La notizia dell'assassinio del leader spirituale di Hamas, lo sceicco Yassin, ha già fatto il giro del mondo. Di seguito, un collage di informazioni.

Lo sceicco paraplegico è rimasto vittima di un raid dell'aviazione. La replica: "Ora ci saranno centinaia di vittime". La condanna di Arafat e del governo palestinese. Il ministro inglese Straw: "Assassinio illegititmo".

GAZA - ll leader di Hamas, lo sceicco cieco e paraplegico Ahmed Yassin, è stato ucciso stamane a Gaza da tre razzi israeliani lanciati contro la sua automobile. Secondo le prime informazioni, lo sceicco aveva appena completato le preghiere nella moschea Sabra, vicino alla sua residenza, quando elicotteri israeliani sono comparsi nelle vicinanze e hanno centrato la jeep con la quale è solito spostarsi. Immediate le reazioni: manifestazioni e scontri in Cisgiordania. Hamas ha minacciato: "Faremo centinaia di morti". Dall'estero arriva la condanna del ministro degli Esteri inglese Jack Straw: "E' un assassinio illegittimo". E per le vie di Gaza è partito subito un tumultuoso corteo funebre: decine di migliaia di persone seguono urlando slogan e minacce la salma di Yassin portata a spalle dai suoi uomini.

I razzi israeliani hanno provocato complessivamente sette morti e dieci feriti, secondo fonti dell'ospedale Shifa di Gaza. Nell'attentato sono morti infatti, oltre a Yassin, uno dei suoi figli, due guardie del corpo e alcuni passanti.

Il leader di Hamas era miracolosamente sfuggito sei mesi fa ad un analogo tentativo di eliminazione da parte della aviazione israeliana. La casa in cui si trovava fu bombardata da un aereo israeliano, ma lo sceicco riuscì allora a cavarsela con una ferita alla spalla. Due giorni fa, in una intervista, Yassin aveva detto di non temere la morte, perché certo che in Hamas ogni leader che cade viene immediatamente sostituito da compagni ritenuti all'altezza della situazione.

Alcuni minareti di Gaza hanno annunciato la morte dello sceicco. La città si è svegliata con la notizia della sua morte e la collera è grande. In parecchie zone dimostranti sono scesi in strada e sparano in aria scandendo slogan anti-israeliani. In una intervista ad Al Jazira, Khaled el Batash, un dirigente della Jihad islamica, ha affermato che "la nostra guerra (con Israele) entra oggi in una nuova fase". "Chi ha preso la decisione di uccidere lo sceicco Yassin" si legge in una nota delle Brigate Ezzedine Al-Qassam, "ha firmato la condanna a morte di centinaia di sionisti".

Contro il raid si è scagliato il numero due di Hamas, Abdul Aziz Al-Rantissi. "Non ci sarà vendetta", ha detto Rantissi, circondato da migliaia di persone che scandivano slogan inneggianti alla guerra santa, "gli israeliani sanno che ormai è guerra aperta".

Un imponente corteo si è mosso per le strade di Gaza, diretto verso la casa dello sceicco Yassin. Alcuni manifestanti hanno eretto barricate di copertoni alle quali hanno poi dato fuoco. Dai minareti della Cisgiordania i muezzin hanno proclamato lo sciopero generale: scuole e negozi resteranno chiusi.

Yasser Arafat ha proclamato tre giorni di lutto in tutti i territori e presso tutti i palestinesi "in esilio". Il presidente nello stesso comunicato ha definito l'accaduto "un crimine l'assassinio dell'eroe e martire Ahmed Yassin". Il premier dell'Anp, Abu Ala ha definito l'assassinio "un crimine enorme e atroce". Le manifestazioni di protesta valicano i confini palestinesi e si ha notizia di iniziative in alcune università egiziane. Non si fanno attendere neanche le minacce dirette in risposta al governo israeliano. Un portavoce delle Brigate dei martiri di al-Aqsa (al Fatah) ha emesso un comunicato in cui si afferma "che l'attentato a Yassin equivale ad un attentato al presidente Yasser Arafat". Anche le Brigate al-Aqsa minacciano dunque vendetta e precisano che "il nostro obiettivo è la testa di Ariel Sharon".

