| Abbas e gli israeliani
bloccano insieme una risoluzione del Consiglio di sicurezza dell'Onu
sullo stato di emergenza di Gaza.
La notizia che segue è stata diffusa sui
circuiti internazionali più di 24 ore fa, ma in italiano è disponibile
solo oggi sul sito www.infopal.it.
Sono ancora migliaia i Palestinesi impossibilitati a rientrare nella
Striscia di Gaza, bloccati sul lato egiziano del valico di Rafah, e più
di trenta quelli che vi hanno perso la vita. Dove sono le anime belle
che parlavano di "emergenza umanitaria" per le poche decine di familiari
dei papponi di Fatah che non riuscivano a raggiungere i loro congiunti,
fuggiti in Israele?
Ma sono molte le notizie che in Italia vengono diffuse con ritardo, o
non vengono diffuse affatto, come quella - riportata dal Jerusalem Post
- del 30 luglio scorso: "Il premier israeliano Ehud Olmert sostiene
l'idea dello spiegamento di truppe della Giordania nella West Bank per
aiutare il capo dell'Autorità Palestinese Mahmoud Abbas a combattere
le fazioni della resistenza palestinese, specialmente Hamas (...) ".
Il giornale israeliano precisa anche che l'idea di schierare le
truppe giordane ha preso il posto di quella di utilizzare la Brigata
Badr, un'unità militare di circa 2.000 soldati palestinesi, stipendiati
dall'OLP, di stanza in Giordania, probabilmente (aggiungiamo noi) perchè
il Quisling di Ramallah teme che dei combattenti palestinesi non siano
disponibili a sparare contro i propri fratelli, per cui preferisce
ricorrere alla collaborazione dei beduini del regime hascemita, già
sperimentati in un settembre nero di tanti anni fa.
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L'Autorità
Nazionale palestinese ha sabotato il progetto qatariota che
intendeva esercitare pressioni sulle Nazioni Unite affinché esprimessero
preoccupazione per la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza.
Il giornale in lingua
ebraica, Maariv, ha scritto: "L'ambasciatore israeliano e l'Autorità
palestinese, di comune accordo, e in un'azione senza precedenti, sono
riusciti ad ostacolare l'emissione di una risoluzione del Consiglio di
sicurezza dell'Onu contro Israele". Maariv l'ha definito un evento
storico, che ha trasformato i palestinesi in servitori di Israele nelle
sedi della diplomazia internazionale.
Nel numero di martedì scorso, il giornale ha scritto che
"gli ambasciatori israeliano e palestinese sono riusciti, insieme e
senza precedenti, a ostacolare l'emissione di una risoluzione contro
Israele al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite". La risoluzione
avrebbe dovuto dichiarare la situazione a Gaza "catastrofe umanitaria",
ma ciò avrebbe reso complicata la politica israeliana contro Hamas e
gli avrebbe reso buona pubblicità a livello internazionale, e questo non
piaceva alla dirigenza Abbas.
Il giornale ha infatti
spiegato che il presidente Mahmoud Abbas "vuole impedire al movimento di
Hamas di realizzare iniziative sulla scena internazionale. Per questo,
con una decisione unica nel suo genere, ha boicottato la risoluzione Onu
anche se questa, chiaramente, avrebbe migliorato le condizioni degli
abitanti di Gaza".
E ha aggiunto: "Abbas e il capo del suo governo, Salaam Fayyad, hanno
ordinato all’osservatore palestinese alle Nazioni Unite, Riad Mansour,
di convincere i paesi membri del Consiglio di Sicurezza a ignorare la
richiesta del Qatar".
Il giornale ha riportato
quanto dichiarato da Abbas: "Non permetterò a Hamas di mettere piede
nella comunità internazionale attraverso le risoluzioni del Consiglio
della Sicurezza".
Inoltre: "Si deve far precipitare la
Striscia di Gaza in una crisi umanitaria vera, per incolpare di ciò
Hamas, che ne detiene il controllo".
Fayyad, ha segnalato Maariv, sembra
però fortemente contrario alla linea dura di Abbas ed invita a
proseguire con gli aiuti alla città di Gaza, pur continuando la lotta
contro Hamas.
Fonti politiche israeliane
hanno riferito al giornale che i qatarioti hanno
presentato un progetto di risoluzione nel tentativo di aiutare Hamas,
ma senza discuterlo con l’Autorità palestinese né con Fatah. "Negli
ultimi giorni Mansour e l’ambasciatore israeliano alle Nazioni Unite,
hanno lavorato per impedire l'uscita di questa risoluzione ostile. Deve
essere chiaro che chi ha operato sono i palestinesi e non noi. E' vero
che eravamo pronti a impedire il tentativo del Qatar e che ci saremmo
rivolti agli americani per assicurarci che non avrebbero appoggiato il
progetto, ma abbiamo scoperto che Abbas ci aveva preceduti. Questo
è davvero un atto senza precedenti, sorprendente. Per la prima volta
Israele e i palestinesi non si trovano su sponde opposte. I moderati
palestinesi si sono uniti a noi nella lotta contro gli estremisti". |