' mai alla fine dell'occupazione.
La Palestina e' stata parzialmente occupata nel 1948 ed il resto e' stato occupato nel 1967, il che vuol dire che l'occupazione ha 55 anni in parte della Palestina e 36 nel resto. Le operazioni di martirio, invece, sono molto giovani. L'occupazione e' iniziata ben prima di esse, e non e' mai cessata.

Nel 1996, l'Autorita' palestinese colpi' duramente la resistenza e la disattivo', ebbene, cosa ha ottenuto a Camp David? Il che significa che la fine della resistenza non portera' alla fine dell'occupazione, come molti credono.

Sheikh Ahmad Yassin ha affermato che Hamas e' pronto a deporre le armi allorche' sia stabilito uno stato palestinese. E' vero? Quali sono i vostri piani, come Hamas, nel caso in cui la road-map dovesse funzionare?

Quando parla Ahmad Yassin, egli rappresenta Hamas, non l'Autorita' Palestinese. Di conseguenza, Hamas non ammette concessioni su nessuna parte della Palestina. Quando sara' stabilito uno stato palestinese sull'intero territorio della Palestina, non ci sara' piu' alcuna resistenza. Se dovesse essere creato uno stato palestinese sui territori occupati nel 1967, in accordo con il punto di vista islamico, siamo pronti a dichiarare ed onorare una tregua ed un cessate il fuoco. Cio' e' quello che Ahmad Yassin intendeva dire nella sua dichiarazione.

 

A quali condizioni Hamas farebbe la pace con Israele? In primo luogo, accettate la pace con Israele? E come vede il prospetto di pace tra palestinesi ed israeliani?

Se per pace si intende che l'80% del territorio della Palestina debba essere concesso agli israeliani, Hamas non accetta questa pace. Quindi Hamas e' pronto ad una tregua, ma non ad una pace permanente e comprensiva che preveda concessioni sul nostro diritto storico, morale e legale sulla nostra terra. Cio' e' inaccettabile dal punto di vista religioso, nazionale e morale. I britannici occuparono l'Egitto: avremmo dovuto regalare loro il Canale di Suez in cambio della pace? Questa e' resa, non pace.

 

Come vede le relazioni per il futuro con il nuovo governo palestinese? Ci sara' confronto? Ci sono sforzi specifici che state facendo per evitare le tensioni nelle relazioni con l'Autorita' Palestinese?

Non prevedo alcun confronto con l'AP, specie dal momento che Sharon sta rifiutando tutti i punti della road-map, uno dopo l'altro. Tutti i palestinesi sono a favore della resistenza e contro la road-map. Tutte le fazioni hanno dichiarato il loro rifiuto, Fatah compresa. Cio' significa che qualsiasi misura intrapresa dall'Autorita' contro qualsiasi fazione e' una misura contro l'intero popolo. Di conseguenza non vi saranno confronti, la resistenza continuera' e non posso prevedere una possibile pace con Israele in futuro.

 

La strategia israeliana contro i combattenti di Hamas e del Jihad e' fallita. Quale pensa potra' essere la strategia futura per continuare l'occupazione della Palestina? Quella di riporre la "soluzione" in mani americane?

Israele ha sperimentato la lotta palestinese durante la prima intifada, e ne e' testimone ancora una volta oggi. Durante la prima intifada, Israele fece ricorso ad ogni mezzo per sopprimere l'intifada, ma falli'. Allora ricorse ad un trucco: creo' un' "Autorita' palestinese" con cui "negoziare" all'infinito e che, in cambio, lo aiutasse a sopprimere la resistenza. Cosa che avvenne nel 1996.

I negoziati terminarono in un nulla di fatto. Intanto, pero', Israele era riuscito a fare in modo che l'AP sopprimesse la resistenza. Allo stesso tempo, continuava a confiscare terre e a costruire strade d'accesso agli insediamenti. Ecco come fini' l'intifada e come il nemico prosegui' il suo progetto ostile. Nella seconda intifada, Israele sta disperandosi per mettere fine alla rivolta ed alla resistenza creando ancora una volta un nuovo governo. Quando il vecchio governo ha rifiutato di continuare il lavoro sporco del 1996, Israele ha insistito per la creazione di un nuovo governo che abbia potere tramite le pressioni americane. Credo che anche questa volta falliranno, e l'Intifada e la resistenza continueranno, se Dio vuole.

 

Sembra che ci siano molte pressioni da parte degli USA affinche' gli stati islamici denuncino la lotta armata contro il regime sionista. Come la presenza americana in Iraq influenzera' Hamas?