Immagini tratte da www.arabcomint.com

Abdel Aziz al-Rantissi in lacrime: E' la perdita
 di un padre, di un amico, di un esempio di
onestà e dedizione, anche a costo di grandi
sacrifici personali

 

Ciò che resta di un uomo

 

Un giovane piange sui resti mortali di
sheikh Yassin

 

 

Hamas giura: taglieremo la testa di Sharon

 

Un giovanissimo mostra l'immagine del
vecchio leader: un uomo integro, un esempio
per molti

 

Un mare umano si precipita nelle
strade di tutti i Territori Occupati,
da Nablus, a Betlemme, da Hebron
a Gerusalemme, a Gaza

Un solo grido: Vendetta per la Palestina

Le spoglie di Yassin e degli
altri otto martiri ricevono l'ultimo
saluto dal popolo di Gaza

www.arabcomint.com

22.03.2004
LA CONDANNA INTERNAZIONALE: UN'AGGRESSIONE FEROCE, MAL CALCOLATA E INASPETTATA

Israele è isolato nel mondo, dopo l’uccisione del leader spirituale di Hamas, lo sceicco Ahmed Yassin. Con il passare delle ore. aumenta sempre più il numero dei paesi che condannano l’azione militare dell’esercito israeliano, che rischia di far esplodere tutto il Medio Oriente. Le condanne più dure sono venute proprio da paesi mediorientali, Iran e Egitto. Il presidente egiziano, Hosni Mubarak, non solo ha condannato con energia l'uccisione dello sceicco, che ha definito «un'aggressione vile, crudele e feroce, mal calcolata e inaspettata», ma ha anche deciso di interrompere la partecipazione dell'Egitto alle celebrazioni organizzate dalla Knesset per l'anniversario di pace tra Egitto e Israele. Ancora più radicale la posizione assunta dalla Guida suprema dell'Iran, Ali Khamenei, che ha accusato Israele di essere «un regime sionista usurpatore» che è «votato alla distruzione». Khamenei ha inoltre definito la morte di Yassin un «martirio». Il presidente Mohammed Khatami ha dichiarato che «questo crimine riflette la bestialità e l'angoscia del regime sionista davanti alla gloriosa resistenza della volontà palestinese», chiedendo che la comunità internazionale «risponda all'appello dei palestinesi oppressi». Per l'ex presidente iraniano Akbar Hashemi Rafsanjan, «il martirio di questo combattente della rivoluzione sarà lo spunto per la continuazione di una lotta ancora più forte dei palestinesi oppressi contro gli occupanti terroristi israeliani e i loro sostenitori americani».
La reazione internazionale non si è fatta attendere. Per l'Alto rappresentante dell'Ue per la politica estera e di sicurezza comune, Javier Solana, «questo tipo di azione non contribuisce per nulla a creare le condizioni per la pace», ricordando che «la politica dell'Ue è stata costantemente improntata alla condanna» di azioni di questo genere e che «in questo caso particolare la condanna deve essere ancora più ferma». Anche la Francia ha condannato l'assassinio che «alimenterà la spirale di violenza». «In questo momento - ha sottolineato il ministro degli Esteri di Parigi Dominique De Villepin - è necessario muoversi per spingere avanti il processo di pace». Il ministro degli Esteri britannico, Jack Straw, ha condannato l'uccisione del leader di Hamas, dicendo che è stato un «assassinio illegittimo». Il capo della diplomazia britannica ha sottolineato che tutti comprendono «il diritto di Israele a difendersi e il suo pieno diritto di farlo all'interno delle leggi internazionali». Una condanna è arrivata anche dal governo italiano. L'uccisione dello sceicco è un «fatto grave e controproducente», che ha già come ripercussione quella di «esacerbare un clima di odio», ha commentato il presidente dei Ds Massimo D'Alema. Questo omicidio «renderà tutto più difficile» e il compito della comunità internazionale ora è di riportare le parti al tavolo negoziale e imporre un cessate il fuoco che va fatto rispettare sia ai gruppi radicali palestinesi sia al governo israeliano. Durante la missione dell'Internazionale socialista che partirà tra breve per Israele, ha spiegato D'Alema, «incontreremo tutte le parti e cercheremo di fare qualcosa per la pace».
Un appello a Israele è giunto anche dal Giappone. «Il nostro paese - ha detto il portavoce ufficiale del governo Yasuo Fukuda - rivolge un forte appello al governo israeliano perché eserciti il massimo della prudenza e della moderazione e si impegni a calmare le tensioni». «Siamo altresì preoccupati - ha aggiunto Fukuda - che questa uccisione provochi gli estremisti palestinesi a intensificare gli atti di violenza e aggravare la spirale dell'odio in Medio Oriente». Analoghi concetti ha espresso il ministro degli esteri Yoriko Kawaguchi che ha invitato la leadership palestinese «a reagire con calma in modo che questo incidente non peggiori ulteriormente la situazione».
http://www.unita.it/index.asp?topic_tipo=&topic_id=33942
 