Non posso negare che gli eventi in Iraq influiscano sulla Palestina, ma tale influenza non avra' il potere di fermare la resistenza. Il nostro movimento non ha mai ricevuto alcun sostegno da nessun paese arabo e musulmano. Il supporto finanziario arriva in segreto, da individui che agiscono al di fuori dei governi.
Il nostro movimento non ha ramificazioni al di fuori della Palestina, e tutti i nostri combattenti sono all'interno della Palestina, dunque nessun governo potra' esercitare pressioni sul movimento. La leadership e' in Cisgiordania, a Gaza e in esilio. Quando fu colpita la leadership in Palestina, quella in esilio ne prese il posto.
Come vede, nessuna influenza esterna puo' determinare il nostro futuro.

 

Lei considera il bombardamento israeliano a Gaza come un'immediata reazione alla road-map? Qual'e' la vostra reazione in proposito?

Mi lasci dire chiaramente che la mira di Israele e' quella di creare il Grande Israele dal Nilo all'Eufrate. Noi paghiamo il prezzo di queste visioni religiose mitiche di Israele, dal momento che esso credo di essere il popolo scelto da Dio, a cui Egli ha promesso questa terra e quindi ogni piano che dovesse limitare queste visioni sara' rifiutato. Anche se il piano fosse rifiutato dai palestinesi. L'attacco a Gaza e l'uccisione dei bambini mirano proprio a questo.

 

Molti occidentali sono inorriditi dalle foto e dalla storie delle vite palestinesi distrutte dall'occupazione sionista. Molti di essi chiedono: cosa possiamo fare, come outsiders, per aiutare a mettere fine a questo scempio?

Il popolo palestinese sotto questa brutale aggressione ha bisogno del supporto di tutta la brava gente del mondo. C'e' bisogno di ogni genere di supporto: spirituale, attraverso le preghiere e le invocazioni a Dio, mediatico, attraverso l'informazione, mettendo in luce le atrocita' israeliane contro i palestinesi e finanziario.

 

Il recente cambiamento politico (la nomina di Abu Mazen) ha influenzato il popolo palestinese nel suo insieme? Le cose sono piu' facili o piu' difficili, adesso?

Qualsiasi evento nuovo influenzera' i palestinesi ma, dal momento che questo cambiamento e' il risultato delle pressioni americane, i palestinesi restano a favore della resistenza. La popolarita' del nuovo governo e' in discussione da prima della sua nascita.
Vi sono delle difficolta' che la resistenza si trova ad affrontare, ma, alla luce del sostegno che essa riceve dal popolo, le difficolta' si vanificano un giorno dopo l'altro. Fino ad ora non vi e' nulla di nuovo per i palestinesi nella loro vita quotidiana.

 

Mi chiedevo se lei potesse elaborare le condizioni attraverso cui Hamas accetti la pace con Israele. Quale genere di pace Hamas ritiene sia una pace giusta?

Quando parliamo di pace giusta intendiamo dire che essa debba garantire ad ogni parte i suoi pieni diritti. Se Israele avesse occupato l'Egitto e avesse costituito li' lo stato d'Israele invece che in Palestina, quale egiziano avrebbe riconosciuto Israele, anche dopo 100 anni dalla sua creazione? L'occupazione israeliana della Palestina, la deportazione del popolo palestinese, la costituzione dello stato d'Israele sul suolo palestinese dopo i massacri contro i nativi di quella terra, non sono tutte ingiustizie?

La Francia occupo' l'Algeria senza accettare alternative ma, in seguito, gli algerini ricorsero ad una epica e generalizzata lotta di liberazione. Non pensa che, come l'Algeria, anche la Palestina e l'intera nazione musulmana in generale non hanno altra scelta se non quella di liberarsi ad ogni costo o soccombere al colonialismo?

E' cosi'. I palestinesi hanno solo due opzioni: resistere o pagare il prezzo per non avere resistito, dal momento che si tratta di un'occupazione coloniale, che non puo' terminare se non con piu' resistenza. O resistiamo o viviamo da schiavi. I palestinesi hanno deciso di resistere, ed io sono certo che questa generazione di bambini che lanciano pietre ai carriarmati israeliani sara' la generazione della vittoria.

Ci vuole pazienza almeno fino a quando potremo provare finalmente le conseguenze della resistenza. Non e' possibile che gli israeliani possano essere piu' pazienti nel cercare di perseguire i loro fini rispetto ai palestinesi che cercano la loro liberta'!Ci vuole pazienza almeno fino a quando potremo provare finalmente le conseguenze della resistenza. Non e' possibile che gli israeliani possano essere piu' pazienti nel cercare di perseguire i loro fini rispetto ai palestinesi che cercano la loro liberta'!

 

traduzione a cura di www.arabcomint.com