Le reazioni nel mondo (da indymedia)

Il primo a condannare l'assassinio di Yassin è stato Jack Straw, ministro degli esteri inglese.
Il raid israeliano che ha portato questa mattina all'uccisione dello sceicco Yassine, capo spirituale di Hamas, e' un'azione ''inaccettabile'' e ''ingiustificata''. Così ha dichiarato Jack Straw, mettendo in dubbio che l'operazione di Israele ''possa raggiungere il suo obiettivo''. Al suo arrivo alla riunione dei ministri europei degli Esteri, Straw ha sottolineato che Israele non aveva il diritto di condurre un simile raid e, ha aggiunto, ''per questo la condanniamo''.
Gli fa eco Villepin, ministro francese, che sostiene che quello di oggi è un gesto fuori dalla legalità internazionale, come tutti gli omicidi mirati, già precedentemente condannati dalla Francia.
La condanna arriva poi anche dalla Germania e dalla Polonia, entrambe preoccupate per quello che potrà succedere adesso nell'intera regione. La Polonia, in particolare, si mostra preoccupata per la situazione in Irak.
''Capisco che Israele difenda la propria sicurezza'', ha detto il ministro polacco Cimoszewicz, aggiungendo tuttavia che operazioni simili non costituiscono ''probabilmente il mezzo migliore'' per lo Stato ebreo di raggiungere i suoi obiettivi.
Molto tarda la reazione dell'Italia, che condanna per bocca del ministro Frattini, mentre D'alema annuncia che sarà domani a Tel-Aviv, come previsto.
Infine, la condanna dell'Unione Europea attraverso Javier Solana, che dichiara che questa azione mette in dubbio la possibilità di un processo di pace.
Solana sottolinea come''la politica dell'Unione Europea ha sempre condannato'' queste azioni, e aggiunge che ''in questo caso particolare, la condanna e' ancora piu' ferma''. Secondo il capo della diplomazia europea, inoltre, il raid israeliano ''non aiutera' a trovare una buona soluzione'' per il ritiro delle truppe israeliane dalla striscia di Gaza.

Non esprimono condanna ma invitano alla calma gli Stati Uniti, con un comunicato emesso dal Dipartimento di Stato.
E' improbabile comunque che gli USA non fossero stati precedentemente avvertiti.
La Russia, membro del quartetto che ha stilato la road map (assieme a Usa, Gb e Ue) esprime anch'essa preoccupazione per il processo di pace.

Se le reazioni in occidente sono scontate e comunque improntate alla diplomazia, maggiore durezza si ritrova nelle parole dei ministri dei paesi dell'aerea mediorientale.

Il presidente egiziano, Hosni Mubarak, ha condannato con energia l' uccisione dello sceicco Yassin, che ha definito ''un'aggressione vile, crudele e feroce, mal calcolata e inaspettata''. Per questo ha deciso di sospendere ''la partecipazione dell' Egitto alle celebrazioni organizzate dalla Knesset per l' anniversario di pace tra Egitto e Israele''. Per Mubarak - che ha parlato a giornalisti durante una conferenza stampa non annunciata - questo atto ''provoca l' aborto della pace nella regione'' e ''gli israeliani hanno tentato di approfittare dell' anno di elezioni in America per commettere atti non calcolati''. Il presidente egiziano ha quindi messo in guardia contro le ricadute di questi atti sull' intera regione ed ha considerato che ''Yassin era un uomo paralizzato e siamo stati sorpresi dalla notizia del suo assassinio con missili durante un' operazione militare israeliana''

Il Consiglio di governo iracheno ha condannato l'assassinio dello sceicco Yassin. ''Questo omicidio non servira' che a rafforzare le giustificazioni a favore degli atti di terrorismo nel mondo'', ha detto Muaffak al-Rubai, membro sciita indipendente del Consiglio. Anche il leader radicale sciita Moqtada Sadr ha denunciato l' ''atto criminale'', manifestando collera ''contro i nemici della religione'' e offrendo ''aiuto morale e fisico ai fratelli musulmani''.

Una forte condanna dell' omicidio e' stata espressa dalla Guida suprema dell' Iran, Ali Khamenei, che ha accusato Israele di essere ''un regime sionista usurpatore'' che e' ''votato alla distruzione''. Khamenei ha anche definito la morte di Yassin un ''martirio''. Il presidente Mohammed Khatami ha dichiarato che ''questo crimine riflette la bestialita' e l' angoscia del regime sionista davanti alla gloriosa resistenza della volonta' palestinese'', chiedendo che la comunita' internazionale ''risponda all' appello dei Palestinesi oppressi''. Il portavoce del Ministero degli Esteri, Hamid Reza Assefi, ha affermato che l' uccisione di Yassin costituisce un atto di ''terrorismo e di barbarie. Si tratta di un atto criminale, che costituisce un nuovo esempio del terrorismo e della barbarie del regime sionista''. Per il portavoce degli Esteri, ''l' indifferenza della comunita' internazionale davanti all' oppressione dei Palestinesi ha reso il regime sionista ancora piu' insolente nelle sue azioni''. Per l' ex presidente iraniano Akbar Hashemi Rafsanjan, ''il martirio di questo combattente della rivoluzione sara' lo spunto per la continuazione di una lotta ancora piu' forte dei Palestinesi oppressi contro gli occupanti terroristi israeliani e i loro sostenitori americani''


Il re Abdallah II di Giordania ha condannato l'omicidio, definendolo un crimine.
"Questo crimine provocherà soltanto una escalation di violenza e di instabilità nella regione. Noi proviamo collera, dolore, per quello che succede nonostante i nostri sforzi, impiegati con tutte le parti in conflitto, ma soprattutto con Israele, per evitare questo crescere della loro azione militare". Così dice il comunicato del re di Giordania, secondo paese dopo l'Egitto a firmare un trattato di pace con Israele nel 1994.

E condanna anche da due ministri del governo Sharon, Poraz e Lapid, che hanno disapprovato l'azione che ha portato all'uccisione dello sceicco Ahmed Yassin. Molti israeliani pagheranno con la vita questo omicidio, secondo il ministro dell'Interno Avraham Poraz, che ha aggiunto in un commento oggi alla radio: ''Certamente quelli che stanno preparando atti di terrorismo sono un nostro target, ma Yassin non era una 'bomba pronta a esplodere'''. Poraz ha detto che nel consiglio dei ministri lui e il responsabile della Giustizia Yosef Lapid avevano espresso la scorsa settimana il loro dissenso su un'azione mirata per eliminare Yassin - dopo il doppio suicidio di due palestinesi che era costato la vita a dieci persone in Israele. ''Ho paura che abbiamo aperto una fase in cui molti moriranno'', ha detto Poraz.